CaseMatte senza corrente a Collemaggio, nodo sicurezza


Questo aggiornamento nasce dal passaggio che il nostro dossier del 30 aprile su Collemaggio aveva lasciato aperto: la messa in sicurezza dell’ex complesso richiede una regia capace di governare fabbricati, accessi e funzioni già attive. La corrente staccata a CaseMatte sposta il dossier dal piano dei lavori preliminari a quello della gestione quotidiana.

Nota al lettore: la ricostruzione distingue i fatti verificati dalle posizioni espresse dall’associazione. Dove un elemento appartiene alla nota di CaseMatte viene indicato come dichiarazione della stessa.

Il fatto verificato: la fornitura elettrica diventa questione pubblica

Il fatto circoscritto è questo: CaseMatte segnala l’interruzione dell’energia elettrica nello spazio autogestito presente nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio. L’associazione colloca il distacco dopo tentativi di interlocuzione con la proprietà e lo definisce avvenuto senza preavviso.

La conseguenza pratica riguarda l’uso reale del parco. Una parte dell’area viene descritta come priva di luce in un contesto già segnato da edifici chiusi, recinzioni e cantieri leggeri. La sicurezza qui comprende il controllo degli accessi ai fabbricati e la possibilità di attraversare gli spazi esterni senza trasformare la sera in una zona opaca.

Proprietà Asl e uso sociale: due piani da tenere separati

Sul piano patrimoniale il compendio resta legato alla Asl 1, soggetto proprietario dell’area in cui insiste lo spazio. CaseMatte dichiara di avere presentato negli anni richieste di comodato d’uso senza ottenere accoglimento. Da qui nasce la frizione: l’associazione rivendica una presenza costruita dal basso nel dopo sisma e l’ente proprietario governa un bene pubblico dentro un percorso di recupero più ampio.

La distinzione conta perché il distacco dell’elettricità produce effetti immediati anche quando non modifica la titolarità del bene. Toglie continuità alle attività serali, riduce la presidialità informale e rende più fragile la gestione di un pezzo di parco usato ogni giorno prima degli atti amministrativi conclusivi.

Il precedente giudiziario del 2016 e il punto che resta aperto

Nel 2016 la vicenda penale legata all’accusa di invasione dell’area di CaseMatte si è chiusa con l’assoluzione degli imputati allora ancora in giudizio, con la formula «perché il fatto non sussiste». Quel passaggio ha un peso nella lettura pubblica dello spazio: evita l’equivalenza automatica tra presenza sociale e abuso penale.

La sentenza non assegna però un titolo amministrativo permanente. Il nodo aperto oggi passa proprio da questa separazione: un profilo giudiziario definito da anni e una gestione patrimoniale che continua a non avere una cornice condivisa. La corrente elettrica diventa quindi un indicatore materiale di una questione irrisolta.

La messa in sicurezza avviata ad aprile cambia peso alla denuncia

Il 30 aprile la Asl ha avviato una fase operativa sull’ex ospedale psichiatrico: rimozione di rifiuti e materiali ingombranti, taglio progressivo del verde, recinzione di cinque edifici aziendali e chiusura di porte e finestre per bloccare accessi non autorizzati. Quel cantiere preliminare ha un obiettivo comprensibile: rendere leggibile il perimetro e ridurre i rischi collegati a strutture degradate.

La denuncia di CaseMatte si inserisce dentro questa stessa logica di rischio. Spegnere una zona frequentata produce un effetto contrario rispetto alla presidialità, almeno nella lettura dell’associazione. La nostra analisi tecnica individua il punto critico nella continuità: un parco può essere più sicuro soltanto se recinzioni, pulizia e illuminazione procedono in modo coerente.

Parco della Luna: i 10 milioni non risolvono da soli gli usi attuali

Il progetto Parco della Luna ha un valore complessivo di 10 milioni di euro: 700mila euro sono collegati alla delibera Cipe 26/2016 sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, mentre 9,3 milioni arrivano dalla delibera Cipess 15/2024 sul ciclo FSC 2021-2027. L’intervento riguarda alcuni fabbricati del compendio e prevede funzioni culturali, sociali e turistico-ricettive.

La lettura amministrativa deve restare precisa. Il finanziamento sostiene il recupero di una parte del sistema Collemaggio; gli usi già presenti nel parco vivono su un piano diverso e hanno bisogno di decisioni gestionali nel presente. Per questo la corrente elettrica di CaseMatte misura la capacità delle istituzioni di governare il periodo intermedio.

Collemaggio funziona come un mosaico amministrativo

Dentro lo stesso perimetro convivono livelli diversi. Il recupero comunale del Parco della Luna riguarda fabbricati destinati a nuove funzioni, mentre il filone Asl sulla palazzina B7 segue la procedura per lavori di riparazione e miglioramento sismico dell’ex presidio. CaseMatte attraversa questo schema come uso sociale già insediato e organizzato.

Questa pluralità spiega perché ogni scelta tecnica abbia un effetto politico immediato. Un quadro unitario su Collemaggio richiede decisioni coordinate su patrimonio, sicurezza e usi temporanei. In assenza di tale coordinamento, anche un atto materiale come il distacco dell’energia diventa il segnale di un assetto ancora fragile.

La memoria del luogo impone decisioni leggibili

Collemaggio è anche memoria urbana e sanitaria. Il fondo archivistico dell’ospedale neuropsichiatrico provinciale copre il periodo 1900-1996 e conserva 10.840 cartelle cliniche censite. Questo dato restituisce la profondità del luogo: ogni intervento su quegli spazi tocca insieme patrimonio, memoria e vita urbana.

La decisione sulla corrente elettrica va letta dentro questa responsabilità. Una rigenerazione credibile deve rendere comprensibili le scelte, chiarire quali presidi restano attivi e indicare come si attraversa il passaggio tra abbandono e riuso.

Che cosa va verificato adesso

Il primo dato da chiarire riguarda l’atto che ha prodotto il distacco: chi lo ha disposto, con quale motivazione e con quale comunicazione preventiva alle realtà che usano lo spazio. Il secondo riguarda la soluzione temporanea: una riattivazione, un assetto provvisorio o una disciplina scritta dell’uso dell’energia in attesa delle decisioni sul compendio.

La partita pubblica richiede più di una presa di posizione. Il punto verificabile sarà la presenza di un tavolo operativo capace di distinguere sicurezza, responsabilità patrimoniale e continuità delle attività sociali. Senza questo passaggio, Collemaggio resta un luogo attraversato da interventi puntuali e tensioni ricorrenti.


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 Junior Cristarella

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