La Cassazione spiega come calcolare la distanza minima tra segnaletica e autovelox fisso. Scopri se la multa è valida quando ci sono più cartelli o incroci prima della postazione di controllo.
Quando guidiamo su strade extraurbane o a scorrimento veloce, la preoccupazione di incappare in un controllo elettronico della velocità è sempre presente. La legge impone che questi dispositivi siano chiaramente segnalati per tempo, in modo da permettere all’automobilista di adeguare l’andatura senza frenate brusche e pericolose. Tutti abbiamo sentito parlare della famosa distanza minima di un chilometro che deve separare il cartello di avviso dalla macchinetta che scatta la foto. Tuttavia, la situazione si complica quando sulla strada troviamo più cartelli che ripetono lo stesso limite o avviso. Quale bisogna prendere come riferimento? Il primo che incontriamo o l’ultimo? E se in mezzo c’è una strada che si immette nella nostra? Questi dubbi non sono solo teorici, ma sono la base per capire se una sanzione è legittima o meno. La Corte di Cassazione penale è intervenuta recentemente per fare ordine su questo tema tecnico ma fondamentale per le tasche dei cittadini. In questo articolo parleremo di autovelox e distanza cartelli: scopriremo quando vale la regola del chilometro. Vedremo come la presenza di un incrocio cambi radicalmente il modo di misurare la distanza e perché, a volte, un cartello posizionato a meno di mille metri dall’autovelox non basta per annullare la multa.
Qual è la distanza minima tra cartello e autovelox fisso?
Per capire se una multa è valida, bisogna prima conoscere i presupposti stabiliti dalla legge per l’utilizzo dei dispositivi di controllo automatico. Esiste una norma specifica, spesso chiamata regola del chilometro, che impone una distanza minima tra il segnale che avvisa del controllo (o del limite di velocità) e la postazione che rileva l’infrazione (Cass. pen., sent. n. 31665/2025).
Affinché questa regola sia applicabile e vincolante per l’amministrazione, devono ricorrere due condizioni precise:
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il dispositivo di rilevamento della velocità deve essere fisso e non mobile (quindi le postazioni stabili, box o telecamere montate su pali);
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lungo il tratto di strada compreso tra il segnale di avviso e la postazione di controllo non devono esserci intersezioni.
Se queste condizioni sono soddisfatte, l’automobilista ha il diritto di essere avvisato almeno mille metri prima del punto in cui la sua velocità verrà misurata, per poter rallentare in sicurezza in conformità all’articolo 142 del Codice della strada.
Cosa succede se ci sono due cartelli senza incroci in mezzo?
Spesso le amministrazioni, per scrupolo o per rafforzare l’avviso, posizionano più cartelli lungo il percorso. Immaginiamo una strada dritta dove incontriamo un primo cartello di limite a un chilometro e mezzo dall’autovelox, e poi un secondo cartello, identico, a soli 500 metri dalla telecamera. Se prendiamo la multa, possiamo contestarla dicendo che il secondo cartello era troppo vicino?
La risposta dei giudici è negativa, a una condizione: che non ci siano incroci. Se tra il primo e il secondo avviso non ci sono intersezioni stradali, il secondo cartello è considerato una mera ripetizione del precedente. In questo caso, la distanza di un chilometro si calcola partendo dal primo segnale. Il fatto che esista un secondo avviso a distanza inferiore (ad esempio i 500 metri dell’esempio) è irrilevante ai fini della regolarità dell’accertamento. L’automobilista era già stato validamente avvisato dal primo cartello, posizionato correttamente a oltre un chilometro.
Come cambia la regola se c’è un incrocio tra i segnali?
La situazione cambia radicalmente se, tra i due cartelli o lungo il tragitto, è presente un’intersezione (un incrocio con un’altra strada). Quando si attraversa un incrocio, infatti, la validità della segnaletica precedente decade per chi si immette e, per logica di sicurezza, deve essere ribadita.
In presenza di una o più intersezioni, il segnale di limite o di avviso deve essere necessariamente ripetuto dopo ciascuna di esse. In questo specifico scenario, la regola del chilometro si resetta. La distanza minima di mille metri non si calcola più dal primo cartello lontano, ma deve essere misurata dal segnale ripetuto posizionato dopo l’ultima intersezione.
Se l’autovelox si trova a meno di un chilometro da questo nuovo cartello post-incrocio, allora la multa può essere illegittima, perché chi si è immesso dopo l’incrocio non ha avuto lo spazio sufficiente garantito dalla legge per adeguare la velocità.
Perché la Cassazione ha annullato la decisione del tribunale?
Per chiarire questi concetti, è utile guardare al caso concreto affrontato dalla Suprema Corte. Un automobilista aveva vinto il ricorso in appello perché il giudice aveva notato che l’autovelox fisso era posizionato a una distanza inferiore al chilometro dal secondo segnale verticale (quello che indicava il limite di 70 km/h).
Tuttavia, la Cassazione ha accolto il ricorso del Comune e annullato quella sentenza. L’errore del Tribunale di appello è stato quello di fermarsi all’apparenza senza verificare la struttura della strada. Il giudice aveva dato atto che tra il primo segnale e l’autovelox c’era più di un chilometro, ma aveva annullato la multa basandosi solo sulla distanza ridotta del secondo cartello.
Non aveva però risposto alla domanda dirimente: dopo il primo segnale, c’erano delle intersezioni?
Senza aver verificato la presenza di incroci, non si può stabilire se quel secondo cartello fosse una ripetizione facoltativa o un obbligo di legge.
Quando la doppia segnalazione salva la multa?
In conclusione, la doppia segnalazione non è un assist automatico per fare ricorso. Anzi, spesso serve proprio a “blindare” la sanzione. La normativa vuole garantire che l’utente della strada sia informato, ma non permette di sfruttare la sovrabbondanza di cartelli per ottenere l’impunità.
Se il Comune piazza un primo cartello ben visibile a 1,5 km e poi ne mette un altro a 800 metri per ricordarti di rallentare, sta facendo un servizio in più. Contestare la multa dicendo “l’ultimo cartello era vicino” funziona solo se dimostri che, nel mezzo, c’era un incrocio che ti obbligava a ignorare il primo avviso e a considerare valido solo il secondo. Senza intersezioni, il rispetto della distanza si cristallizza al momento del primo avviso utile.
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Angelo Greco
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