Il presidio scatta: Querqui chiede fatti. FdI, l’Ospedale di Comunità è già deciso

Il presidio è scattato. Il sindaco Andrea Querqui ha aperto i lavori davanti alla Casa della Salute di Ceccano con il tono di chi non ha intenzione di trattare fino a quando non arriverà una carta ufficiale dalla Regione Lazio. Al suo fianco i sindaci di Giuliano di Roma Adriano Lampazzi e di Villa Santo Stefano Paolo Petrilli: un fronte intercomunale che allarga la geografia della protesta oltre i confini di Ceccano.

Non promesse generiche, ha detto Querqui. Fatti. «Non chiediamo cose astratte, chiediamo fatti»: i tre sindaci chiedono la risposta all’unica cosa che secondo loro la Regione ha offerto finora, cioè rassicurazioni verbali senza delibera. in cui si dice che a Ceccano ci sarà una nuova struttura sanitaria per i cittadini.

Le assenze che Querqui nomina

Il sindaco ha scelto di nominare chi non c’era. Il consigliere regionale Daniele Maura di Fratelli d’Italia: «Dov’è oggi, dopo aver raccolto oltre 1.500 voti qui? Perché non è a difendere i cittadini che lo hanno sostenuto?». Maura è impegnato nel tour della provincia di Frosinone che oggi porta il governatore Francesco Rocca ad inaugurare il nuovo Ospedale di Comunità ad Alatri la Casa di Comunità – Ospedale di Comunità di Pontecorvo. Manda a dire che a Ceccano non ci mette piede «Perché il sindaco dice un sacco di fesserie mentre la Regione risponde con strutture concrete come quelle che vengono inaugurate oggi. Anche Ceccano avrà la sua ed il sindaco lo sa».

Sotto il gazebo nel quale ha fissato il suo presidio permanete, Querqui cita tra gli assenti anche il deputato ed ex vicesindaco di Ceccano Massimo Ruspandini. Assente dalla politica cittadina per scelta: per non interferire, non sovrapporsi, non voler bloccare la crescita di una nuova classe dirigente, ipse dixit. E poi l’assenza politica più rilevante, a giudizio del sindaco: il presidente Francesco Rocca, cittadino onorario di Ceccano, titolare della delega alla Sanità nel Lazio, «inauguratore di strutture ad Alatri e Pontecorvo mentre Ceccano aspetta».

Andrea Querqui ed Alessia Savo

«Non ho ricevuto nemmeno una telefonata per dirmi: “Aspetta sindaco, vediamo come risolvere questa situazione”», ha detto Querqui. È una frase che nel linguaggio della politica locale significa che il canale istituzionale è interrotto, non solo rallentato. Sul rapporto con Alessia Savo, presidente della Commissione Sanità regionale, il sindaco ha distinto con precisione: «Voglio chiarire che non è che non mi fidi delle parole di Savo. Il problema è che i cittadini non si fidano più della politica. Se la politica vuole fare qualcosa, la può fare. Questa riconversione si può fare e noi stiamo aspettando quella delibera». Per Querqui la Casa della Salute deve diventare Casa della Comunità: una delibera regionale lo deve sancire. Quella delibera non è ancora arrivata.

L’appello a Rocca ceccanese

Il sindaco Andrea Querqui cin i sindaci di Giuliano di Roma Adriano Lampazzi e di Villa Santo Stefano Paolo Petrilli

Querqui ha rivolto un appello diretto al governatore, facendo leva sul legame personale e istituzionale: «Rocca ha origini ceccanesi, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Ceccano e ha anche la delega alla Sanità. Proprio per questo ci chiediamo perché non intervenga per risolvere il problema». Ha poi escluso, almeno a parole, la lettura politica pura: «Non penso che questa sia una punizione perché la nostra amministrazione ha un colore politico diverso da quello della Regione. Con la salute dei cittadini non si gioca. Mi auguro non sia così».

Chiusura con la memoria del voto: una specie di Padre Cristoforo nel Capitolo VI de I Promessi Sposi quando pronunciò il celebre “Verrà un giorno…“. Querqui avverte centrosinistra e (soprattutto) centrodestra: i cittadini ricorderanno, al momento delle urne, chi ha difeso il presidio e chi è rimasto in silenzio.

La risposta di Liburdi: «È già tutto deciso»

Sul fronte opposto, il coordinatore di FdI a Ceccano Rino Liburdi smonta la protesta con una tesi precisa: il presidio è inutile perché l’esito è già scritto. «Oggi andrà in scena una delle più grandi prese in giro della storia ai cittadini di Ceccano», esordisce.

Il futuro Ospedale di Comunità di Ceccano

La sua ricostruzione: nel 2022 (con la Regione governata dal centrosinistra) fu deciso di spostare il Presidio Ambulatoriale di Territorio e la Casa della Salute ad Amaseno. Querqui era candidato alle regionali con il centrosinistra, con lo stesso Alessio D’Amato che da assessore alla Sanità aveva firmato quelle scelte. La Giunta Rocca ha corretto quei tagli. E l’Ospedale di Comunità a Ceccano è già stato deciso: «I posti letto pronti. Deve essere intonacata e pitturata la facciata, è vero, fa schifo. Ma anche quello è un lavoro già programmato».

Quindi, conclude Liburdi: «Quando tra qualche settimana aprirà l’Ospedale di Comunità non sarà perché il sindaco ha fatto il presidio. È già tutto deciso e programmato».

Il resto dell’intervento di Liburdi abbandona la Sanità per attaccare l’amministrazione su altri fronti: conflitti di interesse, milioni di finanziamenti restituiti per incapacità, ambiente trascurato. «Il presidio è un’arma di distrazione di massa».

Il retroscena: FdI si ricompatta

C’è una mappa politica che emerge dai movimenti delle ultime settimane. Il quadro interno a FdI a Ceccano si sta ridefinendo lungo due assi distinti ma complementari.

Giancarlo Righini

Il coordinatore cittadino Rino Liburdi e la sua area hanno riallacciato i rapporti con l’ex vicesindaca Federica Aceto, figura che era già tornata in campo nelle settimane precedenti proprio sulla vicenda sanitaria. È una relazione politica diretta: sulla sanità le strategie vengono concordate insieme. Entrambi fanno riferimento al capodelegazione FdI in Consiglio Regionale Giancarlo Righini.

L’altro asse è quello che raccoglie Aceto e Savoni nell’orbita di Alessia Savo, presidente della Commissione Sanità regionale: la stessa Savo che Querqui ha distinto dalla politica regionale più ostile, riconoscendole una credibilità personale che non trasferisce all’istituzione.

L’onorevole Masssimo Ruspandini resta concentrato sullo scenario nazionale, senza interferire nelle dinamiche locali, affiancato politicamente da Ginevra Bianchini. L’ex candidato sindaco Ugo di Pofi e la sua area convergono su Righini insieme a Liburdi ed all’ex assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco.

Il quadro che emerge è quello di un centrodestra ceccanese che — mentre il presidio è aperto — si sta organizzando per gestire il momento in cui la delibera arriverà e il caso si chiuderà. Con Liburdi e Aceto pronti a rivendicare il merito di una soluzione che, nella loro lettura, era già stata decisa dalla Giunta Rocca prima ancora che Querqui si mettesse in strada. Dando però un volto ed una sostanza visibile al malcontento dei cittadini.


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