La giornata di Castrovillari va letta come un passaggio del dossier calabrese sulla sicurezza del lavoro. La premiazione usa la memoria dei caduti per costruire un dispositivo educativo verificabile, inserito nella vita ordinaria di un istituto superiore.
Nota di rigore: le responsabilità personali legate alla morte di Edison Malaj restano materia del procedimento. La ricostruzione distingue la cronologia pubblica dell’iniziativa scolastica dagli accertamenti giudiziari ancora in corso.
La premiazione al Mattei chiude un percorso formativo
La Fillea CGIL Calabria ha portato al “Mattei” di Castrovillari la consegna delle borse di studio dedicate alla sicurezza sul lavoro, assegnate agli studenti vincitori del progetto. L’iniziativa si inserisce nel percorso regionale costruito dal sindacato di categoria per trasformare il ricordo delle vittime in esercizio pubblico di prevenzione. La differenza è sostanziale: qui il premio nasce dal lavoro svolto dagli studenti e ha valore operativo rispetto a una presenza simbolica calata dall’esterno.
La scelta del liceo scientifico di Castrovillari è coerente con la storia che ha segnato il territorio. Edison Malaj è morto il 16 febbraio 2024 in un cantiere a Frascineto, schiacciato da una lastra di cemento. Portare il tema dentro una scuola frequentata dalla comunità dei suoi familiari sposta la memoria dal cordoglio alla formazione. Il passaggio è delicato perché evita di lasciare la sicurezza nella dimensione dell’emergenza e la colloca nel tempo lungo dell’educazione.
Il documento della scuola rivela il perimetro concreto dell’iniziativa
La circolare prot. 6442 del 27 maggio 2026 dell’IIS Mattei-Garibaldi-Alfano fotografa il passaggio organizzativo con precisione. Il concorso “Borse di Studio in memoria dei caduti sul Lavoro” risulta indetto dalla Fillea CGIL Provinciale Cosenza-Pollino; la commissione giudicatrice aveva terminato i lavori e la consegna era programmata per venerdì 29 maggio, dalle 10:00 fino alle 12:00, nell’auditorium del Liceo Scientifico “E. Mattei”.
Il documento scolastico supera la funzione di invito. Stabilisce la partecipazione in presenza delle classi quarte aderenti del Mattei e del Liceo artistico “Alfano”, prevede il collegamento online per altre quarte aderenti quando compatibile con la didattica e coinvolge le figure interne della prevenzione scolastica, compresi RSPP, ASPP e RLS. Questo dettaglio pesa: la sicurezza viene trattata come materia di organizzazione reale, con ruoli riconoscibili e vigilanza didattica.
Perché le classi quarte sono una scelta formativa precisa
Il coinvolgimento delle quarte è una scelta formativa precisa. A quell’età gli studenti iniziano a collocare il proprio percorso dentro orientamento, scelte universitarie e prime esperienze collegate al mondo produttivo. Parlare di infortuni, diritti e prevenzione in questa fase significa anticipare il rischio prima che il ragazzo entri in un cantiere, in un laboratorio o in un’azienda con strumenti culturali troppo deboli.
La presenza delle classi del liceo linguistico, scientifico e artistico amplia il significato dell’iniziativa. La sicurezza riguarda anche gli indirizzi lontani dalla formazione tecnica o professionale. Ogni studente diventa futuro lavoratore, futuro committente o cittadino chiamato a riconoscere segnali di rischio. La scuola svolge allora una funzione di alfabetizzazione civile: insegna a dare nome ai pericoli e a riconoscere le cause organizzative che possono precedere un incidente.
La testimonianza di Silvana Malaj cambia il peso della giornata
Il cuore umano dell’incontro è stato l’intervento di Silvana Malaj, moglie di Edison. Davanti agli studenti ha riportato la vicenda fuori dalla formula impersonale delle “morti bianche” e l’ha rimessa nella dimensione familiare: una casa svuotata, figli costretti a crescere dentro una perdita e una richiesta di giustizia ancora aperta. La forza del suo intervento sta proprio nella destinazione scelta, perché parla a ragazzi che spesso incontrano la sicurezza come capitolo teorico e la ricevono invece come esperienza concreta di assenza.
La sua denuncia ha respinto la riduzione delle vittime a statistica. In una materia in cui i numeri sono indispensabili, il rischio editoriale è perdere il volto delle persone. Castrovillari ha imposto il percorso inverso: partire da un nome per rimettere ordine nei dati. Edison Malaj diventa così il punto di contatto tra una storia giudiziaria ancora aperta e una lezione pubblica sulla prevenzione.
Il passaggio dell’8 luglio collega memoria e giustizia
Nel corso della manifestazione, Simone Celebre, segretario generale della Fillea CGIL Calabria, ha indicato il prossimo snodo: l’8 luglio 2026 è prevista una nuova udienza preliminare relativa alla morte di Edison Malaj. È stato anche annunciato che la CGIL si è costituita parte civile. È un dato processuale con responsabilità ancora da accertare; colloca la giornata dentro un doppio piano: formazione degli studenti e presidio processuale.
Questo collegamento è importante perché la sicurezza sul lavoro vive sempre su due tempi. Il primo precede l’incidente e riguarda valutazione del rischio, formazione, organizzazione dell’attività e controllo effettivo. Il secondo arriva dopo il danno e passa dagli accertamenti, dalle responsabilità e dal risarcimento possibile. Una scuola che ospita questa discussione aiuta a capire che la prevenzione vale proprio perché evita di arrivare al secondo tempo.
Il richiamo ai sei morti di maggio porta la Calabria dentro il dossier nazionale
Celebre ha richiamato un dato che ha segnato il confronto pubblico regionale: sei lavoratori morti in Calabria nel mese di maggio. La cifra va trattata per ciò che è nel contesto della giornata, cioè una denuncia sindacale pronunciata dentro una fase di forte pressione territoriale sulla prevenzione. Il punto tecnico riguarda la concentrazione temporale degli eventi e la difficoltà delle istituzioni a trasformare il cordoglio in controllo misurabile.
Questo articolo si innesta su una linea già aperta da Sbircia la Notizia Magazine. Nel nostro approfondimento Catanzaro, corteo dopo quattro morti sul lavoro avevamo ricostruito la mobilitazione del 19 maggio e la richiesta di una prevenzione più leggibile nei cantieri. Nel successivo Uila-Uil Calabria: controlli dopo la morte a Monterosso il baricentro si era spostato sui controlli effettivi. Castrovillari aggiunge il tassello educativo: prima dei verbali ispettivi serve una cultura capace di riconoscere il rischio.
Il nodo tecnico: i DPI sono visibili, la prevenzione decisiva resta organizzativa
La formula usata nel confronto pubblico sposta correttamente l’attenzione oltre i DPI, i dispositivi di protezione individuale. Casco, scarpe, imbracature e guanti sono indispensabili quando il rischio è già presente nella lavorazione. La prevenzione più efficace nasce prima: nella progettazione del lavoro, nella scelta dei tempi, nella formazione aderente alla mansione e nella possibilità concreta del lavoratore di fermarsi quando la condizione diventa pericolosa.
Per questo una borsa di studio sulla sicurezza ha valore che supera il premio accessorio. È uno strumento che misura la capacità degli studenti di trasformare un tema normativo in ragionamento. Quando un ragazzo capisce perché una procedura esiste, quella procedura smette di sembrare burocrazia e diventa una barriera tra lavoro e danno. È il passaggio che spesso manca nelle campagne pubbliche, dove l’immagine del casco resta più facile da comunicare della progettazione del rischio.
Che cosa cambia per le scuole dopo una giornata così
L’effetto immediato è pedagogico. La sicurezza entra nei percorsi di educazione civica e orientamento come competenza trasversale invece che argomento confinato agli addetti ai lavori. Il modello Castrovillari funziona quando lascia traccia: elaborati prodotti dagli studenti, restituzione pubblica, coinvolgimento delle famiglie e dialogo con chi rappresenta il lavoro reale.
La conseguenza più concreta riguarda il modo in cui una comunità scolastica può trattare le morti sul lavoro. Il lutto pubblico tende a consumarsi in fretta; un progetto con borse di studio crea invece continuità, perché richiede lavoro preparatorio, valutazione e riconoscimento. Da qui nasce il valore pubblico della giornata: la scuola riceve una testimonianza e la trasforma in competenza civile spendibile fuori dall’aula.
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Junior Cristarella
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