date, ospiti e prime serie


La seconda edizione dell’Italian Global Series Festival va letta come un appuntamento di filiera prima ancora che come calendario di proiezioni. L’annuncio del 18 maggio a Cannes ha messo in ordine tre livelli: la parte pubblica per chi segue le serie, il fronte industry per produttori e piattaforme, la funzione territoriale che Rimini e Riccione stanno costruendo attorno all’audiovisivo.

Nota di aggiornamento: al 19 maggio 2026 risultano confermati date, città, sedi principali, madrina, impostazione dei premi, prime giurie, ospiti annunciati e una selezione iniziale di titoli. Il calendario con orari e appuntamenti minuto per minuto sarà completato a giugno.

Date, città e sedi: il festival occupa due mappe diverse

L’Italian Global Series Festival 2026 si svolgerà dal 3 all’11 luglio tra Rimini e Riccione. A Rimini il perimetro comprende Cinema Fulgor, Teatro Galli, Teatro degli Atti e Corte degli Agostiniani. A Riccione il festival userà PalaRiccione e Arena di Piazzale Ceccarini. La scelta separa funzioni oltre la semplice distribuzione degli eventi. Rimini offre luoghi con identità cinematografica e teatrale molto marcata; Riccione mette sul tavolo spazi adatti a premiazioni, incontri di pubblico e momenti di maggiore impatto turistico.

La finestra del 3 luglio ha un dettaglio da osservare con attenzione. Nello stesso giorno si chiude a Riccione Ciné 2026, appuntamento professionale del cinema che abbiamo già ricostruito nella nostra copertura da Cannes. L’avvio dell’IGSF sulla coda di Ciné crea una continuità rara: prima sale, distributori e listini cinematografici; subito dopo serialità, piattaforme, produzioni e pubblico delle serie. Per la Riviera significa concentrare nello stesso arco estivo due segmenti della stessa industria.

Cannes ha fissato il rango industriale dell’edizione

La presentazione del 18 maggio 2026 al Lucia Beach di Variety ha dato all’annuncio una collocazione precisa. La conversazione tra Brent Lang, executive editor di Variety e Marco Spagnoli ha portato l’IGSF dentro il lessico dei mercati internazionali: giurie, showrunner, talent, premi e titoli sono stati comunicati come componenti di una piattaforma professionale. La presenza di Lucia Borgonzoni, Chiara Sbarigia e Matilde Gioli ha chiuso il triangolo tra istituzione, organizzazione e volto pubblico dell’edizione.

Il punto politico-industriale è leggibile: l’Italia prova a usare un festival specializzato sulle serie come porta di ingresso per talenti internazionali e come vetrina per produzioni originali nazionali. In questa prospettiva la Romagna agisce come infrastruttura temporanea per far incontrare racconto, produzione, turismo e vendita di reputazione territoriale.

Il regolamento spiega quali serie possono entrare davvero

Il regolamento 2026 chiarisce un aspetto spesso trattato in modo superficiale: il festival seleziona opere di finzione commissionate o prodotte per televisione e piattaforme OTT, realizzate da produzioni italiane e internazionali nel periodo compreso tra giugno 2025 e maggio 2026. Documentari, animazione, cortometraggi, short pubblicitari, telenovelas e soap restano fuori dal perimetro competitivo.

Questa griglia incide sulla qualità della selezione. Ogni serie deve presentare almeno un episodio rappresentativo con continuità di story-line; per ogni titolo selezionato sono previste al massimo due proiezioni. Il criterio protegge il festival da una dispersione da catalogo e lo costringe a lavorare sulla leggibilità curatoriale: pochi episodi, una linea narrativa chiara, una posizione precisa dentro il mercato.

Giurie e Premi Maximo: la competizione cerca credibilità internazionale

Il concorso internazionale è articolato su Drama, Comedy e Limited Series. Per ciascuna sezione sono previsti riconoscimenti a miglior titolo, interpreti protagonisti e creatore o regista. Le presidenze annunciate a Cannes danno un segnale netto: Nicholas Meyer guida la Limited Series, Marti Noxon presiede il Drama e Bruno Gouery presiede la Comedy.

La composizione dei giurati unisce profili statunitensi, europei e italiani. Tra i nomi annunciati figurano Amanda Righetti, Barbara Chichiarelli, Katia Fellin, Francesca Inaudi, Kaze, Lisa Mulcahy, Victor Alli, Rudy Buttignol, Tom Wlaschiha, Maurizio Lombardi, Pier Giorgio Bellocchio e Pivio. La nostra lettura è che l’IGSF stia costruendo una giuria ibrida, abbastanza riconoscibile per il pubblico seriale e abbastanza tecnica per parlare a chi produce, vende o programma contenuti.

Il premio per la Fiction italiana edita copre invece i titoli distribuiti in Italia tra 1 maggio 2025 e 30 aprile 2026. Qui il festival lavora sulla misurazione della produzione nazionale già passata dal pubblico: serie, miniserie, TV movie e comedy vengono valutati insieme a regia, interpreti e sceneggiatura. La differenza rispetto al concorso internazionale è sostanziale: da una parte il festival presenta opere inedite o in arrivo; dall’altra certifica il meglio della stagione italiana appena chiusa.

Gli Excellence Award disegnano la parte più riconoscibile al pubblico

I Maximo Excellence Award 2026 andranno a Robert Powell e Carlton Cuse per il percorso internazionale. Powell porta con sé il cinquantesimo anniversario di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, titolo televisivo che conserva una memoria globale molto rara. Cuse rappresenta invece la stagione dello showrunner come figura autoriale e industriale, da Lost a Jack Ryan.

Sul versante italiano gli Excellence Award coinvolgono Sabrina Ferilli, Marco Giallini, Lino Banfi, Francesco Piccolo e Roberto Sessa. La selezione è più precisa di quanto sembri: mette insieme interpreti popolari, scrittura letteraria e produzione. In un festival dedicato alla serialità, questo equilibrio serve a mostrare che una serie vive di proprietà intellettuale, controllo produttivo, adattamento, dialogo con il pubblico e continuità di racconto.

Gli incontri: Lost, Scott Free, Star Trek e il dialogo con il pubblico

L’incontro Lost in Fellini mette Carlton Cuse in dialogo con John Ridley, premio Oscar per 12 anni schiavo e showrunner di American Crime. Il titolo supera l’omaggio locale e collega la serialità ad alta struttura, costruita su mondi narrativi e personaggi stratificati, all’immaginario felliniano che Rimini rivendica come identità culturale.

Un altro passaggio industry riguarda David W. Zucker, chief creative officer di Scott Free e produttore esecutivo legato a progetti come Alien: Earth e Blade Runner 2099, in dialogo con Steve Stark, produttore associato a serie come The Handmaid’s Tale, Mercoledì e Fargo. Qui il tema diventa la gestione di IP forti e universi narrativi complessi, cioè il punto in cui la serialità contemporanea smette di essere solo formato televisivo e diventa strategia industriale.

La parte aperta al pubblico prende forma con John Hannah, Bertie Carvel, Stefania Spampinato e Jeri Ryan. Quest’ultima presenza ha un peso specifico perché il 2026 coincide con il sessantesimo anniversario di Star…


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 Junior Cristarella

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