10 maggio 2026 – ore 10:00 – Si avvicina la fatidica “notte prima degli esami”, e con essa la fine di un percorso scolastico scelto ormai cinque anni fa. Eccolo che torna, il dubbio amletico, la domanda che ultimamente sembra ripetersi in ogni conversazione: “cosa farai dopo?”. C’è chi ha già le idee chiare, chi è indeciso tra diverse opzioni, chi invece si sta ancora guardando attorno in cerca della strada giusta da intraprendere. Chissà, magari qualcuno sta già valutando l’idea di iscriversi all’Università degli Studi di Trieste. Per capire meglio come orientarsi tra facoltà, servizi, vita universitaria e opportunità offerte dall’ateneo, ecco 10 cose che bisogna assolutamente sapere prima di scegliere UniTS, raccolte grazie al prezioso contributo di Morgan Baliviera, presidente del Consiglio degli studenti dell’università.
1. GODERSI L’ESPERIENZA SENZA SOTTOVALUTARE LO STUDIO
Il primo consiglio per chi sta pensando di scegliere Trieste come città universitaria è di viverla pienamente, “godersela, in senso buono, ma senza prendere sottogamba lo studio richiesto dalle varie facoltà”. UniTS offre infatti una formazione di alto livello, riconosciuta sia dai percorsi degli studenti che si laureano nell’ateneo sia dai dati sull’occupazione, che confermano come i laureati dell’Università di Trieste siano molto ricercati. La vita universitaria, quindi, va vissuta anche nella sua dimensione sociale e personale, ma sempre tenendo presente che le diverse facoltà “richiedono comunque un certo impegno”. Non per niente l’ateneo ha ricevuto il riconoscimento della fascia A, la più alta attribuita dall’ANVUR.
2. TRA CAMPUS CENTRALE E SEDI DISTACCATE: COME ORIENTARSI A UNITS
L’organizzazione delle sedi dell’Università di Trieste è complessivamente funzionale e, per molti aspetti, abbastanza semplice da comprendere anche per una matricola al primo giorno di lezioni. UniTS non è infatti un ateneo con “dipartimenti molto decentrati. La grande maggioranza dei corsi e delle facoltà si trova nella sede centrale” spiega Baliviera. Questo rende più immediato orientarsi, soprattutto nei primi mesi, quando ambientarsi tra lezioni, aule, biblioteche e servizi può rappresentare una sfida non indifferente per chi arriva da fuori.
La situazione cambia leggermente per alcune sedi e dipartimenti specifici: chi frequenta il DiSU (Dipartimento di Studi Umanistici), ad esempio, si trova in una zona diversa rispetto al campus centrale, ovvero sulle Rive. Spostarsi da un corso all’altro tra le varie sedi – Campo Marzio, Lazzaretto e Monfort – può risultare disorientante nel primo periodo: inoltre, gli studenti del DiSU potrebbero incontrare qualche difficoltà pratica in più, dato che alcuni servizi come stampe, fotocopie o spazi per mangiare non sono disponibili o efficienti come nella sede centrale. Uno dei problemi principali resta proprio “l’assenza di una mensa specifica per il DISU”, nonostante ARDiS stia lavorando per ampliare le convenzioni con diversi locali, per non lasciare indietro le sedi più periferiche come quella di Campo Marzio. “Inoltre”, aggiunge Baliviera, “quest’anno chiuderà temporaneamente la mensa della sede centrale, che verrà sostituita da una tensostruttura. In ogni caso, ARDiS e la Regione hanno garantito più volte che il numero di pasti erogati agli studenti resterà invariato”.
Un discorso a parte riguarda le sedi distaccate, come Gorizia, dove si trova la facoltà di Scienze Diplomatiche. Essendo una realtà diversa da quella del campus triestino, presenta inevitabilmente alcune particolarità, ma negli anni UniTS ha cercato di garantire anche agli studenti di Gorizia i servizi necessari, attraverso l’impegno della componente studentesca e la collaborazione con istituzioni e amministrazioni locali. Nel complesso, dunque, l’ateneo può essere considerato abbastanza “matricola friendly”, soprattutto nella sede centrale di Trieste, dove si concentra la maggior parte delle attività e dei servizi.
3. DALLA MENSA ALL’AFFITTO: COME RISPARMIARE CON ARDiS
ARDiS è l’Agenzia regionale per il diritto allo studio, una realtà su cui ogni matricola dovrebbe poter contare sin dall’inizio: spesso, però, chi entra per la prima volta nel mondo universitario non sa bene che cosa sia, quali opportunità metta a disposizione e quanto possa incidere concretamente sui costi della vita universitaria. Attraverso il portale ARDiS, facilmente reperibile online, gli studenti possono caricare il proprio ISEE e richiedere diverse agevolazioni in base alla propria fascia economica. “Si possono richiedere diversi benefici, come un posto nelle case dello studente. Se non si riesce ad avere un alloggio perché le richieste sono moltissime e i posti limitati, si può comunque usufruire del contributo regionale per l’affitto destinato agli idonei non beneficiari. Ci sono poi le agevolazioni per la mensa” continua il presidente del Consiglio degli studenti. “Sempre in base all’ISEE, si può ottenere una tariffa ridotta per i pasti nelle mense e nei locali convenzionati. Esistono diverse fasce e la tariffa più bassa è attorno ai 2,50€ per un pasto completo”.
Alle agevolazioni ARDiS si aggiunge anche un elemento rilevante legato direttamente all’Università di Trieste: sotto i 30mila euro di ISEE, UniTS di fatto non prevede tasse universitarie. È una misura importante, non scontata rispetto ad altri atenei italiani, e rappresenta un sostegno concreto per molte famiglie. Per questo “sarebbe importante spiegare meglio agli studenti cosa sia ARDiS” prima del loro ingresso all’università, illustrando “quali servizi offre, quali agevolazioni esistono per i trasporti, gli alloggi, e quali riduzioni sono disponibili”. Conoscere queste possibilità in anticipo può cambiare in modo significativo l’esperienza universitaria e alleggerire il peso economico per chi sceglie di studiare a Trieste.
4. TROVARE CASA A TRIESTE: LA SFIDA DEI FUORI SEDE
Trovare casa resta una delle principali difficoltà per chi decide di studiare a Trieste, soprattutto se arriva da fuori sede. Oltre alle possibilità offerte da ARDiS, come le case dello studente e i contributi per l’affitto, molte alternative passano ancora attraverso canali informali. “Esistono diversi gruppi gestiti autonomamente dagli studenti, su Telegram o WhatsApp, dove ci si aiuta a trovare stanze o appartamenti quando si libera qualche posto”.
“Quello degli affitti a Trieste è sicuramente un problema molto sentito. È una città che ha tanti studenti in rapporto alla popolazione: parliamo di circa 17mila studenti universitari su poco più di 200 mila abitanti” spiega Baliviera. Questo incide inevitabilmente sulla disponibilità di alloggi e sui prezzi, ma anche sulla qualità delle soluzioni proposte agli studenti, che non sempre sono adeguate. Pur non raggiungendo i livelli di città universitarie come Bologna o Padova, dove i costi sono spesso ancora più alti, anche Trieste negli ultimi anni è diventata più cara e trovare una stanza a un prezzo accessibile può non essere semplice.
Da questo punto di vista, l’università può intervenire solo fino a un certo punto, perché il problema abitativo riguarda anche il Comune e le istituzioni locali: servirebbe aumentare il numero di stanze e alloggi disponibili, possibilmente a condizioni più sostenibili per gli studenti. Per una matricola, quindi, oltre a…
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Benedetta Marchetti
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