Il Governo vara il nuovo pacchetto sicurezza. Scattano divieti di aggregazione per i violenti e stop ai risarcimenti per i ladri feriti in casa.
Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo e severo pacchetto di norme sulla sicurezza pubblica. Il Governo dichiara guerra alla criminalità giovanile e interviene a tutela di chi subisce aggressioni nella propria abitazione o nel proprio negozio. Il provvedimento introduce il divieto di aggregazione per i gruppi violenti, estende il fermo preventivo ai minorenni e fissa un principio inedito sul fronte civile: il cittadino condannato per eccesso di legittima difesa non dovrà pagare alcun risarcimento all’autore del furto o della rapina.
Divieto di aggregazione: la stretta sui gruppi
La novità di maggiore impatto sul fronte dell’ordine pubblico riguarda il contrasto al fenomeno delle cosiddette baby gang. Il testo affida al questore un potere inedito e di immediata esecuzione. L’autorità locale ha la facoltà di emettere un avviso orale rafforzato, disciplinato dalle nuove modifiche all’articolo 3 del Codice Antimafia. Questo provvedimento impone il divieto assoluto di aggregazione. La misura colpisce in modo chirurgico i gruppi composti da cinque o più persone sorpresi ad assumere atteggiamenti violenti, di grave molestia o intimidatori all’interno di luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Il questore non applica la misura in via indiscriminata. Il divieto colpisce i soggetti già destinatari di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana o condannati, anche in via non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio nei cinque anni precedenti. A questo si aggiunge un potenziamento del fermo di prevenzione. Le forze dell’ordine, compresi gli agenti della Polizia Locale se impiegati in compiti specifici, hanno il potere di trattenere negli uffici i sospettati, anche minorenni, in possesso di armi o con precedenti per spaccio. La regola vige soprattutto nei luoghi della movida e prima della partenza di cortei o manifestazioni di piazza.
Atti vandalici: pene severe e arresto ritardato
Il nuovo disegno di legge inasprisce in modo drastico le sanzioni contro i vandali. Il legislatore introduce una specifica aggravante all’interno del codice penale per il delitto di danneggiamento. Se l’azione di distruzione, dispersione o deterioramento di beni mobili e immobili coinvolge cinque o più persone, in richiamo all’articolo 112 del codice penale in tema di concorso, le sanzioni lievitano. I responsabili rischiano da un anno e sei mesi fino a cinque anni di reclusione, con multe capaci di toccare quota 15.000 euro.
Per garantire l’efficacia pratica della norma, lo Stato fornisce uno strumento formidabile agli agenti: la flagranza differita. Le forze dell’ordine hanno il potere di procedere all’arresto dei sospettati entro le 24 ore successive alla commissione dei fatti. I poliziotti basano l’identificazione sull’analisi dei filmati di videosorveglianza o sulla raccolta di altri elementi di prova oggettivi.
Legittima difesa: zero soldi ai criminali feriti
Il provvedimento incide in modo profondo anche sul codice civile e sulle regole della responsabilità patrimoniale extracontrattuale. Fino a oggi, una vittima costretta a difendersi con eccessiva foga affrontava un rischio enorme. In caso di condanna per eccesso colposo di legittima difesa, il giudice imponeva spesso al cittadino aggredito l’obbligo di risarcire i danni fisici provocati al criminale. Il Governo cancella in modo radicale questa prospettiva.
Il nuovo impianto normativo esclude in radice il diritto al risarcimento per il malvivente. Questa esclusione scatta in presenza di reati di estremo allarme sociale: violenza sessuale di gruppo o su minorenni, furto in abitazione, furto con strappo, rapina o sequestro di persona a scopo di estorsione.
Immaginiamo un caso pratico per tradurre la novità giuridica in realtà . Un cittadino sorprende due ladri all’interno della propria abitazione. Il padrone di casa reagisce e ferisce uno dei due malviventi in fuga con un oggetto contundente. Il tribunale penale condanna il cittadino per eccesso colposo, per aver superato i rigidi limiti della proporzione tra offesa e difesa. Con le nuove regole del Governo, il ladro ferito non ha più alcun diritto di intentare una causa civile per chiedere i danni biologici o il rimborso delle spese mediche alla sua stessa vittima. L’aggressore iniziale perde ogni tutela economica.
Agenti tutelati e stop alle case occupate
Un capitolo a parte tutela in modo diretto gli operatori in divisa. Il legislatore modifica le regole procedurali per le lesioni personali a danno dei pubblici ufficiali e degli agenti di pubblica sicurezza o polizia giudiziaria impegnati in servizio. In passato, per avviare le indagini su ferite classificate come lievi o lievissime, la legge pretendeva la querela formale da parte dell’agente aggredito. Con la riforma, il procedimento penale diventa procedibile d’ufficio. Lo Stato indaga e procede contro il responsabile in totale autonomia, a prescindere dalla volontà del poliziotto coinvolto.
Il decreto assesta infine un colpo letale al fenomeno delle occupazioni abusive. Le forze di polizia hanno a disposizione una procedura accelerata per sgomberare gli edifici in tempi rapidi e reintegrare i legittimi proprietari nel possesso dei beni. In precedenza, l’intervento rapido per lo sgombero scattava solo e soltanto per le abitazioni principali del denunciante. La nuova direttiva estende l’azione di liberazione immediata a qualsiasi tipologia di immobile occupato con la forza. Da segnalare, a completamento del vertice governativo, anche il via libera del Consiglio dei ministri alla procedura formale per la nomina di Guido Stazi alla presidenza della Consob.
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 Angelo Greco
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