Il Montiferru 2026 va letto con una chiave precisa: il premio separa le etichette per struttura produttiva e non per sola provenienza geografica. La categoria diventa il primo filtro tecnico, il territorio entra subito dopo e misura la capacità delle aziende di competere dentro regole sensoriali comparabili.
Nota di lettura: le righe successive ricostruiscono il quadro pubblico dei premi e spiegano perché alcuni piazzamenti pesano più del semplice ordine di podio.
Le graduatorie principali, sezione per sezione
Nel Biologico il primo premio è andato all’Azienda Agricola Caputo Maria, Puglia, con Gran Pregio Bio Coratina. Al secondo posto troviamo l’Azienda Biologica Jumpadu, Sardegna, con Jumpadu Nera di Oliena. Il terzo posto è stato assegnato a Masoni Becciu, Sardegna, con Alphabetum. La lettura tecnica è immediata: una Coratina biologica pugliese apre la sezione e due aziende sarde completano il podio, segnalando una competitività isolana molto più ampia del solo premio territoriale.
Nel Monocultivar ha prevalso l’Azienda Agricola Lamacupa di Arbore Michele, Puglia, con Luma Selezione Coratina. Il secondo premio è stato assegnato a Dedamiani Angelo, Puglia, con Dedolio. Il terzo è andato a SGM Mulas S.A.S. di Mulas Marcello & C., Sardegna, con Cardanera. Qui la categoria premia la riconoscibilità varietale: il valore sta nella coerenza tra cultivar dichiarata e profilo sensoriale effettivamente percepito.
Nella sezione DOP/IGP il primo posto è stato conquistato dall’Azienda Agricola Le Tre Colonne di Salvatore Stallone, Puglia, con DOP Terra di Bari. Il secondo premio è andato a Marsicani Nicolangelo, Campania, con Opera Nostra Olio Campania IGP. Il terzo premio ha riconosciuto la SCA Olivicoltori Valle del Cedrino, Sardegna, con Costa degli Olivi DOP Sardegna. Questa è la sezione dove il disciplinare entra in modo più evidente nel giudizio pubblico: la denominazione protegge il metodo produttivo e rende più leggibile la relazione fra olio e origine.
Nel Pluricultivar il primo premio è andato al Frantoio Croci, Toscana, con Riserva. Il secondo posto ha premiato ancora Marsicani Nicolangelo, Campania, con Alter Ego. Il terzo è stato assegnato all’Azienda Agricola Giacomo Nieddu, Sardegna, con Terracuza Biologico. In questa sezione conta l’equilibrio tra cultivar diverse: la miscela non cancella le identità agronomiche, le mette alla prova nella stabilità del profilo finale.
I premi Frantoiano e il valore della trasformazione
Il premio Frantoiano porta al centro la fase di trasformazione, spesso letta dal pubblico come passaggio tecnico invisibile. Per il Biologico il riconoscimento è andato all’Oleificio F.A.M. sas di Tranfaglia Antonio & C., Campania, con DOP Irpinia Colline dell’Ufita. Per il Monocultivar è stato premiato Frantoio Cutrera srl, Sicilia, con Nocellara. Per DOP/IGP il riconoscimento è stato assegnato a Eredi Giuseppe Fois Soc. Agr., Sardegna, con DOP Sardegna. Per il Pluricultivar il premio è andato a Torretta, Campania, con Dafne Bio.
Questa griglia aggiunge un livello di lettura: il frantoio incide su tempi di molitura, gestione delle temperature, separazione delle partite e pulizia degli impianti. In un concorso oleario la qualità agricola arriva in sala d’assaggio solo se la trasformazione conserva il potenziale del frutto. Il premio Frantoiano serve proprio a isolare quella competenza, assegnandole un nome e una responsabilità riconoscibile.
Menzioni d’onore: il secondo livello della qualitÃ
Le Menzioni d’onore allargano il campo oltre il podio e mostrano dove il concorso ha trovato profili meritevoli. Nel quadro figurano Frantoio Galantino srl, Puglia, con Gran Cru Coratina; Azienda Agricola Santa Suia di Giorgio Sequi, Sardegna, con Santa Suia Semidana; Antonello Fois, Sardegna, con BIO DOP Sardegna; Eredi Giuseppe Fois Soc. Agr., Sardegna, con Il Bosana; Masoni Becciu, Sardegna, con Cuncordu; Marsicani Nicolangelo, Campania, con Viride Coratina Bio; Impresa Agricola Dr. Franco Ledda, Sardegna, con S’Ard Monocultivar; Azienda Agricola Santa Suia di Giorgio Sequi, Sardegna, con Santa Suia Bosana; Azienda Agrobiologica Brozzu Giuseppe, Sardegna, con Meliddu Semidana; Torretta, Campania, con Teti.
La stessa fascia comprende Azienda Agricola Caputo Maria, Puglia, con Gran Pregio Bio Cuvee; SSA Tenute Cheri Vilia Medicu, Sardegna, con Tenute Cheri Vilia Medicu; Oleificio Casale sas di Ingianni A., Puglia, con Le Selezioni Coratina; Frantoio Romano S.r.l., Campania, con Racioppella N.03; Azienda Agricola De Carlo sas, Puglia, con Tenuta Arcamone; Agricola Ciciddo, Basilicata, con Tarantina, Forse; Torretta, Campania, con Diesis Irpinia Colline Salernitane; Azienda Agricola Le Tre Colonne di Salvatore Stallone, Puglia, con Olio del Nonno Salvatore; Azienda Agricola Donato Conserva, Puglia, con Mimì Premium Coratina; Masoni Becciu, Sardegna, con Ispiritu Sardu.
Chiudono il gruppo Buraschi SCA, Toscana, con IGP Toscano Montepulciano Corinna; Frantoio Romano S.r.l., Campania, con Ortice Bio; Frantoio Cutrera srl, Sicilia, con Primo DOP; Olivina di Stefania Tangianu, Sardegna, con Olivina; Tanca Barbarossa Società Agricola Semplice, Sardegna, con Tanca Barbarossa Monocultivar Semidana. Il dato forte è la densità sarda: molte aziende locali compaiono in fasce che misurano continuità , non solo picchi isolati.
Gran Menzioni: profondità del campione nazionale
Le Gran Menzioni completano la fotografia della 32ª edizione. Il riconoscimento è stato assegnato ad Azienda Agricola Caputo Maria, Puglia, con Gran Pregio Bio Peranzana; Antico Frantoio s.a.s. di Murgia Antonella & C., Sicilia, con Oliovivo, Gran Selezione; Eredi Giuseppe Fois Soc. Agr., Sardegna, con Riserva DOP Sardegna; Frantoio Croci, Toscana, con Prima Oliva; Frantoio Romano S.r.l., Campania, con Ortice Riserva; Fattoria Altomena, Toscana, con Legno d’Olivo; Impresa Agricola Dr. Franco Ledda, Sardegna, con S’Ard Pluricultivar; Frantoio Pasquini Attilio snc di Pasquini, Toscana, con IGP Toscano Colline di Firenze; Azienda Agrobiologica Brozzu Giuseppe, Sardegna, con Meliddu Bosana; Fattoria Altomena, Toscana, con Tradizionale.
Nel medesimo perimetro rientrano Oleificio Paolo Demuru, Sardegna, con Scerì; Pizzolorusso Emanuele, Puglia, con Anica Giara; Buraschi SCA, Toscana, con Vegano; Frantoio Romano S.r.l., Campania, con Ortice N.01; Samucheddu di Andrea Scalas, Sardegna, con Olio Extravergine di Oliva; Oleificio Sociale di Seneghe, Sardegna, con Senolio; Fratelli Carbone srl, Basilicata, con Equilibrato; Fratelli Carbone srl, Basilicata, con Delicato Biologico; Clevideg SRL, Puglia, con De Grandi; Chieddà , Sardegna, con Ottidoro BIO DOP Sardegna. La Gran Menzione funziona come indicatore di profondità : fa emergere etichette che possono non occupare il podio principale e che restano comunque dentro un livello alto di lettura tecnica.
La geografia del risultato: il peso reale delle regioni
La Puglia ha raccolto tre primi premi nelle sezioni principali, con Caputo Maria, Lamacupa e Le Tre Colonne. La Toscana ha firmato il vertice del Pluricultivar con…
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 Junior Cristarella
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