Esenzione Imu prima casa 2026, qual è l’ abitazione principale


Esenzione Imu prima casa, vediamo gli opportuni chiarimenti al riguardo. Possedere un solo immobile non porta automaticamente a essere esenti dall’Imu. Si tratta di un paradosso fiscale che ogni anno inganna migliaia di contribuenti convinti che il concetto di «prima casa» assicuri di non dover pagare l’imposta.

La normativa di riferimento, però, non si basa su quanti immobili si possiedono, visto che per azzerare l’imposta è necessario valutare dove è stabilita la residenza e la dimora abituale.

In questa guida esaustiva faremo chiarezza sulla sottile, ma fondamentale, differenza tra abitazione principale e prima casa fornendo anche una panoramica delle sentenze di riferimento sulla doppia esenzione prevista per i coniugi con diversa residenze e i casi particolari per le esenzioni Imu. Il tutto per aiutare a districarsi nella controversa materia prima di passare alla cassa il prossimo 16 giugno.

Esenzione Imu prima casa

L’esenzione Imu non si applica sull’unico immobile posseduto (anche se potrebbe in alcune circostanze), ma sull’abitazione principale. Per avere diritto a non pagare l’Imu si devono soddisfare precise condizioni previste dalla Legge.

Parlare di prima casa o di abitazione principale, infatti, non è la stessa cosa e a livello di Imu. Si tratta di due definizioni distinte che operano in ambiti differenti. In quali casi spetta l’esenzione dal pagamento dell’Imu sulla prima casa? Solo quando questa è adibita ad abitazione principale.

Con l’avvicinarsi della prima scadenza dell’Imu 2026, quella per l’acconto fissata il 16 giugno, vediamo cosa è necessario sapere per capire se si è tenuti a effettuare il pagamento.

In questo articolo andremo a spiegare innanzitutto cosa si intende per abitazione principale, visto che questo concetto è molto importante per comprendere quando l’Imu si paga e quando no.

Esenzione Imu 2026, per quale casa spetta

L’Imu non si paga per l’abitazione principale, a patto che non rientri nelle case definite di lusso sulla base della classificazione catastale.

Per capire chi non paga l’Imu e cosa si intende per prima casa, è necessario partire dalla definizione di abitazione principale in ambito tributario, per poi analizzare le ipotesi di esclusione dall’esenzione. Scendiamo nel dettaglio.

Sul portale del Mef troviamo come definizione:

L’abitazione principale è definita come l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente [art. 1, comma 741, lett. b), primo e secondo periodo, della legge n. 160 del 2019].

L’abitazione principale o assimilata non è assoggettata al pagamento dell’Imu. L’imposta è dovuta solo se l’immobile rientra nelle categorie catastali che lo classificano come di lusso, ovvero

  • A/1 (abitazioni signorili);
  • A/8 (ville);
  • A/9 (castelli, palazzi di pregio artistico e storici).

In tutti gli altri casi l’immobile non è soggetto al pagamento dell’Imu. Le categorie catastali dell’abitazione principale per cui l’Imu non è dovuta sono:

  • A/2 (abitazione civile);
  • A/3 (abitazione economica);
  • A/4 (abitazione popolare);
  • A/5 (abitazione ultra popolare);
  • A/6 (abitazione rurale);
  • A/7 (villini);

La differenza tra abitazione principale e prima casa, in ambito Imu, è fondamentale: il contribuente che possiede una sola casa potrebbe essere chiamato al versamento dell’imposta perché non basta possedere un solo immobile per beneficiare dell’esenzione sulla prima casa. Per capire quando l’Imu si paga sulla prima casa bisogna soffermarsi sul concetto di abitazione principale e sulle differenze che ci sono con il concetto di prima casa.

Abbiamo già visto la definizione di abitazione principale, ma cosa si intende per prima casa?.

Abitazione principale e prima casa, quali differenze?

Molto spesso la prima casa e l’abitazione principale sono confuse e si utilizza l’una o l’altra definizione come se fossero sinonimi. Non è così, perché si tratta di concetti molto differenti.

La prima casa riguarda il primo immobile acquistato destinato ad abitazione. Si tratta della prima abitazione di proprietà di un soggetto e in questo caso sono previsti vantaggi fiscali all’atto di acquisto. Il concetto di prima casa viene utilizzato, però, solo al momento dell’acquisto di un immobile per avere diritto a quelle che sono le agevolazioni prima casa (tasse più basse da versare al momento dell’acquisto).

Per godere delle agevolazioni non serve la residenza nell’immobile, ma soltanto che chi lo acquista abbia residenza nello stesso Comune in cui l’immobile è ubicato (e la residenza può essere trasferita nel Comune in questione entro 18 mesi dalla data di acquisto). Per godere delle agevolazioni è necessario, poi, che il soggetto che acquista non possieda altri immobili sul territorio nazionale (quindi, il concetto si riferisce alla prima casa che si acquista).

L’abitazione principale, invece, rappresenta l’immobile in cui il contribuente e la sua famiglia hanno dimora abituale e stabiliscono la propria residenza. Il concetto ha valore ai fini Imu. Da notare che per essere abitazione principale l’immobile non deve essere per forza di proprietà: l’abitazione principale può essere anche una casa presa in affitto. Per essere considerata abitazione principale, quindi, su una casa bisogna avere diritto reale di abitazione, in essa deve essere trasferita la residenza e deve essere dimora abituale.

Anche se nell’uso comune «esenzione Imu prima casa» sembra un concetto sensato, si tratta di un errore perché l’esenzione Imu è sull’abitazione principale, non sulla prima casa. Chiarito questo concetto, andiamo a vedere in quali casi spetta l’agevolazione fiscale sull’Imu.

Cos’è l’abitazione principale ai fini dell’esenzione Imu?

L’abitazione principale è rappresentata dall’immobile nel quale il possessore ha residenza anagrafica e dimora abituale.

La definizione è contenuta all’articolo 1, comma 741, lettera b) della legge di Bilancio 2020, la n. 160/2019, con la quale è stata istituita la nuova imposta unica sulla casa:

“per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente”

Per beneficiare dell’esenzione Imu per l’abitazione principale è quindi necessario che coesistano le seguenti condizioni:

  • l’immobile deve essere la sede della residenza anagrafica del possessore e del suo nucleo familiare;
  • deve essere la dimora abituale, ossia il luogo in cui il possessore e il suo nucleo familiare vivono per la maggior parte dell’anno.

All’atto pratico, se ad esempio il proprietario di una casa nel Comune di Roma vive in affitto in un’altra città per motivi di lavoro, e ha quindi spostato la residenza e dimora abituale, non avrà diritto all’esenzione Imu sulla prima e unica casa di proprietà (quella a Roma) perché non si configura come abitazione principale (ovvero quella in cui ha residenza e dimora abituale).

Spetta esenzione Imu prima casa sulle pertinenze?

Oltre che per l’abitazione principale, l’esenzione Imu spetta anche per le pertinenze dell’abitazione principale, ovvero quelle classificate nelle categorie catastali

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 Patrizia Del Pidio

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