Da Francesco De Carlo a Ivan Zazzaroni: ecco una selezione delle novità in libreria, tra romanzi, saggi, libri d’inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall’AdnKronos.
E’ in libreria con Rizzoli ‘I malviventi’, il romanzo d’esordio del pioniere della stand-up comedy Francesco De Carlo. Vito è cresciuto a colpi di bullismo in un quartiere difficile di Roma. Goffo, buono, teneramente disfunzionale, è deriso da tutti e da tutti dimenticato. La sua è un’esistenza silenziosa, finché a quarant’anni, dopo un’operazione alle cornee, si toglie gli occhiali e tutto prende una luce diversa.
Conosce Carolina, figlia squilibrata del proprietario della banca dove lavora, e se ne innamora. Viene travolto da una passione folle e improbabile, ma anche da compagnie pericolose e dall’ostilità della famiglia benestante della ragazza. In una spirale di violenze, complotti, regolamenti di conti e omicidi più o meno accidentali, Vito si ritrova a maneggiare pistole, nascondere cadaveri e scoprire verità più grandi di lui. E quando tutto sembra perduto, alla fine di una trama in bilico continuo tra comicità e tragedia, dimostrerà di essere molto più lucido e pericoloso di quanto chiunque avesse mai sospettato. Perché anche lo scemo del quartiere per sopravvivere deve farsi furbo.
‘Per vincere domani’ di Ivan Zazzaroni
Uscirà il 2 giugno con Mondadori nella collana Strade Blu ‘Per vincere domani’ di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport. Il 31 marzo 2026, per la terza volta consecutiva, l’Italia non si è qualificata ai Mondiali. Dare la colpa a un rigore fallito o a un capriccio della sorte è un errore, perché la Nazionale non è il problema ma il sintomo, il punto d’arrivo di una filiera che ha deciso di curare le foglie anziché le radici.
Ivan Zazzaroni attraversa le macerie di questo fallimento con un’analisi schietta e necessaria, denunciando come il calcio – storicamente strumento di mobilità sociale del Paese – si sia trasformato in un servizio a pagamento che seleziona per censo e non per merito. “Giocano solo i ricchi”scrive, e non è una provocazione, ma la constatazione di un paradosso: in un sistema che ha triplicato i dirigenti e dimezzato i talenti, l’accesso al campo è filtrato da barriere economiche insormontabili. Dalle scuole calcio ridotte a franchising alle quote annuali che pesano sui bilanci familiari come affitti, il pallone ha smesso di rotolare negli oratori e nelle periferie per chiudersi in recinti d’élite, dove i bambini diventano clienti e il talento un fattore secondario.
Attraverso un serrato confronto con i modelli europei – dalla coerenza tecnica della cantera spagnola alla programmazione metodica della Germania – l’autore mette a nudo un sistema che brucia le tappe e usa i giovani come pedine di bilancio, dimenticando che il talento ha bisogno di tempo, protezione e, soprattutto, di quella ‘fame’ che si coltiva solo nello spazio libero del gioco. Questo libro non è solo un atto d’accusa contro l’avidità e l’indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Bisogna ripartire dalla base, abbattendo le barriere che tengono fuori troppi ragazzi e restituendo ai bambini il diritto all’errore e al divertimento: sono questi i passaggi fondamentali da fare oggi, per vincere domani.
‘Con parole semplici’, di Richard Ford
‘Con parole semplici’, il libro di Richard Ford che arriverà sugli scaffali con Feltrinelli il 26 maggio, è molto più di un saggio: è una storia di vita, di scrittura, di amore per le parole. Attraverso ricordi, letture e incontri, Richard Ford ci racconta come si è avvicinato alla letteratura, i testi e i pensieri che l’hanno ispirato, a partire dal suo esordio, ‘A Piece of My Heart’, fino a ‘Sportswriter’, in cui compare Frank Bascombe, protagonista dei cinque libri che, come è stato scritto, “hanno cambiato la letteratura americana”.
Da una giovanile diffidenza verso la politica intesa come schieramento manicheo, Ford giunge a riconoscere che ogni narrazione, anche la più privata, possiede inevitabilmente una dimensione politica, perché esamina il rapporto conflittuale tra individuo e comunità. In un viaggio illuminante attraverso alcuni episodi della sua vita e i primi passi come romanziere, Ford ci conduce dal Mississippi segregazionista e ipocrita, il luogo in cui è nato ma da cui ha voluto staccarsi, al Messico, all’America rurale del Wyoming e al New Jersey. Un percorso che è al tempo stesso esistenziale e letterario perché ricostruisce il legame tra vita personale e narrativa, indagando le modalità di espressione, le molte sfumature che si nascondono nelle singole parole, le “briciole sparse lungo il sentiero tracciato dagli scritti precedenti” e i “dati grezzi” immagazzinati come patrimonio da utilizzare nei suoi lavori futuri. Con ironia e leggerezza, Ford ci racconta il senso di essere uno scrittore e ciò che il romanzo può e deve continuare a essere oggi: una forma di verità, di esplorazione del vivere, in cui il personale e il politico si intrecciano indissolubilmente. “Ciò che qui ho esposto dei miei smarrimenti e ripensamenti iniziali – racconta lo scrittore – probabilmente ha prodotto romanzi e racconti un po’ diversi da quelli che avrei comunque scritto. Ma che la politica – il carattere e il comportamento della polis nel suo tendere al bene – si rispecchi nelle dinamiche della nostra vita privata e che le opere di narrativa siano in grado di ritrarre alla perfezione questa dualità sono sempre state idee ai margini delle mie riflessioni.”
Richard Ford, nato nel 1944 a Jackson (Mississippi), è considerato uno dei più grandi scrittori americani contemporanei. Con ‘Il giorno dell’Indipendenza’ (1995; Feltrinelli, 1996) ha vinto i due premi più prestigiosi d’America, il Pen/Faulkner Award for Fiction e il Pulitzer Prize. Feltrinelli ha pubblicato anche: ‘Rock Springs’ (1989), ‘Incendi’ (1991), ‘Sportswriter’ (1992), ‘Il donnaiolo’ (1993), ‘Donne e uomini’ (2001), ‘Infiniti peccati’ (2002), ‘Lo stato delle cose’ (2008), ‘Canada’ (2013, Prix Femina), ‘Tutto potrebbe andare molto peggio’ (2015, finalista al Pulitzer), ‘Tra loro’ (2017), ‘Scusate il disturbo’ (2021), ‘Per sempre’ (2024) e il saggio ‘Con parole semplici’ (2026). Nel 2016 gli è stato conferito il Premio Princesa de Asturias de las Letras.
‘Se vogliamo provare ancora a salvare la Terra’, di Yourcenar
Il 30 settembre 1987, due mesi e mezzo prima di morire, Marguerite Yourcenar pronuncia la conferenza ‘Si nous voulons encore essayer de sauver la Terre’. Ora le parole dell’autrice del celebre romanzo ‘Memorie di Adriano’ arrivano con Einaudi nel saggio ‘Se vogliamo provare ancora a salvare la Terra’. È il suo testamento spirituale: un appello a proteggere la natura e le specie minacciate, una scossa alle coscienze davanti al pericolo “della distruzione della Terra, da noi sfruttata e inquinata”, un invito ad agire da “consumatori ponderati e non [da] predatori sconsiderati”.
Alla radice, la consapevolezza che la Terra appartiene non solo agli umani, ma a ogni creatura vivente. Questo libro offre anche un testo di Yourcenar del 1981, Chi sa se il soffio vitale delle bestie scenda in basso, verso terra?, una mirabile riflessione sugli “animali sacrificati all’appetito…
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