suolo e siccità al centro dell’agenda globale, ma i fondi restano scarsi


ULAANBAATAR – La 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD COP17) si è conclusa il 28 agosto a Ulaanbatar, capitale della Mongolia. Dopo due settimane di negoziati e una serie di eventi di alto livello, la Conferenza ha prodotto importanti risultati nei settori del ripristino del territorio, della tutela delle praterie, del finanziamento per la gestione della siccità e della strategia globale di lotta alla desertificazione oltre il 2030.

 Uno dei risultati più significativi della COP17 è l’avvio concreto della fase operativa dei progetti di ripristino del territorio e di finanziamento per la siccità. Nel corso della conferenza, governi, banche di sviluppo, fondi e imprese hanno definito un portafoglio di progetti per la riabilitazione del territorio e il finanziamento di interventi contro la siccità per un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di dollari, coinvolgendo 23 paesi in cinque continenti. Di tale importo, circa 644,5 milioni di dollari rappresentano nuovi finanziamenti, mentre 216,4 milioni dollari sono stati confermati e sono in fase di attuazione. La tutela delle praterie è diventata un ambito prioritario per questo tipo di finanziamento. L’iniziativa globale di punta per le praterie, promossa durante la COP17, comprende attualmente 45 progetti per un valore complessivo di circa 1,2 miliardi di dollari, configurandosi come una delle più vaste operazioni di finanziamento centralizzato nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione. Le praterie coprono oltre la metà delle terre emerse del pianeta e sono strettamente legate alla produzione e ai mezzi di sussistenza di due miliardi di persone, oltre a incidere direttamente sulla vita di centinaia di milioni di pastori.

 In qualità di rappresentante globale delle nazioni delle steppe, la Mongolia ha contribuito a portare gli ecosistemi delle praterie, la pastorizia tradizionale e le comunità di pastori al centro dell’agenda globale per la gestione del territorio e i finanziamenti internazionali. Sul fronte della gestione della siccità, le Parti hanno definito un assetto istituzionale a lungo termine: in occasione della COP18, prevista per il 2028, la “siccità” sarà inserita come punto distinto all’ordine del giorno della Conferenza delle Parti e verrà mantenuta tale in ogni successiva sessione ordinaria della Conferenza.

Parallelamente, le parti hanno deciso che, in occasione della COP18, proseguissero i negoziati su un meccanismo globale per la gestione attiva della siccità. Ciò significa che l’attuale Conferenza non ha ancora raggiunto un accordo definitivo sulla natura giuridicamente vincolante degli strumenti globali di gestione della siccità; tuttavia, la questione della siccità è stata ufficialmente elevata a tema centrale e prioritario a lungo termine della UNCCD. Sul fronte degli strumenti finanziari, durante la COP17 è stato lanciato il Drought Resilience Investment Facility (DRIF).

L’iniziativa mira a mobilitare fino a 400 milioni di dollari di capitali pubblici e privati ​​per sostenere progetti incentrati sulla sicurezza idrica, sull’agricoltura sostenibile, sulle soluzioni basate sulla natura e sul ripristino del territorio. Contestualmente, la “Riyadh Global Drought Resilience Partnership” continua a espandere il proprio sostegno finanziario e ha pubblicato il primo indice mondiale di resilienza alla siccità, utilizzato per valutare la capacità dei Paesi di prevenire la siccità, prepararsi ad affrontarla e adattarvisi.  La COP17 ha inoltre deciso di proseguire nell’elaborazione del quadro strategico globale post-2030 per la lotta alla desertificazione.

Il mandato del Gruppo di lavoro intergovernativo sul futuro quadro strategico è stato prorogato al periodo 2026-2028; la fase successiva riguarderà la definizione di nuovi obiettivi, indicatori e sistemi di monitoraggio, nonché l’elaborazione di una bozza di quadro strategico post-2030 da sottoporre all’esame della COP18. In qualità di Paese ospitante, durante la sessione in corso la Mongolia si è concentrata sulla promozione di iniziative internazionali riguardanti le proprie praterie, il settore zootecnico, le risorse idriche e lo sviluppo infrastrutturale, tra cui l’iniziativa faro sulle praterie, l’iniziativa di collaborazione “Water The Land” e l’iniziativa “Natural Solutions for Sustainable Infrastructure”.

La Mongolia promuove inoltre la creazione di una piattaforma di cooperazione nazionale “Business4Land” e ha proposto di incrementare ulteriormente la quota di finanza verde all’interno del sistema finanziario nazionale. Per la Mongolia, il significato della COP17 va ben oltre il semplice ruolo di paese ospitante di un’importante conferenza internazionale. Attraverso questo congresso, la Mongolia ha portato le questioni che più la caratterizzano – relative a pascoli, allevamento, desertificazione, risorse idriche e mezzi di sussistenza – al centro dei sistemi globali di governance del territorio, di finanziamento internazionale e di definizione delle politiche multilaterali.

La prossima Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (COP18) è prevista in Egitto nel 2028, in una data ancora da definire, dando continuità allo slancio generato in Mongolia. In quell’occasione, i meccanismi globali di gestione della siccità e il Quadro strategico globale per la lotta alla desertificazione per il periodo successivo al 2030 saranno nuovamente al centro dei negoziati tra le parti. Guardando al futuro, l’Egitto ha già avuto modo di sottolineare l’importanza di rafforzare la cooperazione e di promuovere approcci integrati per affrontare il degrado del suolo, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, al fine di potenziare la sicurezza alimentare e idrica e la resilienza.

Dunque, la COP18 rappresenterà la prossima tappa fondamentale affinché i Paesi possano valutare i progressi nel ripristino del territorio e nella resilienza alla siccità, consolidando al contempo i risultati raggiunti in Mongolia. Intanto, nel complesso, dalla COP17 è emerso un segnale chiaro: la lotta globale contro la desertificazione e per il ripristino del territorio sta evolvendo dalla fase di “definizione di obiettivi e impegni” a quella di creazione di strumenti finanziari, sviluppo di progetti concreti, miglioramento degli assetti istituzionali a lungo termine e promozione di un’attuazione pratica.




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