Leonardo, Mariani AD e Macrì presidente: Cda 2026-2028


La sequenza va letta in due atti distinti. L’assemblea ha eletto il Consiglio di amministrazione e ha nominato Macrì presidente; il Consiglio appena insediato ha poi attribuito a Mariani le deleghe da amministratore delegato e direttore generale. Separare i due passaggi evita l’errore più frequente: l’assemblea ha creato il perimetro societario, il board ha reso operativa la catena gestionale.

Aggiornato all’8 maggio 2026 alle 20:13. Questa ricostruzione distingue i fatti già deliberati dagli sviluppi che dipendono da prossime riunioni consiliari, eventuali iniziative degli azionisti e pubblicazione del rendiconto sintetico delle votazioni.

La decisione in apertura: chi guida Leonardo da oggi

Il nuovo vertice di Leonardo è pienamente definito sul piano societario. Macrì presiede il Consiglio, Mariani guida la gestione e Gian Piero Cutillo assume il ruolo di condirettore generale nella nuova Direzione Generale posta a diretto riporto dell’amministratore delegato. Il cambio produce un assetto leggibile: presidenza su rappresentanza, relazioni istituzionali e governance; amministratore delegato su gestione della società e del gruppo.

La nomina arriva dopo l’approvazione del bilancio 2025, della relazione sulla remunerazione, dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie per i piani di incentivazione e della distribuzione del dividendo. Il voto concentra in una seduta ordinaria l’intero impianto di remunerazione del capitale, la continuità societaria, il presidio dei controlli e l’avvio del nuovo ciclo industriale.

Il voto che conta: vittoria del MEF e segnale dei fondi

La lista presentata dal Ministero dell’Economia ha ottenuto la maggioranza con il 50,097% del capitale rappresentato in assemblea. La lista presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e altri investitori istituzionali, complessivamente titolari di circa l’1,073% del capitale, ha raccolto il 49,481%. La distanza è pari a circa 0,616 punti percentuali sul capitale rappresentato: abbastanza per assegnare la maggioranza del board, troppo sottile per essere trattata come un consenso indistinto.

La geografia finale del Cda fotografa bene l’equilibrio. Dal perimetro MEF arrivano otto consiglieri, dal perimetro di minoranza quattro. Questo rende il Consiglio formalmente governabile dalla lista vincente e al tempo stesso costringe il nuovo vertice a misurarsi con una componente istituzionale ampia, considerato che gli investitori istituzionali, in larga maggioranza esteri, hanno rappresentato circa il 51,360% del capitale presente in assemblea.

Macrì: presidenza istituzionale, profilo indipendente e presidio dei controlli

Il Consiglio ha attribuito a Francesco Macrì la rappresentanza legale della società e la firma sociale secondo legge e Statuto. Le sue aree di presidio comprendono Sicurezza di Gruppo, affari e relazioni istituzionali nazionali, affari e relazioni internazionali, organi sociali, governance, integrità, anticorruzione, comunicazione istituzionale, fondazioni del gruppo, sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa.

Il dettaglio tecnico più importante riguarda la qualificazione della carica. Il board ha accertato per Macrì la posizione di presidente non esecutivo e amministratore indipendente, tenendo conto delle attribuzioni conferite. Il presidente sovraintende inoltre alle attività della funzione audit, con le prerogative degli altri soggetti del sistema di controllo interno e gestione dei rischi che restano ferme. La scelta costruisce una presidenza ampia nel raccordo istituzionale, senza sovrapporsi alla gestione delegata a Mariani.

Mariani: dalla nomina in Consiglio alle deleghe da amministratore delegato

Lorenzo Mariani è entrato nel Cda tramite la lista MEF e ha ricevuto dal Consiglio la carica di amministratore delegato e direttore generale. Le deleghe riguardano la gestione della società e del gruppo, con esclusione delle materie che il Consiglio mantiene per legge, Statuto o riserva espressa. Qui si colloca il passaggio effettivo da candidatura a governo operativo.

Il profilo di Mariani spiega la natura della scelta. È un manager cresciuto nel perimetro Finmeccanica-Leonardo, con esperienza commerciale internazionale e un passaggio rilevante in MBDA, dove ha presidiato vendite, sviluppo business e la guida italiana della joint venture missilistica europea. La deduzione industriale è lineare: il nuovo amministratore delegato porta al vertice una competenza centrata su programmi complessi, domanda militare europea e relazione con clienti istituzionali.

Cutillo e la nuova Direzione Generale: perché il ruolo pesa

La costituzione della nuova Direzione Generale affidata a Gian Piero Cutillo introduce una seconda leva operativa sotto l’amministratore delegato. Cutillo arriva dalla Divisione Elicotteri, guidata dal 2017, con un percorso precedente nella pianificazione, nel controllo e nella finanza del gruppo. La sua nomina segnala una priorità concreta: trasformare il cambio di vertice in continuità esecutiva sulle linee industriali.

Il condirettore generale diventa il punto di caduta organizzativo tra deleghe del nuovo AD e funzionamento delle divisioni. In una società con elettronica per la difesa, elicotteri, aeronautica, cyber e spazio, questo ruolo può ridurre il rischio di transizione perché porta dentro la nuova governance un presidio manageriale abituato a volumi, marginalità, programmi pluriennali e catene di fornitura internazionali.

Il board a 12 membri: maggioranza, minoranza e indipendenza

Il Consiglio è composto da Francesco Macrì, Lorenzo Mariani, Trifone Altieri, Roberto Diacetti, Enrica Giorgetti, Elena Grifoni, Dominique Levy, Cristina Manara, Francesco Soro, Maurizio Tucci, Elena Vasco e Rosalba Veltri. Dal punto di vista delle liste, Macrì, Mariani, Altieri, Giorgetti, Manara, Soro, Vasco e Veltri provengono dalla lista MEF; Diacetti, Grifoni, Levy e Tucci dalla lista di minoranza.

Il Consiglio ha accertato requisiti di onorabilità, assenza di cause di ineleggibilità o incompatibilità e indipendenza dei consiglieri non esecutivi. Anche la posizione di Francesco Soro è stata valutata in modo specifico per il suo incarico presso il Ministero dell’Economia, con esito favorevole sull’indipendenza. La ricostituzione dei comitati endoconsiliari arriverà in una prossima riunione e sarà il primo test interno della nuova architettura.

Dividendo, azioni proprie e remunerazione: cosa riceve l’azionista

La remunerazione dell’azionista passa da un dividendo 2025 pari a 0,63 euro per azione, al lordo delle ritenute di legge. Il calendario è già fissato: 22 giugno 2026 per lo stacco della cedola numero 16, 23 giugno come record date e 24 giugno come data di pagamento. Il diritto riguarda le azioni ordinarie in circolazione alla data di stacco, escluse le azioni proprie eventualmente in portafoglio.

L’assemblea ha autorizzato acquisto e disposizione di azioni proprie a servizio del Piano…


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 Junior Cristarella

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