Dopo quasi vent’anni di collaborazione filantropica con la Gates Foundation, Warren Buffett cambia strategia. Il leggendario investitore statunitense ha annunciato una nuova donazione di azioni Berkshire Hathaway per un valore complessivo vicino ai 6 miliardi di dollari, destinata esclusivamente alle quattro fondazioni riconducibili alla propria famiglia. Una decisione che segna una discontinuità rispetto al percorso avviato nel 2006, quando aveva promesso di devolvere ogni anno una parte consistente della propria partecipazione nella holding alla fondazione creata da Bill Gates e dall’allora moglie Melinda French Gates.
La novità non riguarda soltanto i destinatari delle risorse. Buffett ha infatti deciso di imprimere un’accelerazione all’intero programma di distribuzione del proprio patrimonio, anticipando i tempi rispetto ai piani iniziali. “Il mio obiettivo è distribuire tutte le mie azioni Berkshire entro circa otto anni”, ha dichiarato in un comunicato diffuso martedì.
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L’investitore, che compirà 96 anni il prossimo mese, ha spiegato di voler completare la donazione dell’intera partecipazione residua entro il 31 dicembre 2034. Pur riconoscendo che “la mortalità è imprevedibile”, Buffett ha ribadito la volontà di destinare integralmente il patrimonio ancora detenuto nelle sue mani alle fondazioni della famiglia.
Si tratta di una massa finanziaria imponente. Buffett possiede ancora circa il 30% del capitale di Berkshire Hathaway, una quota che ai valori di mercato supera i 140 miliardi di dollari. Se il nuovo cronoprogramma sarà rispettato, le donazioni annuali potrebbero arrivare a oltre 17 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai circa 7 miliardi distribuiti nel corso dello scorso anno.
La ripartizione delle nuove risorse conferma la centralità della famiglia nella strategia filantropica del fondatore di Berkshire Hathaway. La parte più consistente della donazione, pari a circa 4,5 miliardi di dollari, sarà destinata alla Susan Thompson Buffett Foundation, intitolata alla prima moglie dell’investitore.
Le restanti risorse saranno invece suddivise tra le tre fondazioni guidate dai figli Susie, Howard e Peter Buffett. La Sherwood Foundation, la Howard G. Buffett Foundation e la NoVo Foundation riceveranno ciascuna azioni Berkshire Hathaway per un valore di poco inferiore ai 500 milioni di dollari.
Il confronto con le assegnazioni dello scorso anno evidenzia un significativo incremento delle somme distribuite. Nel 2025 le stesse quattro fondazioni avevano infatti ricevuto complessivamente circa 1,4 miliardi di dollari. L’aumento lascia intendere che Buffett abbia trasferito agli enti familiari anche la quota che tradizionalmente sarebbe stata destinata alla Gates Foundation.
È proprio l’assenza della fondazione fondata da Bill Gates a rappresentare la principale novità dell’annuncio. Dal 2006, infatti, Buffett aveva fatto della Gates Foundation il principale destinatario delle proprie iniziative filantropiche, contribuendo con donazioni complessive pari a circa 48 miliardi di dollari, calcolate al valore dei titoli al momento del trasferimento.
L’entità del contributo assume dimensioni ancora più rilevanti se valutata ai prezzi di mercato attuali. Le azioni allora donate oggi avrebbero infatti un valore stimato intorno ai 159 miliardi di dollari. Nel corso degli anni la Gates Foundation ha progressivamente ceduto gran parte dei titoli ricevuti per finanziare i propri programmi internazionali dedicati alla salute, alla lotta contro la povertà e all’istruzione.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la decisione di sospendere la tradizionale donazione sarebbe legata a un’indagine indipendente commissionata dalla stessa fondazione per fare piena luce sui rapporti intercorsi in passato tra Bill Gates e Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per reati sessuali. I risultati della revisione sono attesi nel corso dell’estate e Buffett avrebbe deciso di attendere l’esito dell’inchiesta prima di assumere eventuali decisioni definitive.
La Gates Foundation, dal canto suo, ha ringraziato Buffett per il sostegno ricevuto in quasi due decenni di collaborazione. In una dichiarazione rilasciata a CNBC, l’organizzazione ha ricordato che le donazioni dell’investitore, superiori ai 47 miliardi di dollari, hanno contribuito in maniera determinante a finanziare programmi sanitari e sociali destinati a milioni di persone nel mondo.
La fondazione ha inoltre assicurato di disporre di una struttura finanziaria sufficientemente solida per proseguire le proprie attività almeno fino al 2045, anche grazie all’impegno assunto da Bill Gates di destinare altri 200 miliardi di dollari all’organizzazione nei prossimi anni.
Dietro la scelta di Buffett sembrano però emergere anche motivazioni personali. I rapporti tra l’investitore e il fondatore di Microsoft si sono progressivamente raffreddati negli ultimi anni. Le prime crepe sono diventate evidenti nel 2021, quando Buffett lasciò il consiglio di amministrazione della Gates Foundation pochi mesi dopo l’annuncio del divorzio tra Bill e Melinda Gates.
Successivamente le rivelazioni sui rapporti tra Gates ed Epstein hanno ulteriormente aumentato la distanza tra i due. In un’intervista rilasciata a CNBC nel marzo scorso, Buffett aveva ammesso di non avere più contatti con Gates da quando la vicenda era diventata pubblica. Pur ricordando i molti anni trascorsi insieme e definendoli “momenti straordinari”, aveva spiegato di preferire attendere che la situazione venisse chiarita prima di riallacciare i rapporti.
Nella stessa occasione Buffett aveva anche precisato di non avere mai incontrato Jeffrey Epstein né di aver avuto rapporti con lui, aggiungendo di non aver mai affrontato l’argomento con Bill Gates.
L’annuncio delle nuove donazioni conferma dunque una linea improntata alla prudenza e segna un passaggio significativo nella gestione del patrimonio del celebre investitore. Dopo aver costruito una delle più grandi fortune della storia della finanza mondiale, Warren Buffett sembra ora voler concentrare sempre più il proprio lascito filantropico sulle fondazioni di famiglia, accelerando il trasferimento della ricchezza e ridefinendo gli equilibri della filantropia internazionale.
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Cristina Giua
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