Puglia digitale, imprese sopra la media su IA e IoT


Il perimetro dei dati coincide con il focus regionale dell’Assintel Report presentato a Taranto il 27 maggio 2026. La lettura più utile parte da un fatto semplice: la Puglia mostra indicatori sopra la media in segmenti già entrati nei processi aziendali e questo vale più di qualunque entusiasmo dichiarato.

Il vantaggio pugliese va letto nei differenziali, non negli slogan

La familiarità con l’intelligenza artificiale supera la media italiana di 14,8 punti percentuali. L’IoT registra un margine di 9,1 punti. Sul budget ICT il distacco è di 8,9 punti. Sono scarti larghi per un territorio che si muove dentro un Mezzogiorno cresciuto nel 2025 del 3,5% nel comparto digitale, sotto il 4,5% nazionale. La regione spicca quindi dentro un’area che nel suo insieme procede a velocità più contenuta.

Questo chiarisce l’ambiguità principale del racconto pubblico: la forza della Puglia va distinta da una superiorità complessiva del Sud rispetto al Paese. Il valore sta nella capacità di alcune imprese pugliesi di anticipare tecnologie emergenti pur operando in un contesto macroterritoriale meno rapido della media italiana. È una differenza sostanziale, perché sposta la lettura dalla retorica territoriale alla qualità delle decisioni aziendali.

IA: la familiarità è ampia, l’uso operativo chiede disciplina

Il 29,2% delle imprese pugliesi usa già almeno una piattaforma di intelligenza artificiale, contro il 23,8% italiano. Nel dettaglio dichiarato, ChatGPT pesa per il 18,9%, Gemini per l’8,9% e Google Cloud AI per il 6,8%. La distanza fra familiarità e uso concreto merita attenzione: molte aziende hanno capito il potenziale della tecnologia, una quota più ristretta l’ha già portata dentro attività ricorrenti.

Il rapporto fra imprese che conoscono l’IA e imprese che la usano restituisce una conversione pugliese intorno ai due terzi. La media nazionale, pur partendo da una familiarità più bassa, mostra una conversione più compatta. La nostra lettura è lineare: in Puglia la platea interessata è più larga e questo allarga anche la zona in cui servono consulenza tecnica, governance dei dati e casi d’uso selezionati con criteri economici.

L’IoT segnala una digitalizzazione più vicina alla produzione

Il dato IoT al 26,7% racconta una maturità diversa da quella visibile nei soli strumenti d’ufficio. Sensori, connessioni fra macchine, monitoraggio remoto e raccolta dati operativi entrano infatti nel punto in cui il digitale incontra magazzini, impianti, logistica e controllo qualità. Qui la tecnologia non resta applicazione amministrativa: modifica il modo in cui un’impresa osserva i propri processi.

La media nazionale al 17,6% consente di misurare lo scarto senza forzature. La Puglia mostra una presenza dell’IoT superiore di circa metà rispetto al dato italiano. Questo vantaggio può diventare produttività solo se i dati generati dagli oggetti connessi vengono integrati con gestionali, manutenzione, sicurezza informatica e decisioni commerciali. Un sensore isolato produce un segnale. Un processo disegnato bene produce margine.

Il budget ICT è il vero indicatore di intenzione strategica

Il 39,1% di imprese pugliesi che prevede un aumento del budget ICT nel 2026 rispetto al 2025 pesa più di una semplice dichiarazione di interesse. Un investimento annunciato obbliga l’azienda a scegliere priorità, fornitori e tempi di rientro misurabili. In questo passaggio il digitale smette di essere una voce accessoria e diventa una parte della pianificazione.

La media nazionale del 30,2% mostra che il differenziale pugliese non riguarda soltanto l’uso degli strumenti già disponibili. La regione appare più disposta a finanziare il passo successivo. Il punto critico sarà la qualità della spesa: cloud, cybersecurity, automazione, dati e formazione producono valore quando vengono inseriti in un disegno coerente. Budget senza architettura genera frammentazione, budget governato crea continuità operativa.

Il freno si è spostato dalle reti alla capacità di governare il cambiamento

Il 18,7% delle imprese pugliesi indica la mancanza di competenze come primo ostacolo alla digitalizzazione, sopra il 15,1% italiano. La difficoltà nell’identificare nuove architetture IT per il digital business arriva al 13,85%, oltre il doppio del 5,6% nazionale. La misurazione dei risultati pesa per l’11,3%, contro il 5,5% italiano. Questi dati descrivono un territorio che ha iniziato a correre e ora sente di più il bisogno di metodo.

La fragilità si colloca fuori dalla percezione delle infrastrutture locali. L’83,4% delle imprese pugliesi ritiene che le dotazioni tecnologiche del territorio non abbiano inciso negativamente sul proprio percorso digitale, mentre la media italiana si ferma al 71,7%. Il collo di bottiglia va cercato quindi dentro organizzazione, competenze, procurement tecnologico e controllo dei benefici. È lì che molte PMI dovranno decidere se trattare l’innovazione come progetto occasionale o come disciplina permanente.

Taranto diventa il luogo in cui i dati incontrano la transizione produttiva

La presentazione dentro il Salone Mediterraneo dell’Impresa supera il dettaglio logistico. Il panel sull’orizzonte digitale del Mezzogiorno è stato collocato il 27 maggio, dalle 15:00 alle 17:00, in Sala Blu, con un perimetro esplicito su IA, cybersecurity e innovazione per le PMI del Sud. Taranto porta su questo dossier una condizione particolare: la transizione economica del territorio impone di collegare tecnologie, formazione e capacità di attrarre investimenti.

Nel territorio ionico il saldo attivazioni cessazioni dell’area innovazione e digitale nei servizi è indicato in crescita del 17,5% nell’ultimo quinquennio. Il dato va maneggiato come segnale territoriale, non come prova di maturità diffusa. Mostra però una direzione: i servizi avanzati possono diventare un pezzo della diversificazione economica quando trovano domanda locale e competenze spendibili. Per Taranto significa provare a far uscire il digitale dalla dimensione convegnistica e portarlo dentro bilanci, cantieri di trasformazione e filiere professionali.


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 Junior Cristarella

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