come eliminare l’umidità nel frigorifero — idealista/news


Gocce d’acqua sulle pareti, verdura che si rovina in pochi giorni, un odore di chiuso che non scompare: sono i segnali che qualcosa non funziona nell’equilibrio interno del frigorifero a causa dell’umidità in eccesso. Si tratta di un problema diffuso e spesso trascurato, le cui cause sono da rintracciare in abitudini poco corrette ma anche in piccoli malfunzionamenti tecnici che richiedono un intervento mirato. Capire le cause, adottare le precauzioni giuste e intervenire con i rimedi adeguati sono dunque passaggi essenziali per capire come eliminare l’umidità nel frigorifero.

Perché si formano umidità e condensa nel frigorifero

Condensa e umidità si formano all’interno del frigorifero sempre per lo stesso meccanismo fisico: quando l’aria calda e umida entra in contatto con le superfici fredde dell’apparecchio, il vapore acqueo si raffredda e si deposita sotto forma di gocce d’acqua, chiamate appunto condensa. Il fenomeno è normale in misura ridotta, ma diventa problematico quando si ripete con eccessiva frequenza o quando qualcosa nell’elettrodomestico non funziona correttamente.

Le cause dell’accumulo di condensa nel frigorifero più ricorrenti sono riconducibili a situazioni ben precise, e individuarle è il primo passo per intervenire in modo mirato:

  • aperture frequenti o prolungate dello sportello, che fanno entrare aria calda e umida dall’esterno;
  • alimenti caldi riposti nel frigorifero prima di essersi raffreddati a temperatura ambiente;
  • frutta e verdura conservate senza copertura, che rilasciano vapore acqueo nell’ambiente interno;
  • guarnizioni deteriorate o deformate, che permettono infiltrazioni d’aria dallo sportello;
  • scarico della condensa ostruito da residui alimentari o depositi di calcare;
  • sovraffollamento dei ripiani, che ostacola la corretta circolazione dell’aria interna;
  • frigorifero non in piano, con il risultato che l’acqua non defluisce verso lo scarico.

Come ridurre l’umidità nel cassetto del frigorifero

Il cassetto inferiore del frigorifero è il vano dove l’umidità tende ad accumularsi con maggiore facilità; in effetti è stato progettato per mantenere un microclima più umido rispetto al resto dell’elettrodomestico, con un’umidità relativa ideale compresa tra l’80 e il 90%: una condizione necessaria per la corretta conservazione degli ortaggi. Quando però questa armonia si rompe, l’umidità si trasforma in ristagno, rovinando gli alimenti anziché preservarli.

Per ridurre sensibilmente la quantità di vapore che si forma nel vano inferiore del frigorifero è dunque utile adottare queste abitudini con costanza, soprattutto nei mesi estivi:

  • non lavare frutta e verdura prima di riporle in frigo: l’acqua residua accelera la condensazione. Se si desidera introdurle già pulite, è indispensabile asciugarle accuratamente;
  • non riempire troppo il cassetto: gli alimenti compressi l’uno sull’altro impediscono la circolazione dell’aria e creano zone con umidità irregolare;
  • separare frutta e verdura: molti frutti, come mele, pere e avocado, producono etilene, un gas che accelera il deterioramento degli ortaggi vicini e ne favorisce indirettamente il rilascio di vapore;
  • pulire il cassetto del frigo con regolarità, rimuovendo residui e tracce di liquido prima che si depositino stabilmente sul fondo.

Il metodo della carta assorbente e della spugna nel cassetto del frigo 

Tra i rimedi più accessibili per gestire l’umidità nel cassetto del frigorifero, quello dell’utilizzo della carta assorbente da cucina è uno dei più diffusi e dei più pratici: basta rivestire il fondo del cassetto con uno o due strati di carta da cucina, che ha la funzione di trattenere il vapore in eccesso prima che si trasformi in acqua stagnante; la carta va sostituita ogni 2-3 giorni, o anche prima se risulta visibilmente bagnata.

In alternativa – o in abbinamento – è possibile collocare anche una piccola spugna naturale sul fondo del cassetto del frigo: rispetto alla carta assorbe più liquido ed è riutilizzabile, purché lavata e asciugata accuratamente dopo la rimozione; alcune spugne in commercio sono trattate con agenti antimicrobici, che limitano la proliferazione di muffe e batteri all’interno del vano.

È però importante sapere che né la carta né la spugna dovrebbero coprire i fori di ventilazione sul fondo o sui lati del cassetto: ostruirli peggiorerebbe la circolazione dell’aria e vanificherebbe l’effetto del rimedio stesso.

Soluzioni tecniche per eliminare l’umidità nel frigorifero

Oltre alla gestione quotidiana degli alimenti, esistono operazioni di natura tecnica che agiscono direttamente sulle cause della condensa interna: si tratta principalmente di piccoli interventi alla portata di chiunque ma ogni operazione contribuisce, da sola o combinata con le altre, a ridurre il livello di umidità nel frigo.

Pulire e sbloccare lo scarico della condensa

Sul fondo della parete posteriore di ogni frigorifero tradizionale si trova un piccolo foro: è lo scarico della condensa, ossia il canale che manda l’acqua prodotta durante il ciclo di raffreddamento verso la vaschetta di raccolta nella parte bassa dell’apparecchio, da dove poi evapora grazie al calore del motore. Quando questo foro si intasa, a causa di residui alimentari o depositi di calcare, l’acqua non riesce a defluire e si accumula all’interno del vano, aumentando il livello di umidità.

La soluzione più ovvia e semplice è dunque pulire il foro di scolo del frigo: è sufficiente utilizzare un bastoncino di cotone, uno scovolino sottile oppure una siringa con acqua tiepida per liberare il canale; l’intervento andrebbe ripetuto ogni 2-3 mesi come prassi di manutenzione ordinaria. Nei frigoriferi No Frost questo foro non è presente: la condensa viene gestita da un sistema di ventole interne e convogliata attraverso canaline apposite.

Pulire, controllare e sostituire le guarnizioni della porta del frigo

La guarnizione è il nastro in gomma che si trova lungo il perimetro dello sportello, e garantisce la tenuta ermetica del frigorifero. Con il passare del tempo, a causa dell’usura o di residui alimentari accumulati nei suoi solchi, può però perdere elasticità e non sigillare più con la stessa efficacia: il risultato è un’infiltrazione continua di aria calda dall’esterno, con un aumento progressivo della condensa interna.

Per verificare la tenuta della guarnizione, il metodo più diffuso è il test del foglio di carta: si chiude un foglio nella porta e si tenta di estrarlo, se scivola via senza resistenza la guarnizione non sta sigillando correttamente. Se pulire la guarnizione del frigo non basta, magari perché è visibilmente usurata o crepata, è inevitabile la sostituzione.

Regolare correttamente la temperatura ideale nel frigo

La temperatura è uno dei fattori che incide direttamente sulla formazione di eccessiva umidità nel frigo: se troppo bassa può causare la formazione di ghiaccio sulle pareti, mentre se è troppo elevata favorisce l’accumulo di umidità e compromette la conservazione degli alimenti. La temperatura ottimale per il vano frigorifero è compresa tra i 4°C e i 5°C, mentre per il congelatore il valore di riferimento è -18°C.

Ridurre le aperture dello sportello

La formazione di condensa nel frigo è un fenomeno inevitabile, poiché ogni apertura del frigo vi contribuisce anche in minima parte; è però possibile limitarlo sensibilmente attraverso alcune accortezze pratiche:

  • aprire il frigorifero sapendo già cosa si cerca;
  • evitare di tenerlo aperto durante la preparazione dei pasti;
  • assicurarsi che lo sportello sia chiuso correttamente dopo ogni utilizzo.

Rimedi naturali per assorbire l’umidità nel frigo

Per assorbire l’umidità nel frigo è possibile ricorrere a dei rimedi naturali: si tratta di soluzioni a basso costo, prive di controindicazioni per gli alimenti e compatibili con qualsiasi tipo di apparecchio. L’unico accorgimento necessario è la sostituzione periodica: una volta saturate, queste sostanze perdono progressivamente la propria capacità igroscopica.

  • Bicarbonato di sodio: posizionato in un contenitore aperto sul ripiano centrale, assorbe l’umidità in eccesso e neutralizza gli odori sgradevoli; va sostituito ogni 30 giorni circa.
  • Sale grosso: grazie alle sue proprietà igroscopiche naturali, può essere disposto in una ciotolina aperta all’interno del vano; anche in questo caso è necessaria una sostituzione periodica.
  • Carbone attivo: disponibile in sacchetti o tavolette già pronti all’uso, assorbe umidità e cattivi odori con grande efficacia e ha una durata superiore rispetto al bicarbonato.
  • Fondi di caffè essiccati: una volta ben asciutti, possono essere sistemati in un contenitore aperto; oltre ad assorbire il vapore acqueo, contribuiscono a eliminare gli odori sgradevoli.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Tiziana Morganti

Source link

Di