L’Occidente diviso davanti alla nuova escalation russa


26 maggio 2026 – ore 15:00 – Situazione – Mentre le cronache italiane sembrano concentrate nell’esaminare le dinamiche elettorali interne, il conflitto in Ucraina appare registrare un brusco innalzamento di tensione. Nelle ultime 24 ore i colloqui tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio si sono intensificati. Sembrano profilarsi prossimi bombardamenti russi su Kiev, nonché la necessità e l’opportunità di evacuare le missioni diplomatiche accreditate in Ucraina. Gli USA ascoltano con estrema attenzione e manifestano l’intendimento di continuare a impegnarsi nel tentare una negoziazione volta al raggiungimento della fine del conflitto. L’Europa tace, decidendo di non decidere.

La crisi

Abbiamo appreso questo improvviso innalzamento della tensione al Cremlino leggendo con attenzione le dichiarazioni di Sergey Lavrov, a margine del ricevimento per la Giornata dell’Africa, svolta al Ministero degli Affari Esteri di Mosca alla presenza degli ambasciatori del continente africano accreditati in Russia.

In tale occasione, Lavrov, al termine dei discorsi ufficiali, rivolgendosi a un diplomatico africano, ha affermato testualmente: “Caro amico, mi hai ispirato ad aggiungere qualche altra parola. Desidero esprimere la mia sincera gratitudine a tutti i Paesi dell’Africa qui rappresentati che hanno manifestato le loro condoglianze in seguito al terribile attentato terroristico di Starobelsk del 21 maggio, perpetrato dal regime nazista di Kiev. Nonostante i nostri sforzi per garantire un’ampia copertura mediatica e facilitare l’accesso ai giornalisti, l’attentato terroristico è passato inosservato all’Occidente. A mio avviso, i giornalisti della maggioranza mondiale hanno svolto il loro dovere professionale con integrità, a differenza di molti dei loro colleghi occidentali. Alcuni hanno rifiutato di partecipare, altri hanno affermato di essere in vacanza e altri ancora hanno subito restrizioni da parte dei loro governi. In questo contesto, i nostri interlocutori occidentali continuano a insistere sulla necessità di condannare la Russia e di risolvere la questione unicamente attraverso il riconoscimento dell’integrità territoriale dell’attuale Stato ucraino guidato da un regime nazista. L’integrità territoriale è solo uno dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. La Carta contiene anche altri principi che devono essere rispettati e attuati non in modo selettivo, ma in maniera completa e nella loro interconnessione. Tra questi vi è il principio di uguaglianza sovrana degli Stati. Basti pensare alla coerenza con cui questo principio è stato applicato dai nostri omologhi occidentali. Non esiste un singolo conflitto in cui abbiano trattato le altre parti come pari sovrani”.

Incontro telefonico tra Lavrov e Rubio

Le agenzie di stampa russe e americane, nella serata del 25 maggio, ci raccontano di una lunga telefonata intercorsa poche ore prima tra Rubio e Lavrov. Il comunicato ufficiale russo recita: “Su istruzioni del presidente russo Vladimir Putin, Sergey Lavrov ha informato ufficialmente la controparte americana che, in risposta ai continui attacchi del regime di Kiev contro la popolazione civile e le infrastrutture in Russia, le forze armate della Federazione Russa stavano avviando attacchi sistematici e mirati contro siti militari e relativi centri decisionali a Kiev”. Lavrov, inoltre, ha richiamato l’attenzione del Segretario di Stato americano sul consiglio del ministero degli Esteri russo di “assicurare l’evacuazione del proprio personale diplomatico e degli altri cittadini dalla capitale ucraina”.

Nel corso della conversazione, il ministro ha “ricordato gli accordi raggiunti al più alto livello su suggerimento degli Stati Uniti ad Anchorage, nell’agosto del 2025, in merito al conflitto ucraino, ed ha espresso rammarico per il fatto che gli sforzi prepotenti delle élite europee e del regime di Kiev stessero minando tali accordi, che avevano aperto la strada a una soluzione sostenibile a lungo termine basata su un equilibrio di interessi”. Inoltre, si legge anche che “I massimi diplomatici si sono scambiati opinioni sulle iniziative negoziali volte a superare la crisi nello Stretto di Hormuz e relative alla situazione intorno a Cuba”. Il comunicato russo si chiude con queste scarne parole: “Lavrov e Rubio hanno ribadito il reciproco impegno, nonostante le divergenze esistenti, a intensificare gli sforzi per normalizzare l’attività delle missioni diplomatiche russa e statunitense nei rispettivi territori”.

https://mid.ru/en/foreign_policy/news/2112004/
https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/05/secretary-rubios-call-with-russian-foreign-minister-lavrov-6/
https://tass.com/politics/2136325
https://www.cnbc.com/2026/05/26/russia-ukraine-war-rubio-trump-lavrov-kyiv.html
https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/05/secretary-of-state-marco-rubio-remarks-to-the-press-11/

La reazione di Zelensky

Nel consueto discorso serale del 25 maggio, il presidente Volodymyr Zelensky, nella prima parte, dedica grande spazio alla necessità di intensificare le difese aeree ucraine, rinnovando la propria fiducia nei confronti delle proprie forze armate e irridendo, con sorrisi studiati, le recenti reazioni russe.

Testualmente, Zelensky afferma: “Ecco i punti principali di oggi. Stiamo lavorando con tutti i nostri partner sulla difesa aerea dell’Ucraina: questa è chiaramente la priorità assoluta. Ieri abbiamo parlato con il Presidente della Francia e il Primo Ministro della Norvegia; oggi ho parlato con il Presidente della Finlandia e il nostro team diplomatico si sta concentrando proprio su questo. Le capacità antimissile balistiche scarseggiano a livello globale a causa della guerra con l’Iran, ma dobbiamo cercare delle soluzioni. Sul fronte, le nostre posizioni sono più solide: grazie al coraggio del nostro popolo, grazie ai droni, alle nostre diverse soluzioni tecnologiche, agli attacchi a medio raggio e alle nostre sanzioni a lungo raggio, siamo riusciti a stabilizzare il fronte. Non è facile. Ci stiamo difendendo attivamente e quest’anno abbiamo ottenuto risultati migliori rispetto al passato. È particolarmente gratificante quando ciò viene chiaramente confermato, anche dalle lamentele dei cosiddetti corrispondenti di guerra russi”.

Nella seconda e terza parte del discorso, Zelensky assume un atteggiamento ondivago sugli USA, prima rimproverandoli e poi elogiandoli, chiudendo la serata auspicando una fine della guerra dignitosa.

In particolare, Zelensky dichiara: “Per quanto riguarda la difesa dello spazio aereo, ne stiamo discutendo con tutti i nostri partner. Purtroppo, da tempo non si registrano progressi con gli Stati Uniti per quanto riguarda l’ampliamento della produzione di sistemi antibalistici. Stiamo cercando di accelerare i lavori in Europa per produrre sul continente, in quantità sufficienti, i nostri sistemi antibalistici. Desidero ringraziare Emmanuel Macron e tutti i partner che sono pronti ad accelerare questo lavoro insieme a noi. Continueremo a dialogare con gli Stati Uniti in merito alla loro capacità di sostenere l’Ucraina, sia per la nostra difesa della vita qui, sia, in futuro, per la nostra capacità di contribuire alla difesa di altre nazioni che ne hanno veramente bisogno. Il programma PURL sta funzionando e ne siamo grati. L’Europa ci sta aiutando…


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 Stefano Silvio Dragani

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