Dal decreto sugli autovelox, entrato in vigore il 12 luglio, fino all’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici che scatterà il 16 luglio: sono giorni di importanti novità per gli automobilisti e per chi utilizza la micromobilità. Ma cosa cambia davvero? Quali autovelox sono regolari? Si possono contestare le multe? E cosa devono fare i proprietari di un monopattino per evitare sanzioni?
Ecco una guida completa in forma di domande e risposte.
AUTOVELOX
Perché il decreto sugli autovelox era così atteso?
Per oltre trent’anni il Codice della strada ha previsto che gli autovelox dovessero essere “debitamente omologati”, ma non è mai stato emanato il decreto tecnico che definisse le procedure di omologazione. In questi anni sono bastate le approvazioni ministeriali, ma numerose sentenze hanno evidenziato come approvazione e omologazione siano due procedure diverse. Il nuovo decreto cerca proprio di colmare questo vuoto normativo.
Cosa cambia con il decreto entrato in vigore il 12 luglio?
Il Ministero delle Infrastrutture ha stabilito quali dispositivi possono essere considerati omologati ai fini dei controlli.
In particolare, sono considerati validi gli autovelox approvati secondo determinati standard tecnici indicati nell’Allegato B del decreto. Rimangono invece esclusi gli apparecchi che non rispettano tali requisiti.
Come faccio a sapere se un autovelox è regolare?
Il primo controllo riguarda il censimento nazionale del Ministero delle Infrastrutture.
Ogni apparecchio deve essere registrato indicando: ente proprietario; marca; modello; matricola; estremi del decreto di approvazione o omologazione.
Dal verbale della multa è possibile risalire ai dati necessari per verificare il dispositivo. In alternativa possono essere richiesti direttamente all’amministrazione che ha elevato la sanzione.
Che cosa bisogna controllare?
Non basta verificare che il dispositivo sia censito.
Occorre controllare: la presenza dell’autovelox nel censimento alla data dell’infrazione; marca e modello; estremi del decreto; numero di matricola; verbali di taratura; certificazioni che attestano il corretto funzionamento.
Sono tutti elementi fondamentali in caso di eventuale ricorso.
E se il dispositivo non compare nel censimento?
L’assenza dal censimento non rende automaticamente nulla la multa.
Secondo il decreto, l’ente proprietario può dimostrare successivamente la regolarità dell’apparecchio. Sarà eventualmente il giudice, in caso di ricorso, a valutare la documentazione prodotta.
Se ricevo una multa devo pagarla subito?
Non necessariamente.
Gli esperti consigliano innanzitutto di verificare la regolarità dell’autovelox.
Se il dispositivo presenta irregolarità, pagare immediatamente la sanzione significa rinunciare alla possibilità di contestarla.
Quanto tempo c’è per fare ricorso?
I termini restano quelli ordinari: 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace; 60 giorni per il ricorso al Prefetto.
Il decreto cancella le vecchie multe?
No.
Le sanzioni già elevate prima del 12 luglio non vengono automaticamente annullate.
Per le infrazioni precedenti continua infatti ad applicarsi la normativa in vigore al momento dell’accertamento.
Il decreto mette fine ai ricorsi?
Probabilmente no.
Secondo numerosi esperti di diritto amministrativo potrebbero continuare i contenziosi, anche perché resta aperta la questione della mancata omologazione prevista dal Codice della strada.
Sarà la giurisprudenza dei prossimi mesi a chiarire definitivamente la portata del nuovo decreto.
MONOPATTINI ELETTRICI
Dal 16 luglio cosa cambia?
Da giovedì 16 luglio 2026 diventa obbligatoria la copertura assicurativa per tutti i monopattini elettrici privati.
La novità riguarda circa un milione di mezzi in Italia.
Quale assicurazione serve?
È obbligatoria una polizza di Responsabilità civile verso terzi (RC) specifica per il monopattino.
Non basta la tradizionale RC del capofamiglia.
La polizza dovrà riportare il codice identificativo del monopattino, così da essere associata al singolo veicolo.
Che cosa copre l’assicurazione?
La polizza risarcisce i danni provocati a terzi durante la circolazione, ad esempio: investimenti di pedoni; incidenti con ciclisti; danni ad automobili o altri veicoli.
Non copre invece automaticamente i danni subiti dal conducente.
Quanto costa assicurare un monopattino?
Secondo le stime diffuse da Assoutenti: una polizza base costa mediamente tra 35 e 55 euro l’anno; con garanzie aggiuntive il premio può arrivare fino a 150 euro annui.
Nel complesso la nuova misura potrebbe comportare una spesa superiore ai 50 milioni di euro l’anno per i proprietari dei monopattini.
Come funzioneranno i risarcimenti?
Per i primi due anni non sarà applicato il sistema dell’indennizzo diretto.
Chi subirà un danno dovrà rivolgersi direttamente alla compagnia assicurativa del responsabile del sinistro.
Nel frattempo l’Ivass monitorerà l’andamento degli incidenti per costruire un sistema tariffario più stabile.
Chi non si assicura rischia una multa?
Sì.
Le sanzioni previste vanno da 100 a 400 euro.
Il vero nodo saranno i controlli?
Secondo Assoutenti sì.
L’associazione osserva che, nonostante i nuovi obblighi, in molte città continuano a essere poco rispettate anche regole già esistenti, come: l’uso obbligatorio del casco; il divieto di trasportare un passeggero; il rispetto delle norme di circolazione.
Per questo motivo viene chiesto un rafforzamento dei controlli, affinché il nuovo obbligo assicurativo non resti soltanto sulla carta.
Le novità per autovelox e monopattini in sintesi
Quella di luglio è una settimana destinata a incidere sulla mobilità quotidiana. Da un lato il decreto sugli autovelox prova a fare chiarezza sui dispositivi utilizzabili per il controllo della velocità, anche se il capitolo dei ricorsi resta aperto. Dall’altro arriva una svolta per i monopattini elettrici: senza una polizza RC specifica non sarà più possibile circolare regolarmente, con il rischio di pesanti sanzioni per chi non si adeguerà.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
redazione@tp24.it (Redazione)
Source link











