8 maggio 2026 – ore 18:00 – Premessa e primo apprezzamento valutativo – Mentre la visita a Roma del capo della diplomazia americana continua, ovviamente, a riempire le pagine di politica estera, sulle crescenti tensioni tra Ucraina e Russia viene lasciato poco spazio, malgrado dal Cremlino siano stati lanciati chiari segnali di massima allerta all’interno dell’intera Federazione, in vista delle celebrazioni del “Giorno della Vittoria” che, come ogni anno, si svolgono il 9 maggio in tutta la Russia e, in particolare, a Mosca. Cercheremo di comprendere le cause di questo ulteriore innalzamento di tensione che, purtroppo, sta seriamente preoccupando tutte le cancellerie occidentali. Merita precisare che i discorsi ufficiali, come ben sappiamo, non sono mai improvvisati, a maggior ragione se devono essere pronunciati da Capi di Stato e/o da Ministri degli Esteri. Vengono sempre preparati da adeguati staff, discussi, corretti molte volte e aggiornati fino all’ultimo istante perché, ovviamente, a determinati livelli internazionali non è concesso “sbagliare” in buona fede. Pertanto, vi invito a leggere con estrema attenzione sia la “disinvoltura” del famoso guitto narcisista di Kiev, perché ogni espressione citata nei tre discorsi è cercata, voluta e ripetuta più volte in pochi giorni, sia la, inevitabilmente dura, direi sferzante, risposta russa, quest’ultima affidata prima al ministro della Difesa e successivamente al ministero degli Esteri di Mosca.
Amaramente devo affermare che ciò che vi propongo oggi è la fotografia di un mondo sempre più sfilacciato, incomprensibile e irriconoscibile, dove anche le elementari regole della diplomazia internazionale vengono impunemente calpestate; speriamo unicamente per colpire l’orgoglio dell’opinione pubblica.
Tra le pieghe delle espressioni che leggerete emerge chiaramente che stiamo trattando un conflitto all’interno dello spazio ex sovietico, una sorta di guerra civile 2.0, in un clima nel quale, secondo numerosi analisti anche americani, la cd disintermediazione appare dominare la scena.
Un giorno, quando questo assurdo massacro finirà, qualcuno ci spiegherà il perché di tutto questo scempio.
Vorremmo sapere chi, ammesso che esista, abbia concorso, ben prima del 2014, all’avvio e alla realizzazione di un progetto tale da stravolgere gli equilibri europei, allo scopo non solo di colpire la Russia usando l’Ucraina, ma anche tutte le economie europee, nessuna esclusa, a partire necessariamente dalla “insubordinata” locomotiva tedesca.
La teoria del caos da applicare ovunque, urla qualcuno; l’attacco sistematico alle fonti energetiche primarie, affermano altri; la necessità di eliminare dalla competizione l’orso russo che stava cercando di riprendersi la scena, dichiarano altri ancora.
E molto, molto di più!
In realtà, al momento guardiamo la guerra come se parlassimo di lontani film, dimenticandoci il rischio globale che comporta e che la distanza tra Trieste e Kiev è inferiore ai duemila chilometri: solo circa due ore di aereo!
4 maggio 2026: Discorso del Presidente dell’Ucraina ai partecipanti alla sessione plenaria inaugurale dell’VIII Vertice della Comunità Politica Europea
Zelensky, invitato a partecipare in Armenia al forum internazionale che ha visto la presenza dei leader europei, oltre a chiedere continuamente nuovi aiuti, ha voluto esprimere alcune valutazioni sulla Russia, ritenute diplomaticamente gravi da parte di Mosca, dichiarando, in un breve discorso, testualmente che:
“Le sfide sono chiare. Assolutamente. Innanzitutto, lo vediamo tutti: la guerra in Iran è ancora irrisolta e potrebbe causare instabilità per lungo tempo. Potrebbe far aumentare il costo della vita in tutti i nostri Paesi quest’anno e portare a importanti cambiamenti politici.
Innanzitutto, la nostra cooperazione in materia di energia e sicurezza deve essere una vera cooperazione. Dobbiamo aiutarci a vicenda a prepararci per l’inverno e ad affrontare le sfide energetiche. Dobbiamo inoltre impegnarci per una soluzione a lungo termine per lo Stretto di Hormuz e per il popolo iraniano.
In secondo luogo, la guerra della Russia contro l’Ucraina e l’Europa continua con la stessa intensità di prima. Quest’estate sarà il momento in cui Putin deciderà cosa fare: estendere la guerra o passare alla diplomazia. E noi dobbiamo spingerlo verso la diplomazia. La Russia ha annunciato una parata a Mosca il 9 maggio senza equipaggiamento militare. Se ciò accadrà, sarà la prima volta in molti, molti anni. Non possono permettersi l’equipaggiamento militare e temono che droni possano sorvolare la Piazza Rossa.
Questo è significativo. Dimostra che ora non sono forti.
Quindi dobbiamo continuare a esercitare pressione su di loro attraverso le sanzioni. E vi ringrazio per il ventesimo pacchetto di sanzioni – ringrazio tutti i leader, l’UE, António, Ursula, grazie mille – e soprattutto per le sanzioni contro il petrolio russo, l’industria militare e le banche russe. Dobbiamo continuare questa pressione. Dobbiamo spingere la Russia verso la diplomazia. Vi prego di opporvi a qualsiasi idea di allentamento delle sanzioni: questo è importante. E ringrazio anche coloro che stanno combattendo contro la flotta petrolifera ombra russa.
Terzo. Finché questa guerra continuerà, il forte sostegno all’Ucraina dovrà proseguire. Ogni pacchetto di aiuti è importante, soprattutto quello per la difesa aerea. Ogni contributo al programma PURL è importante. E abbiamo bisogno di nuovi pacchetti PURL quest’anno, entro maggio. Questo ci aiuta a difenderci dalle minacce balistiche.
Credo che l’Europa debba essere in grado di produrre autonomamente tutto il necessario per difendersi da qualsiasi minaccia, dagli attacchi balistici a tutte le altre armi. Noi offriamo un contributo alla difesa europea con i nostri accordi sui droni. Questi accordi uniscono i Paesi. Abbiamo bisogno di una forte protezione in tutta Europa, dai droni e da tutti i potenziali attacchi in aria, in mare e sulla terraferma. Gli accordi sui droni significano lavoro congiunto, produzione congiunta, protezione condivisa. Andiamo avanti su questa strada.
E un’ultima cosa. Dobbiamo concentrarci su cosa faremo se la Russia non porrà fine a questa guerra. Abbiamo bisogno di una pressione continua e abbiamo bisogno della pace. E naturalmente, cosa fondamentale, dobbiamo trovare un formato diplomatico praticabile. L’Europa deve essere presente a qualsiasi negoziato. Siamo in contatto con gli Stati Uniti e comprendiamo i loro punti di vista e le loro posizioni. Ma sarebbe opportuno sviluppare una voce europea comune per i colloqui con i russi. Grazie”.
6 maggio 2026: Discorso del Presidente Zelensky alla nazione
Nel consueto discorso serale alla nazione, Zelensky afferma, tra molto altro, testualmente che:
“E un ultimo punto, il più importante per oggi. Voglio ringraziare ogni Stato e ogni leader che ha sostenuto l’Ucraina e la nostra proposta – quella che abbiamo presentato alla Russia – per un cessate il fuoco completo. Sulla base degli sviluppi odierni, vediamo che la Russia ha risposto alla nostra proposta di cessate il fuoco solo con nuovi attacchi e nuove offensive. Per tutta la giornata, quasi ogni ora, sono giunte segnalazioni di attacchi da diverse regioni dell’Ucraina: Donetsk, Kharkiv, Dnipro, Sumy, Chernihiv, Zaporizhzhia e Kherson. La Russia non ha interrotto alcuna forma di attività militare. Purtroppo non…
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Stefano Silvio Dragani
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