La rinata Provincia Ogliastra muove i suoi primi passi tra mille difficoltà. Prima la trafila burocratico-istituzionale per avere la quota di risorse dalla Provincia di Nuoro, oggi la necessità di un incremento del personale, ancora esiguo nonostante le nuove assunzioni. Carlo Lai, 51 anni, tessera Pd, sindaco di Jerzu e vicepresidente dell’ente intermedio con delega a Bilancio, Programmazione e personale, parla di finanziamenti, progetti e rapporti istituzionali con Comune e Regione. Senza nascondere le difficoltà che rischiano di intralciare il percorso.
A che punto siamo?
«Siamo passati dalla fase della ricostituzione della Provincia a quella, molto più impegnativa, della sua piena operatività. E sarebbe un errore far finta che le due cose coincidano. Abbiamo dovuto ricostruire un ente praticamente da capo: acquisire beni, risorse, procedimenti, competenze e rapporti finanziari, definendo una separazione dalla Provincia di Nuoro che inevitabilmente ha richiesto tempo e una grande quantità di lavoro amministrativo. Oggi il problema principale è soprattutto quello della capacità amministrativa. La Provincia deve occuparsi di centinaia di chilometri di strade, edifici scolastici, ambiente, appalti, bilancio, personale, programmazione e supporto al territorio, ma è ripartita con un organico estremamente ridotto».
Serve personale.
«I dodici posti messi a concorso due settimane fa, molti dei quali destinati a profili tecnici, rappresentano un passaggio molto importante. Ma dobbiamo continuare su questa strada, perché la prima opera pubblica che dobbiamo completare è la macchina amministrativa della Provincia. Possiamo avere finanziamenti e progetti, ma senza ingegneri, geometri, amministrativi e funzionari in numero adeguato quelle risorse rischiano di rimanere numeri scritti in un bilancio. Con una struttura efficiente diventano invece gare, cantieri, strade migliori, scuole più sicure e servizi. Il vero indicatore del successo della Provincia non sarà quindi quanto denaro avremo a disposizione, ma quanto riusciremo a trasformarlo rapidamente in risultati per l’Ogliastra».
Strade trincea da sistemare, progetti ancora fermi. E qualche spiraglio per la Villagrande-Tortolì. Qual è lo stato dell’arte?
«Sulla viabilità dobbiamo essere molto franchi: la situazione di diversi tratti della rete provinciale non è soddisfacente e in alcuni casi si trascinano criticità che vengono da molti anni di manutenzioni insufficienti. La nuova Provincia ha ereditato circa 270 chilometri di strade e non possiamo pensare di recuperare in pochi mesi un arretrato accumulato nel tempo. Però adesso dobbiamo cambiare passo. Sono già in corso procedure per interventi di manutenzione diffusa sulla rete e la priorità deve essere stabilita sulla base della sicurezza, dell’intensità del traffico e della funzione che ogni strada svolge per le comunità, evitando per quanto possibile la logica dell’intervento soltanto dopo l’emergenza. Sulla Tortolì-Villagrande, in particolare, oggi parlerei di qualcosa di più di uno spiraglio. Per il secondo stralcio della SP 27 il progetto esecutivo è stato approvato e la gara per quasi tre milioni di euro è stata pubblicata. È un fatto concreto. Naturalmente non voglio fare annunci trionfalistici: un’opera pubblica è davvero realizzata quando arrivano le ruspe e, soprattutto, quando viene consegnata ai cittadini. Però siamo finalmente in una fase operativa e dobbiamo accompagnarla fino all’apertura del cantiere. Quella strada è strategica non soltanto per Villagrande e Tortolì: riguarda il collegamento tra l’interno e la costa e rappresenta esattamente il tipo di infrastruttura sulla quale una Provincia deve dimostrare la propria utilità».
Da sindaco e da vicepresidente della Provincia, individui le priorità da affrontare alla ripresa dell’attività politico-amministrativa ormai imminente.
«Le metterei in un ordine molto semplice. La prima è rafforzare definitivamente la struttura amministrativa della Provincia, perché da quella dipende tutto il resto. La seconda riguarda le due grandi competenze che i cittadini identificano immediatamente con l’ente provinciale: strade e scuole. Dobbiamo trasformare le risorse disponibili in cantieri, programmare gli interventi anziché inseguire continuamente le emergenze e costruire una scala trasparente delle priorità. Ma aggiungerei una terza questione, che per me è altrettanto importante: dobbiamo decidere che Provincia vogliamo essere. Da sindaco conosco molto bene le difficoltà quotidiane dei piccoli Comuni. Mancano tecnici, professionalità specialistiche, capacità progettuale; spesso un Comune di poche migliaia o poche centinaia di abitanti deve affrontare procedure che sono sostanzialmente identiche a quelle di una grande città. Per questo credo che la Provincia debba diventare sempre di più la casa dei Comuni dell’Ogliastra: non un ulteriore livello burocratico, ma un ente capace di coordinare, progettare, fare massa critica, assistere i Comuni e rappresentare unitariamente il territorio davanti alla Regione e allo Stato. Abbiamo riconquistato una Provincia perché ritenevamo che l’Ogliastra avesse bisogno di una propria istituzione territoriale. Adesso dobbiamo dimostrare concretamente che quella scelta migliora la vita delle nostre comunità».
Anche gli studenti delle superiori stanno per tornare sui banchi. Lo stato di salute degli edifici scolastici rassicura oppure c’è tanto da fare?
Non userei né toni allarmistici né rassicurazioni di maniera: c’è ancora molto da fare. Il patrimonio scolastico provinciale è utilizzato quotidianamente da centinaia di ragazzi e insegnanti ed è un patrimonio che, in molti casi, ha bisogno di manutenzione, adeguamenti, eliminazione delle barriere architettoniche, efficientamento degli impianti e interventi per migliorare sicurezza e funzionalità. Proprio in queste settimane abbiamo procedure e interventi che riguardano, tra gli altri, il Convitto di Tortolì, il Liceo di Jerzu, l’Iti e l’Ipsar di Tortolì, gli istituti di Lanusei e la sede Ipia di Perdasdefogu. Questo dimostra che l’attenzione esiste, ma anche che il fabbisogno è significativo. L’obiettivo deve essere quello di passare progressivamente dalla manutenzione dettata dall’urgenza a una programmazione pluriennale dell’edilizia scolastica, nella quale ogni edificio sia conosciuto nelle sue criticità e gli interventi vengano programmati secondo priorità certe. Lo dico anche da sindaco di un Comune, Jerzu appunto, che ospita da quasi settant’anni un liceo scientifico e da oltre trent’anni anche un liceo linguistico e un Istituto tecnico commerciale e che ha il privilegio di avere una struttura di eccellenza: nei nostri territori una scuola non è soltanto un edificio. È un presidio sociale, culturale e demografico. Mantenere una scuola sicura, dignitosa e moderna significa anche offrire ai ragazzi dell’Ogliastra una ragione in più per poter studiare e costruire qui una parte del proprio futuro.
I rapporti con la Regione. Funziona il dialogo istituzionale o esiste qualche cortocircuito?
«Il dialogo istituzionale con la Regione esiste e in diversi casi ha prodotto risultati concreti. Sulla viabilità, sulla programmazione delle risorse e anche su alcuni interventi strategici abbiamo trovato interlocuzione e disponibilità. Sarebbe però altrettanto sbagliato negare che la nascita delle nuove Province abbia evidenziato anche rallentamenti, sovrapposizioni e complessità amministrative. Ricostituire un ente dopo anni significa trasferire personale, patrimonio, procedimenti, risorse e competenze: non basta una legge per rendere tutto immediatamente operativo. Credo quindi che il rapporto con la Regione debba fare un ulteriore salto di qualità, soprattutto nei tempi e nella certezza delle procedure. Non chiediamo corsie privilegiate. Chiediamo semplicemente che si tenga conto del fatto che una Provincia appena ricostituita non può essere considerata, dal primo giorno, organizzativamente identica a un ente che ha alle spalle decenni di continuità amministrativa. Da vicepresidente credo molto nella leale collaborazione istituzionale e non mi interessa alimentare conflitti tra enti. Da sindaco, però, so anche che dietro ogni ritardo amministrativo ci sono cittadini e comunità che aspettano una strada, una scuola, un servizio. La Provincia deve svolgere proprio questa funzione: raccogliere le esigenze dei Comuni, costruire una visione comune e presentarsi alla Regione con una voce territoriale forte e unitaria. L’Ogliastra non chiede privilegi. Chiede di avere le stesse opportunità degli altri territori della Sardegna e gli strumenti per costruire il proprio futuro».
Quanti soldi ci sono in cassa per progetti cantierabili?
«Quanti soldi ci sono in cassa per progetti cantierabili?
Il Rendiconto 2025 ci ha consegnato una situazione finanziaria certamente solida: al 31 dicembre la Provincia aveva oltre 16 milioni di euro di cassa. Ma bisogna fare una precisazione, perché non sarebbe corretto dire che siano 16 milioni liberamente spendibili per nuovi cantieri. Di quella cassa, oltre dieci milioni sono risorse vincolate, quindi già legate a specifiche destinazioni e interventi. Il risultato di amministrazione era di circa dodici milioni, dei quali quasi otto milioni vincolati, quasi due milioni accantonati e circa due milioni di avanzo libero.Abbiamo inoltre oltre due milioni di Fondo pluriennale vincolato per spese in conto capitale; quindi, risorse già riferite a investimenti programmati. Il problema della Provincia, dunque, oggi non è tanto la mancanza assoluta di risorse. Le risorse ci sono. La vera sfida, ripeto, è trasformarle rapidamente in progettazione, gare e cantieri, ed è proprio per questo che il rafforzamento degli uffici tecnici e della struttura amministrativa è così importante. Direi quindi che abbiamo davanti un portafoglio di diversi milioni di euro di interventi finanziati o finanziabili, ma distinguerei sempre le risorse effettivamente già cantierabili da quelle semplicemente presenti in cassa: un finanziamento diventa un’opera solo quando ci sono progetto, procedure e capacità amministrativa per realizzarlo».
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