Bambini e adolescenti scomparsi: nel 2025 quasi 18mila segnalazioni


Nel 2025 in Italia sono state registrate 25.358 segnalazioni di scomparsa, quelle riguardanti minorenni sono 17.942, il 70,8% del totale annuo, a fronte di 17.405 del 2024. La componente straniera pesa in modo decisivo: i minorenni stranieri sono 12.959, pari al 72,2% delle segnalazioni minorili. Sono alcuni dei numeri presenti nel Dossier 2026 La scomparsa dei bambini e degli adolescenti nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale di Telefono Azzurro, pubblicato nella Giornata internazionale dei bambini scomparsi (dati della XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse).

«La scomparsa di un minore non è mai solo assenza», ha detto Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, alla presentazione a Roma, nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”. «È la rottura, temporanea o prolungata, della rete di protezione che dovrebbe garantirne sicurezza, identità, ascolto e diritti. Per questo i numeri ufficiali raccontano soprattutto la parte emersa del fenomeno: denunce, segnalazioni, contatti alle hotline, casi nei sistemi di accoglienza, ritrovamenti. Accanto a questa parte visibile resta un sommerso fatto di minori non denunciati, bambini senza documenti, adolescenti ricattati online che non chiedono aiuto, minori migranti usciti dai sistemi e bambini separati in aree di conflitto». Nel primo trimestre 2026 sono 4.482 le segnalazioni di minori scomparsi, in calo del 13% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Ritrovati il 78% dei bambini italiani

La quota di ritrovamento è del 78% tra i bambini italiani e del 42,1% tra quelli stranieri. Questi ultimi si trovano più spesso in condizioni di vulnerabilità strutturale: assenza di reti familiari stabili, percorsi migratori non conclusi, incertezza documentale, barriere linguistiche, attesa di ricongiungimento e fragilità dell’accoglienza. «Le scomparse ripetute indicano che per alcuni bambini e adolescenti il problema non è soltanto essere ritrovati, ma non essere nuovamente persi dal sistema. Il ritrovamento non chiude automaticamente il caso: può restare un rischio di violenza, sfruttamento, ricatto online, disagio psicologico o nuova scomparsa. Per questo il follow-up deve essere considerato parte della protezione», afferma in una nota Telefono Azzurro.

Quasi l’8% delle segnalazioni nel Lazio

Un focus del dossier è dedicato al Lazio, dove si concentra il 7,9% delle segnalazioni nazionali di scomparsa registrate nel 2025, è la quarta regione per quota dopo Sicilia, Lombardia e Campania. Roma, con il 5,9% delle segnalazioni nazionali, è tra le province con maggiore peso sul totale italiano, è la terza provincia per quota dopo Trapani e Agrigento, confermando il rilievo strutturale della dimensione metropolitana. «Scompaiono più di mille minori nel Lazio ogni anno. Sono stati 1.172 nel 2024 e 1.091 nel 2025», ha detto Massimiliano Maselli, assessore regionale all’Inclusione sociale e Servizi alla persona. «Ci sono nella nostra regione ogni anno poco meno di 100 bambini che non vengono ritrovati».

Telefono Azzurro opera nella rete nazionale attraverso tre canali complementari: il 19696, linea di ascolto e consulenza per bambini, adolescenti e adulti; il 114 Emergenza infanzia, per situazioni di pericolo che coinvolgono minori; e il 116000, numero europeo per i bambini scomparsi, gestito in Italia in convenzione con il Ministero dell’Interno.
I dati di servizio 116000 del 2025 di Telefono Azzurro evidenziano la varietà delle richieste: la categoria più consistente riguarda la fuga da casa (36,46%), seguita da ritrovamento o feedback di ritrovamento (25%), fuga da comunità o istituto (12,50%), scomparsa non specificata (12,50%), fuga da centro di accoglienza (7,29%), sottrazione internazionale (3,12%), sottrazione nazionale (2,08%) e informazioni sul servizio (1,04%). La fondazione precisa che questi dati non sono dati nazionali sulle denunce: misurano casi e categorie della hotline e aiutano a capire come il fenomeno arrivi al servizio.

Ernesto Caffo, presidente della Fondazione Telefono Azzurro.

#BlueForHope: l’Italia si illumina di blu

Quest’anno sono oltre 30 i monumenti, i palazzi istituzionali e i luoghi simbolo che in tutta Italia si illuminano di blu per aderire alla campagna europea #BlueForHope, promossa dall’11 al 25 maggio da Missing Children Europe, di cui Telefono Azzurro è membro ufficiale italiano e referente nazionale del numero europeo 116000 dedicato ai minori scomparsi. L’illuminazione di blu vuole essere un richiamo collettivo alla necessità di non lasciare soli i minori scomparsi e le loro famiglie, ma anche un invito ad ascoltare, riconoscere e intercettare i segnali di disagio prima che sia troppo tardi. «Un bambino che viene ascoltato non scompare in silenzio. Nessun bambino deve scomparire due volte», ha detto Ernesto Caffo, «la prima nell’assenza, la seconda dentro i sistemi, nei dati, nell’indifferenza digitale e istituzionale».

Una proposta di legge

Milena Santerini, professoressa ordinaria di Pedagogia generale dell’Università Sacro Cuore di Milano, ha parlato di «una proposta di legge, su iniziativa di Cristina Cattaneo, che porta come prime firmatarie la senatrice a vita Elena Cattaneo e Liliana Segre, e che vede già molte adesioni bipartisan. Il testo mira a dare maggiore precisione ad alcuni punti della legge 203 del 2012. Da una parte, approfondisce il tema dell’identificazione dei cadaveri delle persone sconosciute, per le quali a oggi non c’è l’obbligo di esame autoptico. Dall’altra, approfondisce il miglioramento della ricerca di persone scomparse», ha continuato Santerini, «che prevede più coordinati strumenti di ricerca, la raccolta sistematica dei dati identificativi della persona ricercata entro 30 giorni, l’inserimento in un’unica banca dati entro 90 giorni. Senza tralasciare l’elemento importantissimo dell’Ai e il rafforzamento della cooperazione internazionale. Sottolineo che oggi i minori vivi ma con genitori scomparsi, presumibilmente morti, non possono essere adottati e non possono avere ricongiungimento familiare, anche di questo bisogna occuparsi. Non credo che riusciremo a portare avanti la legge entro la fine della legislatura».  

Nel mondo: conflitti, migrazioni, tratta e digitale

A livello globale non esiste un numero unico e affidabile dei bambini scomparsi ogni anno. Le fonti disponibili misurano fenomeni diversi e non devono essere sommate, ma lette insieme: scomparsa registrata, separazione familiare, sfollamento, tratta, sfruttamento, morte o dispersione lungo le rotte migratorie, rischio digitale. Sono 48,8 milioni i bambini sfollati da conflitti e violenza (stima Unicef alla fine del 2024), 218mila i minori non accompagnati o separati (registrati da Unhcr nel 2024) e 8.938 i minori morti lungo le rotte migratorie globali (dati Iom 2024, massimo registrato dal progetto).

«Guerre e crisi umanitarie mostrano quanto fragile diventi la protezione quando collassano registri, scuole, ospedali, servizi sociali, reti familiari e comunicazioni. In Ucraina la scomparsa può assumere la forma del trasferimento forzato e della sottrazione dell’identità; a Gaza può significare separazione familiare, minori non identificati, bambini feriti o rimasti senza adulti di riferimento. Sudan, Haiti e…


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 Ilaria Dioguardi

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