Nello spazio mensile delle recensioni videoludiche di Artribune parliamo di esseri umani e non umani (Birds Watching), di adolescenza (Set Yourself on Fire) e del potere del linguaggio e della finzione (Titanium Court), realizziamo buffe miniature medievaleggianti (Scriptorium: Master of Manuscripts) e giochiamo a Super Mario Bros. come se fosse un videogioco musicale (Super Mario Bros. Wonder – Nintendo Switch 2 Edition + Tutti al Parco Bellabel).
Matteo Lupetti
Birds Watching
L’intero pianeta Terra è stato devastato da un immenso incendio boschivo e un uomo sopravvive sulla cima d’un monte piemontese passando le giornate a osservare gli uccelli che come lui si sono rifugiati lassù. Fin quando non scopre da un messaggio via radio che stanno arrivando altre persone e vogliono occupare la montagna. L’uccello che nel frattempo ha addomesticato gli svela allora di saper parlare, anzi gli dice che tutti gli uccelli lo sanno fare e che lui dovrebbe cercarli per convincerli ad allearsi contro l’invasione. È una perversione della predica agli uccelli di san Francesco d’Assisi (raccontata in Bonaventura da Bagnoregio, Legenda maior XII, 3, 1263) e della sua parodia in Uccellacci e uccellini (Pier Paolo Pasolini, 1966), un film a modo suo ambientato alla fine di un mondo, quello chiuso secondo Pasolini dai funerali di Palmiro Togliatti, messi in scena nella pellicola. Se in Pasolini i due francescani Ciccillo (Totò) e Ninetto (Ninetto Davoli) devono convertire falchi e passeri, e interrompere la guerra tra queste due “classi”, il protagonista di Birds Watching deve (o almeno può) chiamare gli uccelli alla guerra. Ma sia in Birds Watching sia nella precedente opera del suo studio di sviluppo, Loan Shark (2025), c’è anche una perturbante permeabilità, quasi una interscambiabilità, tra umano e non umano, come suggerito già dal titolo. Per contattare gli uccelli facciamo birdwatching, ma contemporaneamente gli uccelli ci guardano (birds watching).
Birds Watching di Studio Ortica è disponibile per Windows.
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Set Yourself on Fire
È comune pensare ai giochi, e soprattutto ai videogiochi, come spazi in cui possiamo immaginare di fare cose altrimenti per noi impossibili (persino fisicamente impossibili), in cui possiamo compiere scelte e vederne i risultati senza avere conseguenze nella nostra vita quotidiana, in cui possiamo esercitare la nostra agency e sperimentare con agency alternative. Forse meno spesso si nota quanto giochi e videogiochi riducano pure la nostra agency, la nostra possibilità di azione, come la indirizzino, la sintetizzino e la circoscrivano. Le regole di un gioco sono insomma fatte tanto da quello che ci permettono di fare quanto da quello che non ci permettono di fare, come le regole delle società. È più evidente nel caso di videogiochi come Set Yourself on Fire, una“sound novel”, un’opera narrativa audiovisiva e interattiva lineare in cui l’unica cosa che facciamo è pigiare un tasto per far avanzare la narrazione. In Set Yourself on Fire, storia d’amore tra due ragazzine in un paese in guerra, questa assenza di controllo collabora alla costruzione di una specifica atmosfera di quiete disperata. Giocare a questa sound novel è come guardare una molla che si carica silenziosamente a ogni nostro click, senza poter far niente per fermarla e senza sapere se (o quando) scatterà.
Set Yourself on Fire di Denhop è disponibile gratuitamente per Windows (versione provata), Mac e Linux.
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Titanium Court
“Uno dei primi esperimenti di creazione di un linguaggio pittografico universale si svolse [alla fine dell’Ottocento] nelle regioni alpine di Italia e Svizzera, quando scoppiò una vera febbre del ciclismo” e si rese necessario installare cartelli stradali comprensibili indipendentemente dalla lingua, scrive lo storico britannico Keith Lore su Engelsberg Ideas (“Caccia al linguaggio universale dei simboli”, tradotto su Internazionale del 17 aprile 2026). Fu l’inizio di un percorso che portò nei decenni successivi il filosofo e sociologo austriaco Otto Neurath a sviluppare le basi di quello che è oggi il design dei pittogrammi che troviamo in (quasi) tutto il mondo, “dai simboli del bucato alle istruzioni di assemblaggio dei mobili” fino a emoticon ed emoji. Ma questo linguaggio pittografico, come ogni altro linguaggio, non è mai stato davvero universale e anzi si è scontrato con la varietà delle società e dei loro costumi. In Titanium Court siamo una donna umana costretta suo malgrado a diventare la regina di una magica corte di fate immortali imprigionate in una guerra eterna. Mentre cerchiamo un modo per fuggire dal castello, il suo mondo fatato ci offre l’opportunità di vedere dall’esterno e con uno sguardo defamiliarizzante la cultura umana, con le sue convenzioni sociali e i suoi simboli, ed esplorare il potere (i nostri sudditi folletti direbbero “la magia”) di ciò che immaginiamo e di ciò in cui crediamo.
Titanium Court di AP Thomson e Fellow Traveller è disponibile per Windows (versione provata) e Mac.
https://go.adt256.com/t/t?a=1578845458&as=1822060912&t=2&tk=1&url=www.gog.com/en/game/titanium_court

Scriptorium: Master of Manuscripts
Nel 2024 lo studio Yaza Games pubblicò con l’editore Daedalic Entertainment Inkulinati, videogioco di strategia con una direzione artistica ispirata alle miniature e ai marginalia dei manoscritti medievali. Il Medioevo di Inkulinati è però un Medioevo-meme, basato non sulla ricerca filologica ma su immagini virali online di conigli guerrieri, aggressive chiocciole giganti e bestie chimeriche. È la stessa direzione artistica della nuova opera di Yaza Games, Scriptorium: Master of Manuscripts. Nella modalità storia siamo un miniaturista (all’inizio del gioco possiamo creare il nostro personaggio) che deve soddisfare una serie di richieste spesso piuttosto bizzarre di clienti spesso altrettanto bizzarri, decorando pagine con immagini che possiamo costruire combinando insieme varie componenti. Un po’ come se fossero adesivi. Mentre avanziamo nella nostra carriera sblocchiamo nuovi elementi, nuove possibilità di personalizzazione e nuove decorazioni per il nostro scriptorium. Ma c’è pure una modalità “sandbox”, in cui possiamo illustrare a piacere il nostro (virtuale) manoscritto con tutti gli elementi disponibili nel gioco. In entrambe le modalità, comunque, Scriptorium: Master of Manuscripts impone poche limitazioni alle nostre creazioni, e solitamente ci obbliga solo a inserire in una certa commissione specifici elementi richiesti dalla clientela, dandoci poi la libertà di costruire e arricchire l’opera finale come preferiamo e infine di esportarla sul nostro computer. Insomma, è un editor gamificato di miniature medievali.
Scriptorium: Master of Manuscripts di Yaza Games e Mythwright è disponibile per Windows.
https://go.adt256.com/t/t?a=1578845458&as=1822060912&t=2&tk=1&url=www.gog.com/en/game/inkulinati

Super Mario Bros. Wonder – Nintendo Switch 2 Edition + Tutti al Parco Bellabel
I videogiochi di Super Mario Bros. di Nintendo sono sempre stati in un certo senso dei musical interattivi. Mentre facciamo saltare il protagonista Mario lungo i loro percorsi pieni di ostacoli e di nemici, la musica e gli effetti sonori si combinano creando composizioni sempre diverse. È l’approccio con cui lo storico compositore Kōji Kondō ha costruito la componente sonora della serie sin dal suo inizio nel 1985, come Licia Missori spiega in Musica per videogiochi. La nascita della ludomusicologia e il mito di Kōji Kondō (edizioni Dedalo, 2024). Non stupisce allora che la serie principale e le sue tante sottoserie e serie collaterali abbiano a volte ambientato le loro vicende dentro spazi teatrali (Super Mario Bros. 3, 1988) e abbiano persino inserito un pubblico che osserva la nostra performance (Paper Mario: The Thousand-Year Door, 2004). Super Mario Bros. Wonder, uscito originariamente per Nintendo Switch nel 2023, arricchisce il suo musicale mondo di gioco con una specie di coro greco, fiori parlanti che commentano l’azione supplendo i quasi muti personaggi principali. E, soprattutto, nasconde in ogni suo livello un “fiore meraviglia”, un oggetto che trasforma in spettacoli audiovisivi unici i vari percorsi mutando meccaniche e personaggi. La nuova versione uscita ora per Nintendo Switch 2 aggiunge ulteriori sfide e un’intera modalità “multiplayer” con attività cooperative e competitive che rendono Super Mario Bros. Wonder un “party game”, o un’improvvisazione musicale collettiva.
Super Mario Bros. Wonder – Nintendo Switch 2 Edition + Tutti al Parco Bellabel di Nintendo è disponibile per Nintendo Switch 2.
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Matteo Lupetti
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