Stabilizzare il fronte. Quello più sensibile, il più delicato: le prossime elezioni si vincono o si perdono nel Sud del Lazio. Non c’è spazio per scontri interni, non c’è possibilità di commettere errori. Per questo il Segretario del Partito Democratico del Lazio Daniele Leodori ha avviato un’interlocuzione a distanza, coinvolgendo il Segretario Provinciale Pd di Frosinone Achille Migliorelli (Area Dem – Francesco De Angelis), la Consigliera Regionale Sara Battisti (Rete Democratica – Claudio Mancini) anche in rappresentanza dell’alleato Antonio Pompeo (Riformisti – Lorenzo Guerini), il Capogruppo Pd in Provincia Enzo Salera (Parte da Noi – Marta Bonafoni). Troppe tensioni in Ciociaria, troppi nervi scoperti.
Daniele Leodori ha messo sul tavolo i numeri e la strategia. Dalle cifre in possesso del Pd le prossime elezioni sono tutte contendibili, il Governo di centrodestra sia alla Regione che a Palazzo Chigi – stando a quei sondaggi – ha perso smalto. Se si propone all’elettore un’alternativa credibile, concreta, solida, allora ci sono margini per riprendere la Pisana ed il Paese. Per questo ha voluto esaminare tutte le situazioni più spinose e confrontarsi con i tre personaggi di punta delle tre coalizioni per disinnescarle.
I dossier esaminati
Isola del Liri
Il caso di Isola del Liri, dove due assessori Pd si sono ritrovati in una giunta guidata da un sindaco passato a Fratelli d’Italia e che ha eletto alle Provinciali un suo consigliere con il massimo dei voti. (Leggi qui: Isola del Liri, tregua (armata) di 10 giorni per sbrogliare la matassa del PD).
La linea del Pd è chiara: i due assessori hanno partecipato ad una coalizione civica guidata da un candidato sindaco che aveva militato nel Pd e ne era uscito per seguire Carlo Calenda in Azione. Se dopo le elezioni ha deciso di cambiare ancora una volta bandiera è problema suo, non nostro. Resta da capire dove si posizionerà tra qualche mese o se smetterà di girare da un Partito all’altro. Noi ad Isola del Liri restiamo coerenti: con il programma che abbiamo firmato, con gli impegni che abbiamo sottoscritto con i cittadini: la posizione, in linea di principio è questa.
Ora, i quattro protagonisti delle interlocuzioni dovranno mettersi al lavoro per valorizzare l’impegno dei due assessori Dem, Stefano Vitale ed Annapaola Faticoni ma trovando una quadra anche con l’ex consigliera provinciale Antonella Di Pucchio che è del Pd ma ad Isola del Liri siede tra i banchi dell’opposizione. Una quadratura che dovrà ricostruire l’unità e consentire di presentare un Partito solido e compatto ai prossimi appuntamenti elettorali.
Pontecorvo
Il caso Pontecorvo, dove la consigliera Annalisa Paliotta (candidata Pd alle Regionali 2023) si è schierata nella lista del sindaco di centrodestra Anselmo Rotondo. La questione è stata esaminata sotto due aspetti: uno formale ed uno sostanziale. Sul piano formale, non c’era una lista con il simbolo del Pd ed a fronteggiarsi sono stati due schieramenti civici. Pertanto, nulla si può contestare alla consigliera: in questi casi scatta la libertà di coscienza. Sul piano sostanziale è chiaro che qualcosa va rivisto nella strategia di approccio alle candidature.
Dalle interlocuzioni è emerso che bisogna avere attenzione a non produrre rese dei conti interne al Pd, dal momento che in maggioranza ci sono due consiglieri iscritti al Pd ed all’opposizione c’è il candidato sindaco Giacinto Carbone appoggiato dal Pd. Fine della questione.
Provincia
Posizione in Provincia. Prendere o non prendere le deleghe dal presidente Luca Di Stefano, ora che la maggioranza in Provincia è di centrodestra? Qui ci sono due scuole di pensiero. Una sostiene che bisogna fare un’opposizione dura e pura, rifiutando qualsiasi incarico e qualsiasi contatto con le destre, per una questione di coerenza e di chiarezza con gli elettori. L’altra sostiene che gli incarichi sono da sempre studiati per contenere maggioranza ed opposizione: la prima svolge un ruolo di governo, la seconda svolge il controllo. Se ci si ritira sull’Aventino chi controllerà le cose che fa il centrodestra? Ci si renderebbe complici lasciandogli la strada spianata a qualsiasi decisione e qualsiasi scelta.
Segreteria
Vice segreteria unica nel Pd. È l’elemento che ha bloccato la discussione al Congresso Provinciale: la reclama Danilo Grossi per la sua area, la reclama Antonio Pompeo per i Riformisti. Sul piano dei numeri provinciali la questione sarebbe chiusa: in favore di Pompeo. Sul piano della visibilità politica l’area Bonafoni sarebbe penalizzata. Per evitare rotture, il Segretario Achille Migliorelli sta aspettando a definire la nuova Segreteria Provinciale. Questione aperta e da ponderare con più calma: se ne farà carico il Segretario regionale.
Una possibile soluzione di compromesso l’ha ipotizzata la Consigliera Sara Battisti: seguire lo schema che ha funzionato per la Segreteria Regionale. E cioè? Sdoppiare la carica ed arrivare a due vice Segretari, uno per i Riformisti di Pompeo ed uno per l’area di Grossi. Ora si tratterà di verificare la percorribilità del sentiero.
Parola d’ordine: Unità
Alla fine, sul campo resta una parola d’ordine che tutti hanno condiviso e nessuno ha contestato: unità. Parola facile da pronunciare, difficile da praticare quando i dossier aperti sono quelli descritti sopra. Ma Leodori ha messo sul tavolo qualcosa di più potente delle buone intenzioni: i numeri. E i numeri dicono che le prossime elezioni sono contendibili: a patto che il centrosinistra arrivi unito, credibile, senza i regolamenti di conti interni che hanno già fatto danni.
La Ciociaria può essere il campo in cui si decide tutto. Può essere la vittoria. Può essere l’ennesima occasione sprecata. La differenza la farà quello che accadrà tra oggi e il giorno delle urne: non nelle assemblee ma nei corridoi, nelle telefonate, nelle piccole scelte quotidiane di chi decide se stare insieme o andare per conto proprio. Il nemico, lo ha ricordato Leodori prima di chiudere, è a destra. Non dentro casa.
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