La Giunta? Non c’è fretta. Quella fa partorire i gattini ciechi. Davanti ci sono cinque anni di mandato. Nel suo primo vero giorno di lavoro — all’indomani della proclamazione da parte della commissione mandamentale — il neo sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale, da politico navigato sapeva bene che tutti i riflettori ed i microfoni sarebbero stati puntati sulla futura squadra di governo.
Dribblando i suoi interlocutori, Carnevale ha fatto intendere di non avere fretta: «Mi hanno riferito che il verbale della proclamazione degli eletti mi arriverà tra venerdì e lunedì della prossima settimana. Dopodiché avrò venti giorni per decidere».
Prima persona plurale
Forte dei suoi 13.908 voti (62,98%) e delle 15.352 preferenze (71,50%) ottenute dalla coalizione (trainata da Forza Italia), sa che dovrà individuare un equilibrio con i 18 consiglieri eletti nella sua maggioranza, il senatore Claudio Fazzone ed il deputato europeo Salvatore De Meo: «Perché noi ragioniamo con la prima persona plurale e non quella singolare». Un modo efficace per comunicare che la formazione della Giunta scaturirà da un discorso collegiale.
L’intesa pre-elettorale prevedeva che ciascuna formazione della coalizione guadagnasse un assessorato ogni due consiglieri eletti. Forza Italia ha mandato in Consiglio la metà dei suoi 24 candidati: non serve un master al MIT per arrivare alla prima conclusione. Dodici eletti significano sei dei potenziali neo assessori per il Partito fondato da Silvio Berlusconi. E di cui il senatore Claudio Fazzone è l’indiscusso coordinatore regionale.
Chi entra in Giunta: Mattei, i primi sei di FI e la deroga
Non si procederà in base al numero di voti raccolto. Per essere ancora più chiari: non necessariamente entreranno i primi sei più votati. E cioè Cristian Peppe (1.407 voti, 36 anni, dipendente di Acqualatina), Piero Parisella (1.217), Roberta Muccitelli (1.161), l’assessore uscente Stefania Stravato (1.101) e Sergio Di Manno (1.070) — si dimetteranno per entrare nel primo esecutivo Carnevale.
«Saranno valorizzate alcune personalità non tanto per il rispettivo portafoglio elettorale quanto per le proprie esperienze amministrative e capacità messe in mostra in Consiglio Comunale», hanno fatto trapelare alcuni collaboratori del neo sindaco.
C’è la chiara volontà politica del senatore Fazzone di recuperare alcuni degli esclusi. Il più noto è Vincenzo Mattei, vicepresidente uscente della Provincia, attualmente fuori dal Consiglio Comunale con 591 preferenze: è il primo dei non eletti. A seguire Raffaele Gagliardi (561), Luigina Spilotri (551), Elisa Carnevale (489) ed Elena De Libero (428).
Vale anche la pena segnalare che molti danno ora credito alle capacità profetiche del senatore Fazzone per aver inserito nella lista di Forza Italia per le Provinciali la giovanissima Jessica Di Trocchio, che compirà 30 anni lunedì 1° giugno: è risultata l’11ª degli eletti e il 7 giugno ha ottime possibilità di approdare in assemblea provinciale insieme al sindaco di Formia Gianluca Taddeo e al presidente del Consiglio Comunale di Minturno Massimo Signore.
Gli altri due assessorati
Per gli altri due assessorati, «Io Sì» — lista creata a immagine e somiglianza del parlamentare europeo Salvatore De Meo — ha conquistato 2.436 voti (11,35%) e conferma tre consiglieri: la veterana Daniela De Bonis (364), Davide Zomparelli (355) e Luigi Gentile (291).
«Radio Comune» attribuisce alla lista un solo assessorato, che in teoria spetterebbe alla più votata. Ma De Bonis non intende dimettersi da consigliera, preferendo puntare alla presidenza del Consiglio Comunale. Che però difficilmente otterrà.
Scatterebbe poi una deroga per «Litorale e Sviluppo Fondano» (1.259 voti, 5,86%), personale emanazione elettorale del sindaco uscente Beniamino Maschietto: quale forma di gratitudine e riconoscenza per la fiducia accordata nel corso dell’ultimo mandato, il suo successore concederebbe una rappresentanza in Giunta che poi ruoterebbe con le altre due liste inizialmente escluse (Noi per Fondi – 1.027 voti e Fondi Azzurra – 904 voti) beneficiarie nel frattempo di deleghe esterne all’esecutivo.
Al via i processi tra gli sconfitti
Fratelli d’Italia appare stordita dopo il risultato della sua candidata sindaco Annarita Del Sole e della lista Oltre: la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Amante non è andata oltre il 13,82% (3.052 preferenze personali), quasi 10.000 voti in meno rispetto a Carnevale. FdI vale oggi a Fondi 2.019 voti (9,40%), rieleggendo oltre alla preside i due consiglieri uscenti Luigi Vocella (522) e Stefano Marcucci (458).
Il coordinatore provinciale di FdI, il senatore Nicola Calandrini, ha evitato di drammatizzare: «Il risultato conferma la crescita costante del nostro Partito sul territorio, segno di un radicamento sempre più forte. Quello dell’ultimo fine settimana non è un punto di arrivo ma una tappa di un percorso che anno dopo anno ci fa raccogliere frutti migliori».
E prendendo atto della divisione del centrodestra in tre tronconi: «I cittadini hanno espresso il loro verdetto e a Vincenzo Carnevale va il riconoscimento per il risultato ottenuto. Fratelli d’Italia continuerà con coerenza il proprio lavoro politico, esercitando un’azione ferma nei contenuti ma sempre costruttiva, con un unico obiettivo: il bene della città».
Il tono nobile nella sconfitta
Il candidato sindaco del centrosinistra Salvatore Venditti — Fondi Progressista (PD e AVS) e M5S, 2.317 preferenze (10,49%), con Gianmarco Di Manno (410) a guadagnare il secondo seggio — fa fatica a nascondere la delusione, ma trova un tono nobile nella sconfitta: «Non abbiamo raggiunto il risultato che volevamo. Ma la politica è anche quello che riesci a muovere, a costruire, a lasciare. Abbiamo fatto una campagna elettorale pulita, credibile, di ascolto, di contenuti, di rispetto. Oggi il centrosinistra a Fondi respira un’aria diversa: più aperta, più giovane, più coraggiosa. Da domani si ricomincia. Anzi si continua».
E in chiusura un gesto da segnalare: «Martedì ho sentito il neo sindaco Vincenzo Carnevale, che poi è passato anche al nostro comitato per un saluto cordiale. Un gesto coerente con una campagna elettorale che, pur nelle differenze, ha mantenuto toni civili e si è confrontata nel merito».
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