#Finsubito news – Dalla Svizzera arriva la tredicesima per oltre 225’000 pensionati domiciliati in Italia




KEYSTONE/DPA/Arne Dedert

Da dicembre 2026, i residenti in Italia che percepiscono una rendita svizzera (AVS) riceveranno la tredicesima mensilità. La misura, approvata dal popolo svizzero nel marzo 2024, non riguarda infatti soltanto chi vive nella Confederazione, ma tutti i beneficiari della pensione di vecchiaia, compresi coloro che, dopo aver lavorato in Svizzera, si sono trasferiti all’estero. 

Un pensionato che riceve una rendita completa AVS di 2’520 franchi al mese incasserà altri 2’520 franchi con la tredicesima, che sarà versata per la prima volta nel dicembre 2026.

Secondo i dati dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), in Italia risiedono 225’316 beneficiari di una rendita AVS (dato dicembre 2025). Si tratta del principale gruppo di pensionati all’estero legati al sistema previdenziale svizzero, pari a un quarto di tutti i beneficiari AVS residenti fuori dalla Confederazione.

Quanto denaro arriverà in Italia

Nel 2025 la Svizzera ha versato ai residenti in Italia circa 1,59 miliardi di franchi sotto forma di rendite AVS. 

Con l’introduzione della tredicesima mensilità, questo flusso di denaro è destinato a crescere ulteriormente, superando quota 1,7 miliardi di franchi all’anno. L’UFAS, tramite il suo portavoce Harald Sohns, ci ha confermato che” la nuova prestazione sarà versata integralmente anche ai beneficiari residenti in Italia”. La misura comporterà un esborso supplementare di circa 132 milioni di franchi all’anno a favore dei pensionati domiciliati in Italia. 

Chi sono i beneficiari

La maggior parte dei titolari di una rendita AVS residenti in Italia è costituita da cittadini italiani che, nel corso della loro vita professionale, hanno lavorato per periodi più o meno lunghi in Svizzera, versando contributi al sistema pensionistico elvetico, e che sono rientrati in patria. Accanto a questa categoria vi sono anche cittadini svizzeri che hanno scelto di trascorrere la pensione in Italia, attratti dalla vicinanza geografica, dal clima o da un costo della vita generalmente più contenuto. Vi sono infine beneficiari di altre nazionalità che hanno lavorato in Svizzera e che, al termine dell’attività lavorativa, hanno stabilito la propria residenza nella Penisola. 

L’Italia occupa da decenni una posizione particolare nei rapporti previdenziali con la Confederazione. Fin dagli anni del boom economico svizzero, centinaia di migliaia di lavoratori italiani hanno attraversato le Alpi per trovare impiego nei cantoni industriali, nell’edilizia, nell’artigianato, nei servizi e nell’industria manifatturiera. Molti di loro hanno trascorso in Svizzera una parte significativa della propria carriera professionale, accumulando diritti pensionistici che oggi continuano a essere versati anche dopo il ritorno nel Paese d’origine. 

Questa lunga storia migratoria spiega perché l’Italia sia tuttora il principale Paese estero destinatario delle rendite AVS svizzere e perché vi risieda oltre un quarto di tutti i beneficiari residenti fuori dalla Confederazione.  

Pensioni piuttosto esigue

Un altro elemento che emerge dai dati riguarda l’importo delle rendite versate ai beneficiari residenti in Italia. La rendita AVS media corrisposta nel dicembre 2025 ammontava infatti a 588 franchi (circa 630 euro), una cifra nettamente inferiore alla rendita minima prevista dal sistema svizzero, pari a 1’260 franchi mensili per chi può far valere una carriera contributiva completa di 44 anni. 

Il confronto con la Svizzera è significativo: nella Confederazione la rendita AVS media raggiunge i 1’874 franchi al mese (circa 2’015 euro). Una differenza che si spiega soprattutto con il fatto che molti pensionati residenti in Italia hanno trascorso soltanto una parte della loro vita lavorativa in Svizzera, maturando quindi una rendita proporzionale agli anni di contribuzione versati nel Paese. 

Per numerosi beneficiari, la pensione svizzera rappresenta dunque una componente della rendita complessiva percepita in vecchiaia, che si affianca alle eventuali prestazioni maturate nel sistema pensionistico italiano. 

Come funzionerà la tredicesima

La tredicesima AVS rappresenta una novità storica per il sistema previdenziale svizzero. La misura è stata approvata dal popolo e dai Cantoni nella votazione federale del marzo 2024, ottenendo il sostegno del 58,2% dei votanti, nonostante l’opposizione del Consiglio federale e della maggioranza del Parlamento. 


La questione delle rendite versate all’estero continua a far discutere a Berna. Dopo essersi opposta alla tredicesima AVS durante la campagna referendaria del 2024, l’UDC ha presentato una mozioneCollegamento esterno del consigliere nazionale Didier Calame che propone di limitare il supplemento ai pensionati residenti in Svizzera, escludendo chi vive all’estero. Secondo il deputato, il supplemento dovrebbe andare prioritariamente a chi vive nel Paese e deve far fronte ai costi della vita svizzeri.  

La proposta, se approvata, riguarderebbe anche i pensionati residenti in Italia che percepiscono una rendita AVS. Al momento, il diritto alla tredicesima è previsto per tutti i beneficiari, indipendentemente dal Paese di residenza. 

La riforma, chiarisce ancora Sohns, “prevede un supplemento annuo pari a un dodicesimo della rendita AVS ordinaria, corrispondente a un incremento complessivo di circa l’8,3% rispetto all’importo oggi percepito”. 

>>Ecco come sarà finanziata la 13esima:

Altri sviluppi

Per i pensionati non sarà necessario intraprendere alcuna procedura particolare. “Il versamento della tredicesima – conferma Sohns – avverrà automaticamente e sarà effettuato dalle autorità svizzere insieme alle normali prestazioni pensionistiche”. In altre parole, chi già percepisce una rendita AVS continuerà a riceverla secondo le modalità abituali, beneficiando in più della mensilità supplementare prevista dalla riforma. 

Un legame sempre più importante

I dati mostrano che il numero dei beneficiari residenti in Italia è rimasto complessivamente stabile nell’ultimo decennio, pur con una lieve flessione negli anni più recenti. Questa dinamica riflette la lunga storia migratoria tra i due Paesi e il progressivo pensionamento delle generazioni che hanno lavorato in Svizzera durante i decenni della forte immigrazione italiana.


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