Dell’Utri, l’affare Ikea e i terreni dei Graviano
di Marco Lillo-Fonte: Il Fatto Quotidiano
Ikea non ha mai aperto un mega-store a Palermo nonostante fosse nei suoi piani. C’entra forse qualcosa quel problema tutto siciliano (non è il traffico) evocato da Johnny Stecchino, nel film di Roberto Benigni?
Il dubbio sorge ascoltando quello che ha raccontato il luogotenente della Dia, Dario Carbone, al processo contro Salvatore Baiardo a Firenze, il 6 maggio scorso. A più riprese è stata citata l’informativa Dia del 20 aprile 2018, dove si narra di un imprenditore che voleva realizzare l’Ikea anche su terreni di soggetti vicini al boss Graviano.
Si chiama Cesare Meregalli, aveva sede ad Arcore ed era legato a Marcello Dell’Utri.
Un manager di Ikea (non coinvolta nell’inchiesta) mise a verbale due fatti anomali:
- al primo sopralluogo a Palermo, un siciliano ignoto gli intimò di fare l’Ikea dove dicevano “loro”;
- inoltre Meregalli gli chiese 11 milioni senza ragione e affermò che doveva trattare con lui per asseriti rapporti con Dell’Utri e i fratelli Berlusconi.
I terreni di Brancaccio
Il racconto dell’informativa inizia nel 2005 quando Meregalli, incaricato da Ikea di sviluppare il nuovo store a Palermo, sceglie proprio la zona di Brancaccio, dominio dei boss Graviano.
Tra i tanti contratti firmati da Meregalli nel 2007 c’è anche quello per il suolo in zona “Fondo Bagnasco” della sorella minore dei boss, Nunzia Graviano, 57 anni.
I fratelli Filippo e Giuseppe Graviano erano stati arrestati tredici anni prima a Milano. Successivamente saranno condannati per:
- le stragi del 1992 in Sicilia;
- le stragi del 1993 nel Nord Italia;
- l’omicidio di don Pino Puglisi.
Nel processo Golden Market del 1997 il Fondo Bagnasco, scelto per Ikea da Meregalli, viene descritto dai collaboratori di giustizia come una base del clan dove talvolta si uccidevano persone e si scioglievano nell’acido le vittime.
La Dia scrive nel 2018: “Meregalli, tramite una delle sue società (…) la Iko Srl, stipulò il 7 giugno 2005 il preliminare con Ikea per la realizzazione della sede a Palermo (con cui si impegnava, nel quadro dell’accordo, ad acquisire i terreni interessati)”.
Il contesto politico
Nel 2005:
- al governo c’era Silvio Berlusconi;
- presidente della Regione Sicilia era Totò Cuffaro;
- Marcello Dell’Utri era un influente senatore.
Nello stesso periodo Dell’Utri inaugurò il suo Circolo di Palermo insieme a:
- il sindaco Diego Cammarata;
- il ministro Enrico La Loggia;
- il sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì.
Tutti appartenenti a Forza Italia.
Le pressioni sul manager Ikea
Il capo progetti di Ikea, Antonius Johannes Maria “Ton” Reijmers, olandese residente in Lombardia, raccontò così il sopralluogo a Palermo: “Proposi uno spostamento che però non fu condiviso dai presenti; fui avvicinato da una persona che senza presentarsi, mi disse con fare intimidatorio che la struttura andava posizionata in un posto da loro indicato e non in quello da me scelto”.
Secondo la Dia, quelle persone potevano avere una funzione di emissari del mandamento mafioso, consapevoli che Ikea stava per essere costruita su terreni riconducibili ai Graviano.
Fondo Bagnasco e Nunzia Graviano
Nel 2007 Meregalli iniziò a trattare l’acquisto di terreni dall’altra parte di viale Regione Siciliana, nell’area conosciuta come Fondo Bagnasco.
Lì risultavano:
- un terreno di proprietà di Nunzia Graviano;
- altri terreni riconducibili agli eredi di Gioacchino Di Caccamo.
Il 7 agosto 2007 Nunzia Graviano, già condannata nel 2003 per associazione mafiosa, sottoscrisse un preliminare per cedere alla Iko 4 Srl di Meregalli un terreno di 4.380 metri quadrati.
L’operazione però non andò mai in porto.
Gli 11 milioni richiesti da Meregalli
La Dia individua un altro elemento sospetto nelle dichiarazioni di Ton Reijmers.
Sentito il 24 maggio 2012, il manager racconta:
“Meregalli manifestò il desiderio di voler ulteriormente chiarire le ragioni che avrebbero dovuto giustificare la sua richiesta di ulteriori 11 milioni di euro, a mio parere incomprensibile e ingiustificata”.
Secondo Reijmers, Meregalli lasciò intendere che le spiegazioni sarebbero state comunicate in maniera riservata, ma l’incontro terminò prima.
Successivamente, sempre secondo il manager Ikea: “Meregalli mi rappresentò di avere contatti basati su affermata conoscenza con Silvio e Paolo Berlusconi e Marcello Dell’Utri, ciò a voler significare che per ultimare il progetto siciliano lui era la persona giusta”.
I rapporti con Dell’Utri
La Dia annota che nel computer dell’imprenditore romano Piergiorgio Bassi furono trovate email e documenti che dimostravano rapporti leciti con Dell’Utri e Meregalli. Bassi dichiarò: “Ritengo che Meregalli operasse in Sicilia proprio in virtù dei rapporti con Dell’Utri”. L’informativa richiama inoltre i rapporti di Meregalli con altri soggetti già citati in indagini antimafia, pur precisando che nessuno di loro era coinvolto nell’inchiesta.
Perché Ikea non arrivò a Palermo
Secondo la Dia: “Ikea decise di accantonare il progetto e di dedicarsi alla costruzione del sito di Catania”. Quello di Catania rimane ancora oggi l’unico grande punto vendita Ikea in Sicilia. Anche lì Meregalli aveva inizialmente acquisito terreni per il progetto, ma Ikea finì per scegliere altre aree.
Le conclusioni della Dia
Nell’informativa del 2018 la Dia si chiede: “Come abbia potuto muoversi in maniera così autonoma in una zona a così forte pressione mafiosa”.
La conclusione formulata dagli investigatori è che Dell’Utri avrebbe continuato a mantenere rapporti riservati con Giuseppe Graviano e avrebbe tentato di orientare il progetto Ikea di Palermo attraverso Meregalli, indicato come uomo di fiducia e general contractor dell’operazione.
Secondo la Dia, il progetto prevedeva non solo il negozio Ikea ma anche la realizzazione di circa 1.200 alloggi di edilizia convenzionata e sovvenzionata.
Il collegamento con il processo Baiardo
L’informativa è stata depositata nel procedimento contro Salvatore Baiardo, ma nasce dall’indagine sulle stragi del 1993 che coinvolgeva Marcello Dell’Utri e, in passato, Silvio Berlusconi.
Per i pubblici ministeri la vicenda è utile per sostenere l’aggravante mafiosa contestata a Baiardo.
Va ricordato che:
- Dell’Utri è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa per fatti fino al 1992;
- i rapporti successivi con i Graviano non sono stati ritenuti definitivamente provati;
- l’inchiesta sulle stragi ha conosciuto richieste di archiviazione e successive riaperture;
- dopo la morte di Berlusconi il procedimento riguarda soltanto Dell’Utri.
Ikea ha dichiarato di non avere commenti sulla vicenda. Dell’Utri non ha risposto alle richieste del giornale. Meregalli non è stato rintracciato.
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