19 maggio 2026 – ore 21:00 – Premessa e primo apprezzamento valutativo – Mentre siamo in attesa di conoscere e analizzare gli esiti della visita in Cina del presidente russo Vladimir Putin e gli sviluppi delle negoziazioni tra Stati Uniti e Iran, oggi concentreremo la nostra attenzione su una lunga intervista che l’esperto analista americano Lawrence Wilkerson ha rilasciato, nella prima settimana di maggio u.s., al noto giornalista e conduttore televisivo statunitense Tucker Carlson, prevalentemente incentrata sul conflitto iraniano. Questa intervista, nei suoi contenuti principali, sta dividendo l’opinione pubblica americana ed è oggetto di dibattiti anche decisamente aspri. Lawrence Wilkerson, già colonnello dell’esercito americano ed ex capo di gabinetto del segretario di Stato degli Stati Uniti Colin Powell, attualmente Senior Fellow presso il prestigioso Eisenhower Media Network, viene ritenuto da numerose università e istituti di ricerca americani tra i più influenti analisti geostrategici.
Siamo nelle condizioni di proporvi solamente alcuni estratti di questo lungo incontro, unicamente per ragioni di spazio, anche se l’intervista completa è possibile leggerla o vederla nei link in descrizione.
Desidero proporvi questi stralci non solo perché vedremo come le attuali azioni militari in Medio Oriente stiano influenzando la Belt and Road Initiative cinese, innescando potenzialmente un cambiamento economico globale che sarebbe ritenuto da Washington una concreta minaccia al dominio marittimo ed economico-finanziario degli Stati Uniti, ma anche in quanto l’intero contenuto dell’intervista ci aiuta a comprendere alcuni dei profondi conflitti interni che attanagliano la complessa realtà di un impero, quello americano, in profonda crisi d’identità e asseritamente privo di una visione strategica di ampio respiro.
https://singjupost.com/tucker-carlson-show-w-colonel-lawrence-wilkerson-on-iran-update-transcript/
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Il ruolo della Cina nel conflitto in Iran
TUCKER CARLSON: Colonnello Wilkerson, grazie mille per aver accettato di partecipare. Credo che la maggior parte degli americani consideri questo conflitto come una guerra tra gli Stati Uniti, in collaborazione con Israele, e l’Iran, ma ovviamente ci sono molti altri attori coinvolti, forse in modi che non percepiamo… Qual è il ruolo della Cina in questo conflitto?
LAWRENCE WILKERSON: È un ruolo che, a mio avviso, al momento è stato loro imposto. Non che non siano in grado di gestirlo. Sembrano piuttosto adattabili a questa presidenza e a questo impero frenetico e indeterminato. Ma è un ruolo che è stato loro imposto perché non pensavano che le cose sarebbero andate in questo modo, credo. Vale a dire: alcune cose che accadono durante la guerra in Iran probabilmente li turbano. Ad esempio, l’ultima ferrovia completata nell’ambito della loro iniziativa “Belt and Road” era probabilmente la più strategica sotto molti aspetti. Collega i porti cinesi del Pacifico via terra e poi era destinata a risalire il Golfo Persico lungo la vecchia rotta che usavamo per rifornire l’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale e, infine, a raggiungere il Caucaso e oltre. E ora la stiamo bombardando. Israele e noi stiamo bombardando quella ferrovia. Certo, le ferrovie non reggono bene i bombardamenti. Potresti sganciare su di esse tutte le munizioni del mondo e troverebbero comunque un sacco di persone pronte a ripararle in breve tempo. Ma ciò dimostra che c’è qualcosa di più in questa guerra di quanto forse sappia persino Trump. Sono sicuro che ci siano persone al Pentagono che ne sono a conoscenza e il mondo ne è fondamentalmente all’oscuro.
Cosa sa il Pentagono?
TUCKER CARLSON: Bene, puoi approfondire questo punto? Ci sono cose che accadono di cui il presidente non è a conoscenza, ma che sicuramente alcuni strateghi del Pentagono conoscono. Di cosa si tratta?
LAWRENCE WILKERSON: Beh, una di queste è il bombardamento di quella ferrovia. È iniziato tutto di recente, con Israele e gli Stati Uniti che l’hanno individuata come obiettivo principale. E una delle cose che stanno cercando di fare, ovviamente, e questa è una questione geostrategica di enorme importanza che la maggior parte delle persone credo non abbia compreso del tutto, è la seguente. Se torniamo indietro nel tempo, agli imperi precedenti, quando il vero potere culturale, tecnologico, economico, militare e di altro genere risiedeva in Oriente, vediamo che uno dei modi in cui quegli imperi sconfissero altri imperi fu quello di spostare il commercio marittimo verso la terraferma, perché il commercio marittimo stava semplicemente diventando troppo costoso. Riuscirono, ad esempio, a mandare in rovina l’Impero portoghese. E quello che fecero fu spostare una delle loro rotte principali.
La rotta principale era quella che la Cina sta ora utilizzando per risalire il Golfo Persico e raggiungere l’Azerbaigian, l’Armenia e la Georgia, il Caucaso e, proseguendo verso nord, congiungendosi con le altre tre linee ferroviarie della Belt and Road Initiative, che, per inciso, sono state seriamente influenzate dalla guerra in Ucraina.
Questo vi dice qualcosa dal punto di vista geostrategico? Non stanno più sbarcando in Europa come previsto. Hanno praticamente smesso. E cosa comporta questo? Beh, in pratica, queste ferrovie significano che, invece di 23-25 giorni e costosi viaggi marittimi per i prodotti cinesi provenienti dai porti del Pacifico, ora ci vogliono 16 ore per raggiungere il cuore dell’Europa. Si tratta di un cambiamento enorme, che allontanerà gran parte del commercio marittimo e che, in una certa misura, renderà obsoleti il Canale di Bab el-Mandeb, lo Stretto di Hormuz, il Canale di Suez, forse persino il Canale di Panama, nonostante la Cina abbia costruito quel porto super lussuoso e all’avanguardia sulla costa occidentale del Perù. Ma questo riguarda il Pacifico e quell’aspetto del commercio. Quindi non aspettatevi che gran parte di quel commercio passi attraverso il canale.
Queste ferrovie rappresentano pertanto una svolta epocale per il commercio. E pensate un attimo a uno dei presunti punti di forza degli Stati Uniti: la loro potenza marittima. Non avremo più bisogno di pattugliare i mari. Tutto il traffico avverrà via terra.
La geografia del commercio e della strategia
TUCKER CARLSON: Credo che molti americani siano molto svantaggiati nel comprendere questo concetto perché non hanno familiarità con i meccanismi del commercio; i prodotti semplicemente compaiono. Non è chiaro come ciò avvenga e manca loro un senso della geografia. L’idea che si possa raggiungere la Cina dall’Iran via terra… Credo che alla gente manchi la prospettiva di come ciò possa accadere esattamente. Ma è chiaro che il Pentagono comprende queste questioni, giusto? Quindi stanno bombardando quella ferrovia per un motivo, che sarebbe? Secondo te?
LAWRENCE WILKERSON: Beh, per fare un passo indietro e dire alla Cina che sappiamo cosa stanno facendo e che non ci piace. Quella rotta rappresenta di per sé una minaccia serissima, considerando gli scambi commerciali nel periodo immediatamente precedente alla Seconda Guerra Mondiale, quando Gran Bretagna e Stati Uniti si infiltrarono in Iran. E intendo proprio che ci infiltrammo. All’epoca gli iraniani erano simpatizzanti nazisti. Costruimmo una strada e la presidiammo con misure di sicurezza. E, a quel tempo, gli iraniani non…
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Stefano Silvio Dragani
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