Gibellina Capitale, dentro il sistema degli incarichi /4


Chiudiamo oggi il nostro viaggio, in quattro puntate, nel sistema degli incarichi dietro i primi mesi di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Tanti fondi pubblici utilizzati in modo veloce, e con procedure senza gara che sono legittime sul piano formale, ma che sollevano più di un dubbio dal punto di vista dell’opportunità.

 

Qui la prima parte, che entra dentro alcuni nodi del sistema alla base degli incarichi.

Qui la seconda parte, che racconta come è stato scelto il direttore artistico. 

Qui la terza parte, con i 220mila euro spesi solo per l’inaugurazione.

 

Adesso, passiamo agli altri incarichi. La macchina organizzativa segue lo stesso schema che abbiamo visto nelle puntate precedenti. 

La segreteria e il supporto operativo al programma vengono affidati per circa 147mila euro a un soggetto esterno, attraverso procedura diretta.

È uno degli snodi più rilevanti: gestione, coordinamento, operatività quotidiana. Anche qui, esternalizzata. 

Secondo gli elementi raccolti, l’associazione coinvolta, Ruber Contemporanea, si definisce “no profit” e risulta senza dipendenti; emergono inoltre collegamenti con iniziative legate allo stesso direttore artistico Cusumano, inclusa la promozione di sue attività. Nel 2023 ha ricevuto circa 19 mila euro dalla Regione Siciliana per la pubblicazione di un libro riconducibile allo stesso Cusumano. 

Approfondiamo un po’ meglio.

 

Ruber Contemporanea, la segreteria organizzativa da 147 mila euro

 

C’è un incarico che racconta bene il cuore operativo di Gibellina 2026: quello affidato all’associazione culturale Ruber Contemporanea.

Il 10 dicembre 2025 il Comune di Gibellina approva la determina per l’affidamento, tramite trattativa diretta  del servizio di segreteria organizzativa e supporto operativo al Programma Attuativo Unico CIAC2026. Il beneficiario è l’associazione culturale Ruber Contemporanea, con sede a Palermo.

L’importo è rilevante: 146.400 euro IVA inclusa. Il quadro economico complessivo arriva a 147.395 euro.

Anche qui il meccanismo è quello ricorrente: importo sotto soglia, affidamento diretto, un solo operatore individuato dopo una ricognizione preliminare di mercato.

L’atto spiega che il servizio serve a fornire “un adeguato supporto alla Direzione Artistica”, cioè alla struttura coordinata da Andrea Cusumano, per assicurare la realizzazione efficiente e ordinata delle iniziative previste dal programma.

 

 

Ruber Contemporanea, Andrea Cusumano e la rete delle consulenze culturali

 

Cusumano e Ruber si conoscono, molto. Tra i documenti che aiutano a ricostruire il sistema di relazioni attorno a CIAC2026 ce n’è  uno particolarmente interessante. Non riguarda direttamente Gibellina 2026, ma aiuta a comprendere meglio il rapporto tra il direttore artistico Andrea Cusumano e l’associazione culturale Ruber Contemporanea.

Nel 2023, infatti, la Regione Siciliana finanzia con 19 mila euro una iniziativa proposta proprio da Ruber Contemporanea dedicata ad Andrea Cusumano.

L’atto è il D.D.G. n. 4421 del Dipartimento regionale dei Beni culturali. La formula è chiara: l’assessorato regionale “apprezza” il progetto denominato “pubblicazione monografica dell’opera immateriale dell’artista siciliano Andrea Cusumano: Drammaturgia dello Spazio – Raumdramaturgie”, presentato dall’associazione palermitana Ruber Contemporanea. Per la realizzazione dell’iniziativa viene destinata la somma di 19 mila euro .

 

È un passaggio importante perché Ruber non compare improvvisamente dentro l’universo CIAC2026.

L’associazione aveva già avuto un ruolo nella valorizzazione professionale e artistica di Andrea Cusumano prima della sua nomina a direttore artistico di Gibellina 2026.

Ed è qui che il quadro si fa interessante.

Perché la stessa Ruber Contemporanea compare poi dentro gli atti di CIAC2026 come destinataria di ulteriori incarichi e servizi. In particolare, l’associazione riceve circa 120 mila euro per attività di segreteria tecnica e supporto organizzativo nell’ambito del programma della Capitale italiana dell’arte contemporanea, come emerge dagli altri atti già pubblicati dal Comune.

Formalmente, non c’è nulla di illegittimo.

Ma emerge una continuità di rapporti culturali e professionali tra Cusumano e Ruber che aiuta a comprendere meglio il contesto nel quale maturano alcuni affidamenti.

Prima il progetto regionale dedicato all’opera di Cusumano.
Poi la nomina di Cusumano a direttore artistico di CIAC2026.
Infine gli incarichi a Ruber dentro il sistema organizzativo della Capitale dell’arte contemporanea.

 

In altre parole, Ruber non è soltanto un soggetto culturale vicino al mondo di Cusumano. È già, almeno dal 2023, un interlocutore riconosciuto e finanziato dalle istituzioni regionali proprio per iniziative costruite attorno al lavoro artistico dello stesso Cusumano.

Dentro CIAC2026 questa rete di relazioni torna dunque centrale.

Ed è questo uno degli elementi che meritano di essere approfonditi: non tanto la legittimità formale degli atti, quanto il modo in cui, dentro il sistema della cultura pubblica siciliana, si consolidano reti ristrette di soggetti che finiscono per ritrovarsi, con ruoli diversi, negli stessi progetti, nelle stesse governance e negli stessi flussi di risorse pubbliche.

 

 

 

Gli interventi artistici completano il quadro.

Circa 120 mila euro vengono destinati alla realizzazione di videoinstallazioni firmate da artisti come Masbedo e Adrian Paci, attraverso affidamento a una società esterna .

Investimenti importanti, mentre una parte della città continua a convivere con spazi poco valorizzati, monumenti non illuminati, un contesto che fatica a sostenere l’ambizione del progetto.

Anche qui, spieghiamo meglio. 

 

I 120 mila euro per le videoinstallazioni di Masbedo e Adrian Paci

 

Nel mosaico degli affidamenti di Gibellina 2026 c’è  il capitolo delle produzioni artistiche.

Il 9 gennaio 2026, pochi giorni prima dell’inaugurazione, il Comune approva la determina per affidare alla società Alciòn Srl, con sede a Milano, il servizio di produzione artistica e tecnica per le videoinstallazioni di Masbedo e Adrian Paci. Anche in questo caso la procedura scelta è la trattativa diretta sul MePA. 

L’importo è di 120 mila euro.  La copertura non arriva dal milione del Ministero, ma dai trasferimenti regionali previsti dalla legge regionale per Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea.

L’atto spiega che il servizio riguarda la produzione artistica, tecnica e logistica delle videoinstallazioni originali dei due artisti, da realizzare all’interno del Teatro Consagra.

 

La società Alciòn viene scelta perché, secondo l’atto, presenta esperienze pregresse considerate pertinenti: produzioni di mostre e videoinstallazioni al Museo del Novecento di Milano, alla Triennale, al Festival di Santarcangelo, a Manifesta Barcellona e a Manifesta Palermo.

 

Il Teatro Consagra diventa spazio espositivo per installazioni di rilievo, mentre il Comune deve indicare percorsi obbligati per la fruibilità degli spazi agibili. La Capitale dell’arte contemporanea investe su produzioni importanti, ma lo fa dentro una città in cui una parte del patrimonio resta ancora fragile, incompiuta, poco accessibile.

Non è una contraddizione giuridica. È una…


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