L’ampliamento della Galleria Borghese a Roma. Polemiche sulla nuova ala


La Galleria Borghese di Roma è uno dei più straordinari musei italiani, ma ha significativi problemi di accessibilità che in alcuni casi rappresentano un’autentica ingiustizia specie verso le fasce più fragili di visitatori e di pubblico. In primo luogo il museo per via della sua storica struttura seicentesca risulta di difficile accesso alle persone con disabilità; si tratta inoltre di uno scrigno zeppo di opere d’arte meravigliose compresse in un ambiente molto contenuto e delicatissimo. Questo comporta che molte opere anche di grande livello sono custodite nei depositi mentre l’accesso del pubblico è contingentato: quando scriviamo (il 15 maggio 2026) le prime disponibilità accettabili in termini di slot orari sono a partire dal 20 giugno, oltre un mese. Non è possibile, come avviene per i musei più importanti al mondo, arrivare, pagare un biglietto e visitare l’istituto: bisogna prenotare e le prenotazioni sono complicate, questo innesca odiosi fenomeni tra raccomandazioni e perfino bagarinaggio digitale più o meno legalizzato: chiunque può fare online una ricerca per “biglietto salta fila Galleria Borghese” per trovare ticket in vendita anche a 80 euro a persona. Inutile dire che una situazione di pressione simile penalizza anche le uscite didattiche dei ragazzi e il lavoro degli studiosi.

Galleria Borghese, Roma

Galleria Borghese di Roma. Uno straordinario musei con problemi da affrontare e superare

Insomma parliamo di un museo che ha un’ingente richiesta di accessi da parte del pubblico e una scarsa possibilità di rispondere in maniera serena a questa richiesta oltre che a molti limiti strutturali per essere accogliente ed inclusivo verso disabili, ragazzi, studiosi, turisti non organizzati. È un problema da affrontare e per quanto riguarda la Galleria Borghese l’opportunità per affrontarlo è arrivata nel 2025 da una proposta di sponsorizzazione privata, a costo zero per il museo, proveniente della società Proger che ha offerto al museo lo studio di una fattibilità per la costruzione di un nuovo ampliamento annesso alla Galleria Borghese.

Una nuova ala per risolvere i problemi della Galleria Borghese a Roma. Bella sfida, stucchevoli polemiche
Poesia e pittura nel Seicento. Giovan Battista Marino e la meravigliosa passione. Installation view, Galleria Borghese, Roma

L’idea di un nuovo edificio per ampliamento della Galleria Borghese

Proger ha messo sul piatto quasi 900mila euro per organizzare un concorso internazionale di architettura, per premiare gli studi primi classificati e per redigere poi un progetto di fattibilità tecnico economica. Ovviamente – sebbene molti commentatori facciano finta di non capirlo – al momento non si sta lavorando per costruire una nuova ala della Galleria Borghese, si sta lavorando invece per redigere uno studio che possa indicare l’eventuale fattibilità di questo nuovo manufatto, ovviamente rispettando tutti i vincoli di un’area delicata e iper protetta e tutelata come la Villa Borghese.

Da lì a aprire i cantieri per la costruzione ce ne corre ovviamente, ma il documento che ne scaturirà sarà preziosissimo perché – in caso di volontà politica e in caso di disponibilità di risorse – si potrà un domani procedere ad allargare il museo risolvendo una parte dei problemi che dicevamo sopra grazie a nuovi accessi, nuove aree espositive dove esporre le opere oggi in deposito e nuovi servizi degni di un museo moderno e accogliente.

Giuseppe Penone. Gesti universali, Installation view, Pensieri di foglie 3 parole, Galleria Borghese, Roma ph. S. Pellion © Galleria Borghese
Giuseppe Penone. Gesti universali, Installation view, Pensieri di foglie 3 parole, Galleria Borghese, Roma ph. S. Pellion © Galleria Borghese

Il progetto di sponsorizzazione di Proger per la Galleria Borghese

Ma perché Proger si è offerta di sponsorizzare questo progetto così ambizioso? Perché fare un regalo così ingente alla Galleria Borghese? Essenzialmente per motivi di immagine e di prestigio: si tratta di una società abruzzese di ingegneria che negli ultimi anni sta crescendo molto a livello nazionale e internazionale, che sta vincendo molti appalti pubblici e che già si racconta come la primaria società di ingegneria indipendente italiana. Proger evidentemente è in un momento della sua storia aziendale nel quale comprensibilmente vuole accreditarsi e migliorare il proprio posizionamento e questo si fa – per fortuna – anche con investimenti reputazionali di tipo mecenatistico: non è beneficenza, intendiamoci, è marketing culturale, è sponsorship artistica, si è sempre fatta e ben venga. Non a caso Proger, in cambio dell’investimento, ha chiesto alla Galleria Borghese di realizzare nei suoi spazi una mostra dei progetti che seguiranno al concorso di architettura e di risultare come sponsor dell’evento. Importante notare che dopo aver ricevuto questo ‘regalo’ da parte di Proger, la Galleria Borghese ha pubblicato a norma di legge un avviso pubblico a fine 2025 per accertarsi che sul mercato non ci fossero altre società disposte o interessate alla faccenda competendo con Proger, ma nessuno si è presentato.

Meraviglia senza tempo, installation view Ph. A. Novelli © Galleria Borghese
Meraviglia senza tempo, installation view Ph. A. Novelli © Galleria Borghese

Proger per l’ampliamento della Galleria Borghese. Grandi polemiche per una sponsorizzazione culturale

L’operazione è insomma una normale sponsorship culturale che sostiene finanziariamente il museo per aiutarlo a trovare soluzioni per superare i suoi annosi problemi. Sembrerebbe un qualcosa di virtuoso, di assolutamente in linea con decine di esperienze simili su scala internazionale e oltretutto di meravigliosamente sfidante: realizzare nuove volumetrie a impatto zero ad opera di primari studi di architettura contemporanea muovendosi abilmente all’interno del labirinto di vincoli presenti a Villa Borghese, nella Galleria e nell’area del suo compendio.
Ciononostante appena la cosa è stata resa di dominio pubblico invece di fioccare i ringraziamenti per la Proger, sono divampate le solite bislacche polemiche. Con risvolti politici perfino grotteschi.

Antonio Canova, Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice, Galleria Borghese, Roma © Galleria Borghese, Photo L. Romano
Antonio Canova, Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice, Galleria Borghese, Roma © Galleria Borghese, Photo L. Romano

Nuova ala di Villa Borghese: le polemiche dei comitati e delle associazioni

Italia Nostra Roma ha ovviamente ostentato il suo solito “giù le mani” buono per tutte le stagioni. Carteinregola ha proseguito con quel tocco di inevitabile terrorismo volto a disinformare e a spaventare i cittadini meno accorti: “Vogliono costruire un edificio accanto alla Galleria Borghese“; quando ancora non si sa alcunché di cosa uscirà dal concorso internazionale e comunque il risultato sarà solo un piano di fattibilità. L’Associazione Bianchi Bandinelli ci ricorda – come se ce ne fosse bisogno – che Villa Borghese è “un ecosistema da preservare” (ma davvero!?) mentre gli Amici di Villa Borghese – che non sempre sono così attenti sul degrado che attanaglia l’area verde – hanno tuonato che “Villa Borghese non si tocca”. Vabè. Al consueto verminaio da avanspettacolo delle associazioni e dei comitati romani s’è aggiunto lo specialista Tomaso Montanari che ci ha dottamente spiegato sul Fatto che in quel contesto non va toccato “neppure un granello di ghiaia”.
Insomma un banale studio e un semplice concorso di idee ha fatto emergere anche stavolta il solito pseudo ambientalismo populista e iper conservatore che quasi mai rende un buon servizio al patrimonio che intende tutelare sotto improbabili campane di cristallo.

Una nuova ala per risolvere i problemi della Galleria Borghese a Roma. Bella sfida, stucchevoli polemiche
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 Massimiliano Tonelli

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