La conferma di Bodini va letta come una scelta di continuità tecnica in una fase nella quale la formazione dei dirigenti entra stabilmente nella politica industriale. Il cambio di consiliatura, in questo caso, non coincide con una ripartenza da zero: consolida un assetto che negli ultimi anni ha trasformato il Fondo da canale di finanziamento della formazione a infrastruttura di lettura dei fabbisogni manageriali.
Perimetro della verifica: la ricostruzione distingue il fatto istituzionale, la composizione degli organi, il quadro contrattuale sulle politiche attive e i numeri operativi del Fondo. Le fonti esterne sono usate come riscontro tecnico alle verifiche redazionali.
La decisione: continuità piena sulla consiliatura 2026-2029
La riunione di insediamento del 4 maggio 2026 ha formalizzato la guida del quadriennio: Bodini resta al vertice e Albini mantiene la vicepresidenza. La scelta ha un peso specifico perché arriva dopo il mandato avviato nel novembre 2022, quando Bodini era subentrato a Carlo Poledrini. La parola chiave del passaggio è continuità , ma il contenuto operativo è più largo: il Fondo dovrà governare insieme formazione continua, servizi di employability e lettura anticipata delle competenze richieste dalle imprese industriali.
Il calendario conta. La consiliatura parte quando il rinnovo contrattuale dei dirigenti industriali è già entrato nella fase applicativa e quando l’Avviso 1/2026 ha appena chiuso la finestra per la presentazione dei piani formativi. La governance nuova, quindi, non eredita un’agenda generica; trova sul tavolo strumenti già costruiti, risorse già allocate e un mandato più ampio rispetto al ciclo precedente.
La composizione degli organi e il significato della pariteticitÃ
Il nuovo consiglio di amministrazione è formato da Pierangelo Albini, Marco Bodini, Marzio Boscariol, Angelo Cappetti, Renato Fontana e Alessandro Scarabelli. Il comitato promotore riunisce Maria Anghileri, Fausto Bianchi, Mario Cardoni, Riccardo Di Stefano, Valter Quercioli e Gherardo Zei. Il collegio dei sindaci è presieduto da Monica Domenici con Rosj Catalano e Marco Tani.
La struttura degli organi rispecchia la natura paritetica del Fondo. In un ente promosso da rappresentanza d’impresa e rappresentanza manageriale, la pariteticità serve a impedire che la formazione sia letta solo come costo aziendale oppure solo come beneficio individuale del dirigente. L’equilibrio istituzionale impone una lettura più rigorosa: ogni piano formativo deve produrre competenze spendibili dentro l’impresa e occupabilità reale per chi guida processi complessi.
Perché Fondirigenti pesa nel sistema delle competenze
Fondirigenti nasce nel 1998 come Fondazione Giuseppe Taliercio e dal 2003 opera anche come fondo interprofessionale. La sua evoluzione passa dall’accordo del 23 maggio 2002 tra Confindustria e Federmanager, con destinazione al Fondo della quota dello 0,30% versata dalle imprese all’INPS per la formazione continua. Dal 2006 è attiva anche l’Agenzia del lavoro dedicata all’intermediazione per dirigenti disoccupati o provenienti da aziende in liquidazione.
Questo percorso spiega la differenza rispetto a un semplice erogatore di contributi. Il Fondo presidia una filiera che parte dall’adesione dell’impresa, passa dalla rilevazione del fabbisogno e arriva alla formazione finanziata. Il nuovo mandato allarga il raggio: la formazione resta il cuore dell’attività , ma intorno crescono servizi di politiche attive e strumenti di lettura delle trasformazioni produttive.
Il profilo di Bodini: internazionalizzazione e rappresentanza manageriale
Marco Bodini, nato a Cremona nel 1964, porta nel mandato una biografia professionale coerente con il perimetro del Fondo. È direttore commerciale estero in una realtà manifatturiera del settore meccanico, con esperienza costruita sui mercati internazionali. La formazione universitaria in Economia aziendale alla Bocconi e il General Management Program alla Harvard Business School completano un profilo che unisce impresa industriale, rappresentanza e cultura manageriale.
La presidenza di Federmanager Brescia e di Federmanager Lombardia aggiunge un dato territoriale rilevante. Brescia e Lombardia rappresentano un osservatorio diretto su manifattura esportatrice, filiere meccaniche, automazione, energia e servizi avanzati. In una fase in cui la domanda formativa nasce spesso da processi reali di trasformazione, la conoscenza delle imprese produttive diventa un vantaggio di lettura.
Albini alla vicepresidenza e il raccordo con le politiche del lavoro
La conferma di Pierangelo Albini alla vicepresidenza rafforza il raccordo con il sistema confindustriale. Albini è direttore dell’area Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria; la sua presenza nel vertice del Fondo lega il mandato alla parte più operativa della rappresentanza datoriale, quella che incrocia contrattazione, competenze, welfare aziendale e fabbisogni organizzativi.
Il punto è sostanziale: i percorsi formativi dei dirigenti non possono restare separati dai cambiamenti dell’organizzazione del lavoro. Intelligenza artificiale, sostenibilità e trasformazione dei processi produttivi richiedono figure capaci di decidere su dati, persone e investimenti. La vicepresidenza Albini rende più immediato il collegamento tra formazione continua e agenda industriale.
Il nodo nuovo: le politiche attive affidate dal CCNL
Il rinnovo del CCNL Dirigenti Industria firmato il 13 novembre 2024, con decorrenza 2025-2027, ha assegnato a Fondirigenti un ruolo diretto nel coordinamento delle politiche attive e della formazione collegata. L’articolo 9 ha spostato il tema dall’area delle buone intenzioni all’area dei servizi da costruire, finanziare e monitorare.
Il meccanismo economico prevede un contributo annuo di 100 euro per ciascun dirigente in servizio, interamente a carico dell’azienda e da versare alla Fondazione. L’accordo attuativo del 24 luglio 2025 tra Confindustria e Federmanager ha dato il quadro per l’avvio della riscossione. La conseguenza pratica è precisa: il Fondo assume una funzione di piattaforma bilaterale per accompagnare transizioni professionali, sviluppo delle competenze e ricollocabilità della dirigenza.
I numeri da leggere insieme: raccolta, finanziato e ore erogate
L’ultimo esercizio mostra una crescita che va interpretata senza sovrapporre grandezze diverse. La raccolta 2025 è indicata a 40 milioni di euro; le risorse complessivamente finanziate nell’esercizio citato dalla comunicazione di insediamento arrivano a 29 milioni. Le ore di formazione superano quota 400mila, con il dettaglio operativo di 412mila ore emerso nella presentazione delle iniziative strategiche, a beneficio di circa 22mila dirigenti.
La differenza fra raccolta e finanziato aiuta a leggere la macchina del Fondo. La raccolta misura la capacità di alimentare il sistema. Il finanziato fotografa le…
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 Junior Cristarella
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