Colombia, Cepeda avanti e De la Espriella stringe la corsa


La fase finale della campagna colombiana va letta con una lente precisa: la questione centrale riguarda il candidato che entra nel ballottaggio con una coalizione più facile da espandere. È qui che la rimonta di Abelardo de la Espriella cambia il peso della destra e costringe il Pacto Histórico a difendere il vantaggio di Iván Cepeda con minore margine di errore.

Nota di metodo: i dati demoscopici riportati riguardano rilevazioni pubblicate prima dell’entrata in vigore della veda sulle nuove diffusioni di sondaggi elettorali. Le percentuali misurano intenzioni di voto e scenari, quindi non anticipano il risultato ufficiale.

Il dato che cambia la vigilia

Il sondaggio Cnc fotografa una competizione diversa da quella immaginata poche settimane fa. Cepeda mantiene il primo posto. La sua traiettoria non mostra l’allungo necessario per chiudere la partita al primo turno. De la Espriella supera la soglia simbolica del 30% e registra un aumento di dieci punti in venti giorni nella stessa sequenza di rilevazioni. Valencia resta terza e perde la funzione di principale punto di raccolta del campo conservatore.

La lettura tecnica parte da un calcolo semplice. Con Cepeda al 33,4% e De la Espriella al 30,9%, il margine è troppo stretto per trattare il primo turno come una gara già ordinata. In un sistema che richiede la maggioranza per evitare il ballottaggio, il dato di Cepeda vale come primato iniziale. Il dato di De la Espriella pesa come capacità di trasformare la seconda posizione in posizione negoziale.

La destra si ridisegna attorno a un candidato meno istituzionale

La novità politica riguarda la gerarchia interna all’opposizione. Paloma Valencia arriva dal Centro Democratico e porta con sé il sostegno dell’area uribista. De la Espriella corre invece come figura esterna alla gestione pubblica tradizionale: avvocato penalista, presenza mediatica riconoscibile e candidato di un movimento che ha costruito il messaggio su ordine, sicurezza e rottura con il ciclo Petro.

Questa differenza spiega perché la rimonta non sia solo numerica. Valencia rappresenta una destra di partito, riconoscibile nei suoi codici e nella sua rete. De la Espriella catalizza un voto più immediato, meno disciplinato dall’appartenenza e più sensibile alla promessa di una risposta dura contro criminalità, narcotraffico e gruppi armati. La sua crescita indica che una parte dell’elettorato non cerca soltanto un’alternativa al governo uscente, cerca un cambio di registro.

Perché il ballottaggio pesa già sul primo turno

La prima vuelta colombiana funziona anche come selezione dell’avversario più forte per il 21 giugno. Nel confronto Cnc tra Cepeda e De la Espriella, l’avvocato viene stimato al 43,6% contro il 40,9% del senatore del Pacto Histórico. Nel confronto fra Cepeda e Valencia, il candidato della sinistra è indicato al 40,8% contro il 39,1% della senatrice del Centro Democratico. Sono margini ravvicinati. Raccontano due ballottaggi con struttura diversa.

Con De la Espriella, il secondo turno diventerebbe un referendum più netto sulla sicurezza e sulla continuità delle politiche di Gustavo Petro. Con Valencia, lo scontro resterebbe dentro una grammatica più partitica, con maggiore peso della storia uribista. Per Cepeda cambia il terreno di gioco: contro il primo dovrebbe contenere una mobilitazione emotiva di destra, contro la seconda dovrebbe lavorare sul rifiuto del ritorno conservatore classico.

Le rilevazioni convergono sull’ordine di testa

Le percentuali cambiano in base a metodologia e periodo di campo. La sequenza dei candidati principali risulta stabile nelle rilevazioni pubblicate a ridosso della veda: Cepeda davanti, De la Espriella secondo e Valencia terza. AtlasIntel colloca il confronto fra i primi due quasi alla pari, con 38,7% per Cepeda e 37,3% per De la Espriella. Invamer assegna a Cepeda un vantaggio più largo e registra comunque De la Espriella sopra il 30%. Guarumo conferma lo stesso ordine, pur lasciando Valencia più vicina rispetto al quadro Cnc.

Questa convergenza è più utile della singola cifra. Quando istituti diversi consegnano distanze differenti, il dato solido è la direzione: la candidatura di De la Espriella non appare più un fattore laterale e il voto di destra non si concentra più automaticamente sul Centro Democratico. La campagna entra quindi nell’ultima fase con una domanda operativa: quanto del voto conservatore potrà spostarsi sul candidato percepito come più competitivo?

Dove la rimonta diventa territoriale

La lettura regionale chiarisce la natura della crescita. Nell’Eje Cafetero, De la Espriella viene indicato al 35% e Cepeda al 23%. Valencia resta al 22,5%, quindi il suo spazio coincide ormai con una parte del bacino che il candidato dei Defensores de la Patria sta provando ad assorbire. A Bogotá la dinamica è diversa: Cepeda è al 37,1% e De la Espriella al 27,6%. Valencia si ferma al 16,1%.

Il contrasto fra queste due aree evita una semplificazione frequente. La rimonta della destra radicale procede in modo non uniforme e lascia intatto il radicamento urbano della sinistra nella capitale. Mostra però una capacità di penetrazione in territori dove il messaggio di ordine e rottura prende una forma più concreta, soprattutto quando la sicurezza viene percepita come esperienza quotidiana e non come tema astratto da dibattito televisivo.

Il voto all’estero è già una parte della partita

Il calendario colombiano apre il voto all’estero prima della domenica nazionale. Dal 25 al 31 maggio, 1.414.661 cittadini iscritti fuori dal Paese possono votare in 253 posti distribuiti in 67 Paesi. Le mesas abilitate sono 1.489 fino al 30 maggio e diventano 2.181 il 31 maggio. La pubblicazione dei risultati preliminari è prevista solo dopo la chiusura ufficiale delle urne in Colombia.

Questo segmento conta oltre il suo peso aritmetico. Il voto estero misura comunità spesso più esposte a temi come sicurezza, stabilità economica e rapporto con gli Stati Uniti. In una gara che può decidersi sull’accesso alla seconda vuelta, anche una distribuzione esterna apparentemente contenuta può incidere sul distacco fra secondo e terzo posto.

La sicurezza è la variabile che attraversa tutto

La campagna si svolge dentro una pressione territoriale reale. Il problema supera le proposte dei candidati e riguarda la possibilità che la paura condizioni affluenza e voto in zone esposte alla violenza. Le stime attribuite alla Missione di Osservazione Elettorale indicano 386 municipi vulnerabili all’azione di gruppi armati illegali. La Fondazione Ideas for Peace colloca intorno a 27.000 le persone ancora sotto le armi nel Paese.

Il fattore droni ha aumentato la qualità della minaccia. Gli attacchi con velivoli modificati per sganciare esplosivi sono passati da 61 episodi nel 2024 a 333 obiettivi colpiti nel 2025, con 107 attacchi già registrati nel 2026 dall’esercito. Questo scenario spinge la contesa oltre la polarizzazione ideologica: ogni candidato viene misurato sulla capacità di rendere credibile una strategia statale in territori dove la presenza istituzionale è discontinua.

Programmi: il confronto reale è tra continuità e rottura

Cepeda porta la continuità del Pacto Histórico, con una linea favorevole al proseguimento delle riforme sociali e al dialogo con alcuni gruppi armati. De la Espriella spinge una risposta opposta: fine dei negoziati, contrasto duro al crimine organizzato e incentivo a investimenti privati nei settori minerario ed energetico. Valencia condivide la richiesta di maggiore pressione securitaria e aggiunge una cornice più vicina al Centro Democratico, con riduzione fiscale e ampliamento delle forze di sicurezza.

La differenza sostanziale sta nel modo in cui questi programmi parlano al ballottaggio. La continuità di Cepeda ha bisogno di difendere risultati e aspettative del governo uscente. La rottura proposta da De la Espriella vive di accelerazione: più la campagna concentra l’attenzione su sicurezza e sfiducia verso la pace totale, più la sua candidatura diventa il veicolo naturale del voto di protesta contro Petro.

Cosa cambia da oggi alla chiusura delle urne

Con la veda sulle nuove diffusioni demoscopiche, il campo si sposta dalle percentuali alla mobilitazione. Cepeda deve proteggere il primato senza dare l’impressione di una candidatura in frenata. De la Espriella deve trasformare la crescita nei sondaggi in voto effettivo, soprattutto dove l’elettore di destra può ancora scegliere fra identità di partito e utilità strategica. Valencia deve evitare che il suo risultato venga letto soltanto come riserva da consegnare al secondo turno.

La variabile decisiva coincide con la tenuta dei blocchi elettorali nel giorno del voto. Se De la Espriella consolida il secondo posto, il 31 maggio diventa la soglia di ingresso in un ballottaggio duro. Se Valencia recupera parte del voto uribista, la destra torna divisa e Cepeda guadagna spazio. In questo equilibrio, anche pochi punti possono cambiare la forma della presidenza che nascerà dopo Petro.


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 Junior Cristarella

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