in migliaia al corteo, ma anche quest’anno proteste e contestazioni 


 Anche il 34esimo anniversario della strage di Capaci, è stato carico di emozione da un lato ma anche di tensioni. A Palermo migliaia di persone hanno preso parte alle iniziative in memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi il 23 maggio 1992 nell’attentato mafioso sull’autostrada A29.

 

Il corteo partito dal Tribunale e arrivato fino all’abitazione del magistrato ha attraversato il centro cittadino tra applausi, striscioni e momenti di raccoglimento. Non sono però mancate, come dicevamo, le contestazioni e le proteste rivolte ai rappresentanti delle istituzioni presenti alle celebrazioni, accompagnate da fischi.

 

 

 Maria Falcone

A intervenire è stata Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione Falcone, che ha invitato tutti ad abbassare i toni: “Nel momento in cui stiamo ricordando Giovanni, Francesca e le vittime della scorta, dobbiamo soltanto piangere e pregare. Non è il momento delle polemiche”, ha dichiarato rispondendo alle contestazioni arrivate durante il corteo. Maria Falcone ha poi ringraziato la città per la partecipazione: “Grazie alla mia città, oggi come 34 anni fa ricordiamo la morte di Giovanni, Francesca e dei ragazzi della scorta e poi di Paolo e dei suoi ragazzi. Oggi ci sono soltanto io perché non voglio nessuno, ma vorrei dire: Giovanni è nostro e guai a chi ce lo tocca”. Un passaggio dedicato anche ai giovani presenti alla commemorazione: “Dietro di me ci sono soltanto i ragazzi che hanno letto i nomi delle vittime. Sono ragazzi che vengono da varie parti d’Italia e sono la dimostrazione che, davanti alle cause importanti, tutti gli italiani devono essere d’accordo”.

 

 

Installazione contro la Colosimo

Nel corso della manifestazione si è registrato anche un momento di protesta nei confronti della presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo. In via Ruggero Settimo, lungo il percorso del corteo organizzato da movimenti e associazioni, un gruppo di giovani manifestanti ha realizzato un’installazione critica nei confronti della parlamentare, accompagnata da scritte e riferimenti polemici legati ad alcune fotografie circolate negli anni scorsi.

Le celebrazioni del 23 maggio si sono concluse con il tradizionale minuto di silenzio alle 17.58, l’ora dell’esplosione che cambiò per sempre la storia d’Italia. Un momento di raccoglimento collettivo che, ancora una volta, ha unito Palermo nel ricordo delle vittime della mafia.

 

Mattarella: “Strage di Capaci ha segnato la storia della Repubblica”

 

“La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani. Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani ‘la Giornata della legalità'”, ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

Premier Meloni

«Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato».

 

Elly Schlein

“Non siamo qui solo a ricordare la strage in cui sono stati uccisi Falcone, Morvillo, Montinaro, Schifani, Dicillo. Ma siamo qui anche e soprattutto ad onorare la loro vita, perché la loro vita ancora oggi è di esempio e deve essere di esempio per tante e per tanti per continuare ogni giorno nell’impegno del contrasto a ogni forma di criminalità organizzata”. Sono le parole della segretaria del Pd Elly Schlein al corteo di Palermo per commemorare la strage di Capaci. “Questo – ha aggiunto – si fa sostenendo il lavoro prezioso delle forze dell’ordine e della magistratura che ogni giorno si battono contro le mafie ma si fa anche con un lavoro culturale, si fa con uno Stato che arriva sempre un centimetro prima delle mafie e non lascia spazio alla ricattabilità, con i servizi sociali, con il contrasto alle povertà, con il supporto concreto agli esercizi commerciali che subiscono minacce dalle mafie”. Schlein ha aggiunto ancora: “Eravamo poco fa a Sferracavallo a incontrare i commercianti che hanno avuto in questi ultimi mesi intimidazioni mafiose inaccettabili davanti a cui la società tutta deve reagire per non lasciarli soli”.

 

 

 Nordio: “L’auto di Falcone presto custodita a Palermo”

“Adesso è custodita al ministero della Giustizia, presto l’auto blindata su cui sono morti Giovanni Falcone e Francesca Morvillo arriverà a Palermo, al Museo del presente voluto dalla Fondazione Falcone”. L’annuncio è del ministro della Giustizia Carlo Nordio. “È un simbolo, una reliquia, è giusto che torni a Palermo”.

 

I giovani aprono il corteo

 “Finché avremo voce. Contro silenzi e depistaggi di Stato”. È questo lo striscione che apre il corteo della società civile per il 34° anniversario della strage di Capaci. La manifestazione è partita dalla piazza antistante il palazzo di giustizia di Palermo per attraversare le vie del centro. Poi l’arrivo davanti all’Albero Falcone, il ficus dinanzi all’abitazione del magistrato in via Notarbartolo diventato il simbolo della lotta contro la mafia. Tra gli organizzatori Agende rosse, Cgil, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, Centro studi Paolo e Rita Borsellino, Our Voice.

 

Messina Denaro, de Lucia: “In tanti hanno protetto la sua latitanza, li prenderemo tutti”

 “Tante persone hanno protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro e tanti sono coloro che continuano a proteggere attualmente i mafiosi. Sono 18 i soggetti individuati, processati e condannati per avere favorito la latitanza del boss di Castelvetrano, diversi stanno scontando una condanna definitiva: la giustizia è stata in questo caso celere, ma non ci fermiamo perché abbiamo il dovere di ricostruire quello che è successo in questi 30 anni e di trovare tutti i responsabili”. Lo ha detto il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, all’evento organizzato dalla Fondazione Falcone per i 34 anni della strage di Capaci.

 

Mimmo Turano

«Conoscenza, memoria e arte sono strumenti fondamentali per educare i giovani alla legalità». Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, intervenendo al Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Palermo durante le commemorazioni della strage di Capaci. Turano ha annunciato la pubblicazione di una circolare destinata alle scuole siciliane, con…


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