Trapani e Castelvetrano, inaugurati i nuovi pronto soccorso


Nella giornata di ieri, a Trapani e successivamente a Castelvetrano, sono stati inaugurati nuovi ed accoglienti spazi rispettivamente per il Sant’Antonio Abate e per il Vittorio Emanuele II.
Presenti per l’occasione il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso.
Insieme a loro tutto il mondo politico di centrodestra provinciale. Ad inaugurare gli spazi la commissaria straordinaria dell’ASP 9, Sabrina Pulvirenti, il direttore sanitario aziendale Danilo Greco, il direttore amministrativo Danilo Palazzolo, la prefetta Daniela Lupo e la sindaca di Erice Daniela Toscano.

 

Le parole del presidente Schifani

“Il primo impatto con la sanità pubblica del paziente – ha detto Schifani – è proprio con il pronto soccorso, che deve assicurare l’assistenza medica e strumentale d’emergenza e quella dell’accoglienza, perché chi arriva qui è traumatizzato e deve essere accolto in un ambiente idoneo, proprio come quello che abbiamo inaugurato oggi. Per raggiungere questo obiettivo il governo regionale è particolarmente impegnato sin dal suo insediamento”.

Ha poi aggiunto: “Proseguiamo nel nostro percorso, nella consapevolezza che occorre fare sempre di più, e meglio, per tutelare la salute della cittadinanza, senza mai dimenticare che nel sistema sanitario siciliano ci sono punte di eccellenza, nel pubblico e nel privato: realtà mediche all’altezza della situazione che ci devono stimolare a lavorare per offrire servizi sanitari qualitativamente elevati su tutto il territorio. Su questo non ci fermeremo un secondo per tutta la durata della legislatura”.

 

Caruso: “Dossier importanti per la Sicilia a cui lavoro”

Rassicurazioni arrivano dall’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, sulla cardiochirurgia pediatrica: verranno mantenuti alti standard nei due poli, quello di Taormina e quello di Palermo.
Serrata, invece, la comunicazione con il Ministero della Salute sulla rete ospedaliera: bisognerà limare ancora qualcosa.
La vera scommessa – ha detto Caruso – sono le liste d’attesa. Incontrerà a breve i vari direttori generali delle ASP per fare il punto della situazione.

 

I locali

Nuovi spazi dunque per il pronto soccorso del Sant’Antonio Abate, da ieri aperto al pubblico dopo gli interventi di riqualificazione che hanno interessato l’ampliamento dell’area di emergenza e la rifunzionalizzazione degli spazi dell’ex chiesa dell’ospedale.

I lavori hanno riguardato anche l’adeguamento dei locali ai requisiti minimi strutturali e impiantistici previsti per le strutture sanitarie regionali, rinnovando la camera calda, il triage, gli spazi di attesa per gli utenti, l’area di accoglienza per i pazienti deambulanti e barellati, oltre ai servizi annessi.

Sono stati inoltre adeguati gli impianti elettrici e speciali, di gas medicali e di climatizzazione, e sono state sostituite le finiture. La superficie complessivamente ristrutturata è di circa 265 mq. Il nuovo pronto soccorso dispone di otto posti letto in Osservazione breve intensiva (OBI). L’importo complessivo dei lavori è stato di 925 mila euro, interamente erogati dalla Regione Siciliana all’Asp di Trapani.

 

I numeri di Trapani

Il polo di Trapani è hub di riferimento per la gestione del trauma e delle emergenze tempo-dipendenti.
Nel 2025 gli accessi totali sono stati 36.618, con 985 codici rossi; il pronto soccorso ostetrico ha gestito da solo 4.112 accessi.
I trasferimenti verso l’esterno nel 2025 sono stati 200.

Gli accessi da gennaio ad aprile 2026 sono stati 11.870, con 79 trasferimenti in altre strutture.

 

I numeri di Castelvetrano

Il pronto soccorso del Vittorio Emanuele II ha gestito nel 2025 17.180 accessi, di cui 378 in codice rosso.
Il tasso di ricovero interno si è attestato a 1.264 pazienti, mentre 598 sono stati inviati in altre strutture.

Nel 2026 (gennaio-aprile) gli accessi sono stati 5.382, con 171 trasferimenti in altre strutture.

 

Razza: un filo che lega l’Europa a quanto fatto

L’ex assessore alla Salute Ruggero Razza, da Washington, ha ricordato che è stato il suo assessorato, con l’allora presidente Nello Musumeci, a finanziare i due pronto soccorso inaugurati.

 

Un infermiere: “Usati come comparse” 
Ha scritto una lunga lettera un infermiere di Trapani, così si firma, allegando anche un atto di direttiva interna.
L’infermiere denuncia la “Sanità delle passerelle e dei ricatti”.
Scrive: “​Gentile Redazione, ​affido alla vostra testata questa lettera, firmandomi in forma anonima unicamente per tutelare il mio posto di lavoro dal clima di aperta minaccia e ritorsione che traspare dalle ultime disposizioni dei vertici aziendali. Vi scrivo a nome mio e di tantissimi colleghi che in queste ore stanno provando un profondo senso di vergogna e umiliazione.
​Il motivo dello sdegno è la nota interna (prot. n. 0086264 del 26/05/2026) a firma del Dirigente delle Professioni Infermieristiche, Dott. Benedetto Campo, e del Direttore Sanitario, Dott. Danilo Greco. Un documento che definire offensivo per la dignità del personale sanitario è riduttivo.
​In occasione dell’inaugurazione dei nuovi spazi della MCAU di Trapani e del P.S. di Castelvetrano, la direzione ha ritenuto prioritario emanare un richiamo formale per ordinare a infermieri e OSS di presentarsi con “la divisa pulita”, “il tesserino in vista” e “il rispetto del decoro”. Come se non bastasse, la nota lancia una chiara minaccia: chi non si adeguerà a queste linee guida di facciata subirà ripercussioni sulla valutazione della performance individuale.
​Come professionista che opera quotidianamente in prima linea, trovo tutto questo inaccettabile per tre ragioni che i cittadini e la stampa devono conoscere:
​Trattati come scolaresche indisciplinate: L’igiene delle mani, la cura della persona e il rispetto della divisa fanno parte del DNA professionale di chiunque salvi vite ogni giorno. Ricordarcelo ad hoc, solo perché “interverranno le autorità del cerimoniale”, è un insulto gratuito. Noi siamo professionisti della salute 365 giorni all’anno, non comparse da addobbare per i fotografi o per la sfilata dei politici di turno”.
La lettera continua: “​La sanità della facciata contro la sanità reale: Fa male vedere come la massima dirigenza infermieristica concentri le proprie energie manageriali e il proprio potere ispettivo su elementi puramente estetici. Nei nostri reparti si combatte ogni giorno contro una carenza cronica di organico, turni massacranti, aggressioni e carenze strutturali. Ma per i vertici, evidentemente, il problema principale è come appare la divisa davanti alle telecamere.
​Il ricatto sulla performance: È gravissimo legare la valutazione professionale di un operatore a un dettaglio di foggia della divisa per compiacere il cerimoniale. La performance di un infermiere si misura sui codici rossi gestiti, sulle vite salvate e sull’umanità dimostrata al letto del paziente, non sulla capacità di fare da “cornice perfetta” a un taglio del nastro”.
La richiesta del personale infermieristico: “​Chiediamo alla stampa di accendere i riflettori su questa gestione della sanità pubblica, dove l’immagine conta più della sostanza e dove il personale in prima linea viene minacciato anziché valorizzato. Respingiamo con forza i toni di questa nota: i nastri si tagliano, le passerelle finiscono, ma nei reparti a fare i conti con la realtà restiamo sempre e solo noi”.
 




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