6 maggio 2026 – ore 14:00 – Premessa – Mentre la crisi iraniana continua a riempire le pagine di politica estera, sul tragico conflitto in Ucraina sembra sia calato un velo: poche notizie, scarsi commenti ed anche il guitto di Kiev non sembra più manifestare la consueta arroganza, limitandosi a brevi apparizioni, condite dalla solita abile retorica da attore consumato. La realtà, invece, è diversa: sul fronte i russi avanzano, seppur lentamente, e sembrano aver quasi completato gli asseriti obiettivi della tanto decantata “operazione militare speciale”. “Cessate il fuoco!”, si urla, ma i bombardamenti e gli attentati continuano! Una generazione di giovani ucraini e russi è già morta. Guardiamo in faccia l’orrenda realtà, e Bruxelles tace, autoescludendosi dal tavolo delle negoziazioni di una guerra nel cuore della nostra Europa.
La maggioranza della popolazione europea chiede la pace, vuole una pace possibile, vuole rivedere la luce.
Amo ricordare sempre un’espressione di un saggio e anziano professore che, molti anni orsono, cercava di insegnarci le tecniche di comunicazione e l’essenza di un analista. Egli affermava, parlando di conflitti: “Ricordatevi sempre che molto spesso non esistono i buoni e i cattivi, ma unicamente orde di lupi famelici, con diverse capacità militari, di intelligence ed economiche e dissimile supporto mediatico”!
In tale contesto, come possiamo leggere nelle cronache quotidiane dei media, nell’intera Europa dell’Est le popolazioni appaiono stremate, i governi vacillano e Bruxelles, per ora, osserva!
Bojan Pancevski e il libro esplosivo sul sabotaggio del Nord Stream – reazioni da Mosca
Malgrado in Italia la vicenda sia passata sostanzialmente sotto traccia, in Germania e in Russia sta suscitando grande scalpore l’ultimo libro di Bojan Pancevsky dedicato al sabotaggio dei gasdotti del Nord Stream, che collegavano Russia e Germania attraverso il Mar Baltico, esplosi, come molti ricordano, nella notte del 26 settembre 2022.
Ricordiamo anche che, in quelle giornate di fine estate del 2022, la maggioranza delle cancellerie europee, con Bruxelles in testa, aveva puntato con estrema sicurezza l’indice contro la Russia, malgrado Mosca avesse negato ogni suo coinvolgimento. Quando le autorità tedesche avevano, anni dopo, evidenziato la possibile responsabilità diretta ucraina, come sempre accade, il faldone Nord Stream era stato, con estrema velocità, escluso dalle scrivanie affollate delle redazioni dei quotidiani e riposto con cura negli armadi impolverati della storia.
Torniamo a noi.
Stiamo parlando di un giornalista investigativo americano, principale corrispondente politico europeo del Wall Street Journal, già finalista del premio Pulitzer. Il libro in esame, intitolato “La cospirazione del Nord Stream: la storia interna delle esplosioni che hanno sconvolto il mondo”, traccia un quadro per certi versi noto e, allo stesso tempo, decisamente controverso.
In particolare, Pancevsky dichiara senza mezzi termini il coinvolgimento diretto ed esclusivo di personaggi ucraini, alcuni dei quali inseriti nelle diverse agenzie di intelligence, ma senza mai coinvolgere direttamente il massimo leader politico di Kiev, che avrebbe inizialmente approvato il progetto, per poi successivamente ritirarne il consenso. La responsabilità sarebbe stata scaricata esclusivamente sul generale Valerij Zalunyj, allora comandante delle Forze armate ucraine.
Questo alto ufficiale, molto amato e rispettato dalle forze armate ucraine, malgrado avesse negato ogni suo coinvolgimento nell’attentato, era stato rimosso da Zelensky nel febbraio del 2024 e immediatamente “promosso”, ricevendo il prestigioso incarico di ambasciatore ucraino a Londra.
Gli “occidentali”, secondo il libro, sarebbero stati a conoscenza del progetto “terroristico”, senza tuttavia essere mai stati direttamente coinvolti.
In tale contesto, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, il 29 aprile u.s., ovviamente non ha perso la ghiotta occasione per parlarne nel corso di una lunga conferenza stampa.
In merito desidero offrirvi alcuni brevi stralci della conferenza, testo completo in annesso, nella quale la Zakharova afferma testualmente che: “In Germania è stato recentemente pubblicato un libro sull’attentato al Nord Stream, scritto dal giornalista investigativo americano Bojan Pancevski. L’autore riproduce la ben nota versione degli eventi del 26 settembre 2022, quando un attacco terroristico fu perpetrato contro i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 nelle zone economiche esclusive di Svezia e Danimarca.
Secondo questa narrazione, il regime di Kiev avrebbe commesso il crimine e i servizi segreti statunitensi ed europei erano a conoscenza delle intenzioni ucraine. In altre parole, non si tratterebbe di complicità, ma di ‘saperlo e basta’.
Non mi pronuncerò sulla veridicità dei fatti presentati nel libro, sebbene l’autore stesso insista sul fatto che la sua indagine si basi su interviste con le persone coinvolte, investigatori e ufficiali dei servizi segreti.
Come afferma la quarta di copertina del libro, l’esercito ucraino avrebbe concesso all’investigatore un ‘accesso senza precedenti’, che gli avrebbe permesso di incontrare gli ideatori e gli esecutori del ‘più grande atto di sabotaggio della storia’.
Innanzitutto, non si è trattato di un semplice sabotaggio, ovviamente, ma di un atto di terrorismo.
Ora, per quanto riguarda i ‘pianificatori’, permettetemi di ricordarvi che questa è la prima volta che la cosa viene rivelata pubblicamente, non in documenti riservati, volantini marginali o siti web sulla blockchain.
L’allora Presidente Joe Biden e il Sottosegretario di Stato Victoria Nuland (anch’essa in carica all’epoca, ora ex) dichiararono pubblicamente negli Stati Uniti che questi gasdotti non sarebbero stati costruiti, che sarebbero stati distrutti e che questo progetto non avrebbe dovuto esistere.
La mia domanda è: il regime di Kiev ha forse organizzato un incontro tra l’autore di questo libro e qualcuno alla Casa Bianca o al Dipartimento di Stato per chiarire i dettagli del piano di cui parlava il Presidente Biden?
Vorrei ricordarvi che, nel febbraio 2022, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden non solo affermò che ‘non ci sarebbe più stato un Nord Stream 2’, ma rispose anche a una domanda successiva su come gli Stati Uniti avrebbero potuto farlo. Disse che avevano tutti i mezzi per farlo.
Ma qualcosa mi dice (e questo è effettivamente vero) che né il Dipartimento di Stato né la Casa Bianca hanno accolto questo giornalista americano né gli hanno mostrato alcunché. E i servizi segreti statunitensi non gli hanno mai fornito alcun materiale che potesse davvero far luce sul bombardamento, sull’attacco terroristico contro Nord Stream 1 e 2.
La questione se i vertici delle Forze Armate ucraine siano interessati a informazioni oggettive sull’attentato terroristico non è nemmeno retorica; credo che tutti conosciamo la risposta. E la risposta è un netto no.
Perché scrivere libri quando ci sono investigatori che si occupano di questo caso? Dopotutto, questi investigatori dovrebbero lavorare in molti Paesi. Si tratta di un caso internazionale, che coinvolge le acque e il territorio di diverse nazioni.
La Russia ha sempre insistito per un’indagine obiettiva, completa e indipendente sulle cause di questo attacco terroristico, nonché per assicurare alla giustizia tutti i…
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Stefano Silvio Dragani
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