Sicurezza, fisco, strade: lo Stato che ha abdicato al territorio


Il Palazzo del Viminale, sede del ministero dell’Interno

Lo Stato non controlla il territorio. Non lo controlla rispetto alla sicurezza contro il crimine; non lo controlla sotto il profilo dell’evasione fiscale; e non lo controlla, quindi, su quello della regolarità amministrativa in genere. E la gravissima colpa storica della destra di governo (peggio della sinistra, che peraltro mente, millantando dove governa una situazione di sicurezza e controllo semplicemente inventata) è proprio quella di non aver fatto nessuna delle cose concrete ma elettoralmente impopolari che avrebbe potuto e dovuto fare, a costo zero, per rafforzare davvero la sicurezza reale e percepita. E quando accade la tragedia – tipo l’immigrato espulso che ammazza qualcuno perché nessuno si è sincerato che lasciasse l’Italia, o lo stalker pregiudicato con braccialetto elettronico che ammazza la sua vittima, o una gang che accoltella un giovane in una stazione – se la prendono con la magistratura, che peraltro ha colpe nefande ma applica leggi scritte coi piedi che lasciano proprio alle toghe peggiori un’immeritata discrezionalità.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Tre milioni di auto senza assicurazione

Mettiamo in fila un po’ di fatti di cronaca recentissimi. Com’è possibile che un uomo guidi un’auto senza patente e senza assicurazione? A Mazara del Vallo, non nel Rwanda? È possibile se si tiene conto che i veicoli non assicurati in circolazione in Italia sono 3 milioni (stima: c’è chi dice 5) e non a caso lo Stato finanzia (con i proventi dell’incasso fiscale) un’azienda pubblica che si chiama Consap per gestire un “fondo risarcimento delle vittime della strada” incaricato di pagare i sinistri non assicurati. Ma nessun venditore di auto autorizzato, e nessun ufficio pubblico o pubblico ufficiale preposto a formalizzare il passaggio di proprietà di un’auto, dovrebbe poterlo fare senza accertarsi preventivamente che il veicolo in oggetto sia coperto da una polizza. Ciò trasferirebbe alle compagnie d’assicurazioni l’onere di certificare che il signor Rossi assicurato con la compagnia X che non rinnova la polizza lo fa perché ha rottamato l’auto (esibendo il certificato di rottamazione) o l’ha venduta (esibendo il passaggio di proprietà), e non perchè ha invece semplicemente deciso di non assicurarla.

L’Italia controlla meno della Francia e ha più morti

Quanto alla patente: qual è l’incidenza statistica dei controlli a campione sulle auto circolanti da parte di Polizia Stradale, Polizia Municipale e Carabinieri? Qualche dato: la Polizia Stradale ha controllato nel 2024 circa 2 milioni di persone contestando 1,7 milioni di infrazioni; i Carabinieri oltre 9 milioni di veicoli con 300 mila verbali; 8,5 milioni di verbali delle Polizie municipali, ma non si sa sulla base di quanti controlli. Un Paese come la Francia fa il doppio dei controlli, per metà automatizzati, e pur avendo più strade e autostrade (1 milione di chilometri contro 837 mila) e più abitanti (9,5 milioni in più) ha 48 morti stradali per milione contro i nostri 51. Perché? Perché controlla meglio il territorio, l’unica capacità che il disastroso presidente Macron non è ancora riuscito a smantellare, vedi alla voce “Gilet gialli”, repressi dopo 51 weekend senza concessioni perché alla fin fine la polizia la vince. Altro esempio: il professore woke aggredito da alcuni delinquenti in erba che li perdona in favore di telecamere blaterando sconclusionate convinzioni pedagogiche. Può farlo perché mancano regole cogenti che prevedano – capirai la bieca cattiveria – che quei teppisti vengano costretti a ripetere l’anno per condotta da un meccanismo centralizzato che riduca la discrezionalità di docenti selezionati in decenni di concorsi ultradiscussi e chiaramente drammaticamente inadeguati al ruolo.

Fisco, acqua, catasto: il territorio non osservato

Oltre il 55% delle partite Iva censite dall’Agenzia delle Entrate sulla loro “affidabilità fiscale” risultano… inaffidabili. Ora, ripetiamo una domanda semplice: se in una classe 6 studenti su 10 non raggiungono la sufficienza, la colpa è loro o è dell’insegnante? E se il fisco italiano è schifosamente oppressivo, con una pressione fiscale effettiva su chi paga le tasse superiore al 50%, e se quindi la gente ricorre a ogni escamotage per evadere, una parte a fini speculativi (arricchirsi di più) ma un’altra gran parte a fini sussistenziali, la colpa è anche di questi ultimi o solo dei primi e di chi permette loro, spesso facendo a mezzo, di frodare un fisco scritto in modo incomprensibile e applicato ancor peggio dall’Agenzia delle Entrate che nei fatti legifera sommando casino a casino? E tutto questo accade perché ormai il fisco controlla solo i dati digitalizzabili, mentre la vita vera digitalizzabile non è.

Se in Italia il 42% dell’acqua immessa negli acquedotti si perde senza passare dai contatori è per le falle di una rete vecchia (in piccola parte) o per i furti sistematicamente organizzati sul territorio dagli utenti clandestini?

Se l’Agenzia del territorio dieci anni fa con la fotogrammetria individuò sul territorio oltre 2 milioni di “immobili fantasma” sconosciuti al Catasto, con esiti di sanatoria peraltro risibili, di chi è la colpa? Se l’economia “non osservata” che l’Istat quota al 12,6% del Pil resta “non osservata”, di chi è la colpa? Se abbiamo lo stillicidio di morti sul lavoro che abbiamo, una vergogna inutilmente stigmatizzata a stagioni da tutte le autorità – di chi è la colpa? Forse del fatto che scarseggiano gli ispettori sul territorio? (e in questo, onore al merito al governo Meloni che ne ha finalmente assunti oltre 1.000 dopo 20 anni che nessuno assumeva nessuno…)

Insomma, non di solo digitale vive lo Stato, ma anche di presidio del territorio. Nessuno evoca la trumpiana Ice, corpo paramilitare di esaltati picchiatori dal grilletto facile, ma d’altra parte i compromessi sistemici accettati spudoratamente e passivamente dalle istituzioni italiani su fronti cruciali come lo spaccio – nei fatti libero in mille piazze italiane – le violenze sportive degli ultrà, le manifestazioni di piazza devastanti, le occupazioni abusive non solo dei centri sociali sono semplicemente stomachevoli. Compromessi al ribasso, Stato assente e ridicolizzato nell’opinione diffusa tra chi trasgredisce.

E che destra è una destra che non si occupa di questi problemi, se non focalizzandoli contro gli immigrati (parte del problema e non causa del problema) o con ridicoli pannicelli caldi tipo il decreto sui rave-party?

Lo Stato non c’è perché neanche la destra ha fatto quegli investimenti nell’ordine pubblico – sulla quantità e qualità del personale di sicurezza – che avrebbero rotto le uova nel paniere a molte lobby dedite alla pigrizia dentro e fuori quelle stesse amministrazioni pubbliche che andrebbero potenziate e che sia pur raramente possono a volte, vedi alla voce Bosco di San Donato, rilevarsi colluse o concorrenti con i peggiori criminali. Gli evasori di avidità (e non di sussistenza), gli spacciatori di droga pesante, i caporali del lavoro nero, i banditi e i capibanda, immigrati e autoctoni, insomma tutti i soggetti che hanno deteriorato il clima sociale di tante città italiane, andrebbero cotrastati sul territorio, strada per strada, piazza per piazza. Da Mazara del Vallo alla stazione Certosa di Milano.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Sergio Luciano

Source link

Di